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SCRITTI

EDITI ED INEDITI

DI

GIUSEPPE MAZZINI.

VOLUME LXXVIII.

(EPISTOLARIO - VOL. XLVII).

IMOLA,

COOPERATIVA TIPOGRAFICO-EDITRICE PAOLO GALEATI.

1938.

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EDIZIONE NAZIONALE

DEGLI SCRITTI

DI

GIUSEPPE MAZZINI.

SCRITTI

EDITI KD INKDITI

DI

GIUSEPPE MAZZINI.

VOLUME LXXVIII.

(BPISTOLAKIO - VOL. XLVIl).

IMOLA,

COOPERATIVA TIPOGRAFICO-EDITRICE PAOLO GALE ATI.

1938.

EPISTOLARIO

GIUSEPPE MAZZINI,

VOLUME XLVII.

IMOLA,

COOPERATIVA TIPOGRAFICO-EDITRICE PAOLO GALEATI.

1938.

PROPRIETÀ LETTERARIA.

VITTORIO EMANUELE III

PEB GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D' ITALIA.

Ricorrendo il 22 giugno 1905 il 1" centenario della nascita di Giuseppe Mazzini ;

Considerando che con memorabile esempio di concor- dia. Governo ed ordini rappresentativi han decretato a (Jiuseppe Mazzini nu monumento in Roma, come solenne attestazione di riverenza e gTatitudiue dell" Italia risorta, verso r apostolo dell' unità ;

Considerando clie non meno durevole meno dove- roso omaggi-o alla memoria di lui sia il raccoglierne in un" edizione nazionale tutti gli scritti :

Sulla proposta del nostro Ministro. Segretario di Stalo lier l'Istruzione Pubblica;

Abbiamo decretato e decretiamo ;

Art. 1. Sarà fatta a cura e spese dello Stato una edizione completa delle opere di Giuseppe Mazzini.

Art. 2. A cominciare dall' anno finanziario IKO-t-OO."» e pel com- pimento della edizione predetta sarà vincolata per le speso occorrenti la somma di lire settemila cinquecento, sul ca- pitolo del bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione per incoraggiamento a pubblicazione di opere scientifiche e letterarie, da erogarsi con le forme prescritte dal vi- gente regolamento di contabilità generale dello Stato.

RE(iIO DECKETTO

Art. 3.

Una Commissione nominata per decreto Reale a . l;i direzione dell'edizione predetta.

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta utliciale delle leg:;i e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a cbiunqi.e spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Datu a Koiua. ad<iì marzo 1904.

VITTORIO EMANUELE.

Vi((to : il Gnarda'^\:rilli : Ronchetti.

Orlando

EPISTOLARIO.

MazbinI, SeriUi, ecc., voi. LXX71II (Epistolario, voi. XLYII). 1

vM^rrrLXxxviT.

A Filippo P.kttixi, a (Jenova.

[Londra]. 11 felìhraio l,S(i4.

Amico,

Ho ricevuto le lire sterline 22.

Ti ringrazio.

Pianimi il piacere di paj^are al Dovere un abbo- namento annuo per Linda Mazini, Londra.

Sto cosi cosi. Sono estremamente debole. È tiìtto quello che posso dirti di me. L'animo mio è tutto concentrato nel Veneto, per noi e per la Polonia.

Se gli Italiani non l'anno il loro dovere se non sentono la vergogna d'essere 22 milioni e te- ucre lo straniero in casa in verità m'importa j)oco di vivere.

Addio: aspetto che sia data la sentenza (\) per l'ingraziare Carcassi.

Ama sempre il

tuo amico

GlT'SRI'I'K.

VMMCCLXXXVII. Inedita. L'autografo si consorva nell'Istituto Mazziniano di (Jenova.

(') La sentenza per il ricorso intentato contro il Mazzini dall'usciere An.saldi. Ved. la nota alla lett. vMMCXLV.

4 EPISTOLARIO. 11S041

VMMCCLXXXVIII.

A Giuseppe Guerzoxi, a ('aprtra.

[Lumlra], 11 lebbraù» [18G4.1.

Fratello,

Ho le vostre 2 e 4 caiissime. Mi manca il tempo e sono d'una debolezza favolosa. Temo sem- ine di non poter rnj^si'ii^fiPi'C l'api'ile.

Quando mi posi d'accordo col Comitato Centrale, dichiarai lealmente che quanto a Cassa, io istruivo tutti i nuclei che lavorano con me perché versassei-o nella sua Cassa quando raccoglievano su Bollettari. Veneti o in ogni altra Sottoscrizione qualunque j-^ ma ch'io mi serbava il prodotto della sottoscrizione colla quale trovar 500 individui che versino 100 franchi. La ragione è ch'io so per prova che, spronati a spendere in preparativi quello che via via si rac- coglie, ci troveremmo al momento decisivo senza un soldo. Cerco adunque raccogliere da 500 individui una riserva. Lo dissi : dissi che darei conto di quella riserva al Comitato Centrale e che naturalmente si spenderebbe di concerto. Se avessero tutto, dovreb- bero ragionevolmente prelevare un tanto per cento e serbarlo. Lo serbo io. Ecco tutto.

Del resto, sapete che co.sa ha reso finora la sottoscrizione dei 500? 2000 franchi; e mercè una quarantina di lettere mie, metà delle quali infruttuose.

Nicot[era] aveva 2000 franchi raccolti su Bollel-

VMMCCLXXXVIII. Inedita. L" autografo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma. A tergo di esso, di pugno del Mazzini, sta ^'indirizzo : « Guerzoni. »

flS64j RPISTOI.AKIO. H

tai'i; e .stava per versarli ad ordine mio. Io diedi subito un biglietto per lui al Comitato Centrale, dicendogli di versarli nella sua Cassa. Lo stesso feci con altri per più piccole somme. E notate che il mio lavoro estero costa spese: notate ch'io mandai l'anno scorso un viaggiatore in Serbia e dovrò mandarne un altro tra un mese. Sapete se viaggi siffatti co- stino. Or voi non mi vorrete inattivo, perché esi- ste il Comitato Centrale.

Ho parlato di (piesto, perché mi pesa l'accusn. Io diedi recentemente, per conto altrui, 500 franchi a Bez[zi]. Non so se il Comitato Centrale ne abbia dati 100. Ma se l'ha fatto, è naturale; non è a me che diedero, ma al Trent[ino] e al Friuli. 11 Comitato è costituito appunto per questo.

Non v'allarmate per lavoro militare. Da un indi- rizzo che ignoro, s])arso tra alcuni militari da un nucleo F'iorentino infuori, non v'è lavoro tentato se non quello di diffondere tra essi l'idea di ^"enezia. Son d'opinione che quel lavoro avrel)be dovuto farsi assai prima.

Venendo a noi, la (questione principale sta in armi, in danaro, quindi. Ignoro che cosa faccia il Comitato Centrale per raccoglierne. So che io ne manco assolutamente. Non vi dimenticate che io solo ho speso in tutto ciò che si fece l'anno scorso. Spesi da un 70,000 franchi eh' io aveva raccolti. I*armi che bisognerebbe che il Comitato si recasse collettivamente da uomini come Antona, Arnaboldi, e altri ricchi, dei quali dovrebbe farsi una lista con una linea di Gar[ibaldi] chiedente. La lettera d'un individuo, Cair[oli] o altri, non può dare lo stesso effetto d'una deputazione alla (piale bisogna rispon- dere verbalmente.

<i EPISTOLARIO. I1SC4]

Tina somma per armi un'altia per riserva, e a questo io cooiìero ecco lutto: il resto è un affare di proi)agau(la <-oi \eneti e Trentini perché iniziiuo; e tutti vi ci adopriamo.

►Secondo me e ve lo scrissi <;ià (i [aribaldi] dovrebbe lecarsi, come privato, da un amico, Teter Stuart in Liverpool, o Cowen a Newcastle, o Tennent a (Jlasyow. ('i J] giorno dopo avrebbe requisizioni, come (|ui le chiamano,' formate dai mij>liori cittadini e dopo una città avrebbe l'altra; e dopo un giio (Tun (piindioi giorni in provincia, verrebbe a Londra dove gli offrirebbero la cittadinanza. Queste cose le accerto. Non vorrei per tutto V oro del mondo avventurarlo.

In Londra, William Ashurst, Sollecitatore di Sua ^Liestà alle Poste, lo prega, per mezzo mio, di venire ad abitare in sua casa. È ottimo e amis- simo. (r [aribaldi] lo conosce.

Bisognerebbe ch'ei venisse non ])iu tardi dei pri- mi di marzo. Tornando sul Continente, ci vedremmo e ci intenderemmo.

Vi confesso che senza piantarsi a rappresentante o Direttore ciò che sarebbe forse prematuro, co- m'ei dice del moto, un Indirizzo di G [aribaldi] nel quale ei dicesse in sostanza : « È venuto il tem])o per la Bandiera delle Nazionalità di levarsi. È delitto

(') Come .si vedrà in seguito, quando Garilìaldi intrapre.se il suo viaggio in Inghilterra, non visitò nessuna delle città inglesi ((ui indicate. Si sa tvit'avia che ancor prima di lasciar Caprera, Garibaldi aveva scritto (14 marzo 1S()4) a .Joseph Cowen : « Se vado in Inghilterra, e se ho tempo, sarà un piacere per me andare a Newcastle e accettare il vostro ama- bile invito. » Unità Italiana di Milano, del 29 marzo 1864.

[1864] EPISTOLABIO. 7

il lasciar soccombere i pojmli ad uno ad uno. È delitto il lasciar soccombere la Tolouia. Faccia ciascuno il debito suo. E duci di questa crociata siano la Po- lonia, rUnwheri'a, l'Italia, » mi parrebbe somma- mente utile.

Comunicategli, vi prego, le mie idee.

A'oi intendete che il mio segreto non può ser- barsi se non quanto alle opera.:ioiiì. Quanto al nostro cercare l'insurrezione delle Nazionalità, ci conviene giocare a carte scoperte. Bisogna creare 1" o])inione che sarà il più potente nostro aiuto. Se oggi tinanche il Governo si preocu])a di ^'enezia, è dovuto appunto al nostro aver creato una opinione in Italia.

Altra cosa. Se G [aribaldi] viene e se mai vien per terra, passi ignoto : dove no, dovrà trattenersi sulla via per inviti e ovazioni. (M Credo che sia meglio averlo al ritorno, quando appunto s'avvici- nerebbe l'ora.

Ditegli che, venendo, egli è certo di sciogliere e senza tormentarsene la grande (juestione. Avrà danaro.

Addio : vogliatemi bene.

\'ostro fratello e amico Gir SEPPE.

(') Il 21 marzo 18(54, con soi'pre.su di tutta la .stampa perio- dica italiana e dello stee<iso Governo, Garibaldi si era iml)arca*^o sul piroscafo inglese La Vuììettu che si era accostato a Caprera. Lo seguivano i due figli Menotti e Ricciotti. G. Guerzoni. il dott. Basile, il maggiore inglese Chambtrs e pochi altri. Ved. Yl'nità Italiana di Milano, del 23 marzo 1804. Giunto a Malta il 23, riparti subito per Southampton sul vapore inglese Ripon.

8 EPISTOLARIO. [18G4]

VMMCCLXXXIX.

A Filippo IJkttini, a (innova.

[Londra], 13 febbraio [1SG4].

Caro Bettiui,

Spero che potrai aggiustare la faccenda della cambiale. Perché invece d' un banchiere, prendere un privato?

A ogni modo, quanto ti verrà l'altro trimeste

versa, ti prego, il prezzo di un anno per Londra al

Dovere per Carolina Stansfeld.

E ama sempre il

tuo

Giuseppe.

VMMCCXC.

A Marie D'Agoult, à Paris.

[Loudre.s], 13 février [18G4].

Madame,

Je viens de lire votre beau travail sur Dante et (loethe. (/) Et veuillez le croire, ce n'est que mon admiration })our les bonnes et nobles choses que vous y dites qui me donne le courage de vous adresser un court écrit sur Dante que j'ni public il y a (piel-

VMMCCLXXXIX. Inedita. L'autografo si conserva nel- l'Istituto mazziniano di Genova.

VMMCCXC. Pul.lil. in G. Mazzixi, Leffren à Duniel Stern (1864-1S70) ; Paris, Germer Baillière. 1872, pp. 1-2. L'autografo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha indirizzo.

(^) L'art, intitolato: Le cap Plouka, Dialogues sur Dante et Goethe, che ]Mad. D'Agoult aveva pubbl. nella Reviie G^rma- niqtie del febbraio 1864.

[18G4J EPISTOLARIO. y

ques années et qui résumé le peu que je saìs sur lui. (M \'()ti-e tra va il est trop serieux, trop eonscienceux pour que vous u'accordiez pas une demi heure aux vues d'un italien qui a étudié Dante avec amour et vénération et qui a voué sa vie à cette Natio- nal ite qu'il révait, il y a cinq siècles, lui le premier.

Je vous envoie l'écrit détaché, parce que le volume d'éerits auquel il appartient porte mon noni, ce qui suftìrait pour lui interdire la France.

Croyez, biadarne, à la profonde estime de

votre dévoué Joseph Mazzini. 2. Onslow Terrace.

Fulliam Koad. S. ^^'. London.

vAnircxci.

To William Malleson, London.

[London], February 15th, lb(J4. Dear JMr. ^Malleson,

I bel leve tliat, in these times of ours, there are Hiree things against wliich a man ouglit to protest

Caro Signor Malleson,

Credo che, nei nostri tempi, vi siano tre cose con- tro le quali un uomo dovrebbe protestare prima di mo-

(') L'art, intitolato. Opere minori di Dante, primamente pubbl. nella Foreign Quarterly Review dell'aprile 1844, poi ac- colto nel voi. IV, pp. 172-219. dell'ediz. daelliana.

VMMOCXCI. Inedita. L' autografo .si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma. È in una busta che. di pugno del Mazzini, ha l'indirizzo : « W. Malleson, Esq. » Il Malleson aveva fatto parte dei Garibaldi Italian Uniti/ Covimittee.

EPISTOLARIO. ri8G4]

helore dying, if he waiits to die in peuce with his owii conscience: slaveiy caiìital pniiislnneiit aiid the actiial eitlier nairow or liyjxxiitioal coiiditioii of Ihe ieli«;i()iis (juestioii. Y'our * Emancipation ' Society otl'ers me an ()i)poituiiily of iultilliii'i tlie tirsi duty, and 1 seize il with pleasure.

Will you record iiiy nanie anioiigst your members and accept one pound as my modest contribiition towards your activily in tlie good canse? 1 Avouhl give more if 1 had not to help my Venetian coiin- tiymen to piit down white-slavery at home.

I give my name to your Society without the least reserve, because you bave, very wisely, al)stained from identifying wicli would be an error, according to me the cause of tlie Tnion with the canse of Emancipation. The American Continent is wide enough for tAvo or three eventual sisterly confe(U^

rire, se desidera di morire in pace con la sua coscienza : scliiavitil pena capitale e lo stato attuale piccino o ipocrita del problema religioso. La vostra Società « Eman- cipatrice » mi modo di adempire al primo dovere, ed io colgo l'occasione con piacere.

Volete annoverare il mio nome fra i vostri aderenti ed accettare una sterlina come modesto contributo alla vostra attività per la buona causa V Darei di pili se non dovessi aiutare i miei compatrioti veneti ad abbattere la schiavitù bianca in casa loro.

Do il mio nome alla vostra società senza nessuna ri- serva, poiché voi, molto saggiamente, vi siete astenuto di identificare la causa dell'Unità con quella dell'Eman- cipazione, il che sarebbe stato un errore, secondo me. Il Continente americano è abbastanza vasto per contenere eventualmente due o tre confederazioni alleate: un suolo

[1864] Ea>ISTOLAKIO. 11

rations: a soi] on wliicli a repubblica ii fla_n wavcs cannot bave oiie single iiich siiUied by tliat iiotia- tioii ol' (rod'.s and maiikiiKrs uiiity wliich is calb^l Slaveiy. Ever

faitbfiilly youi-s Jos. Maìzzixi.

sul (luale sventola la baiidii'ra reinibblic-aiia non può essere luaechiato da quella uesazioue dell'unità divina ed umana che si chiama schiavitù. Sempre

devotamente vostro Gius. Mazzini.

VMMCCXCII.

A Ergisto Bezzi, a Milano.

[Lonih-a], 1(> [tVhhraio 1S(;4|.

Fratello,

Ho la vostra del 12.

(zìi amici deiriiitenu) faianno quel cbe ])<)tiaiiii(). piircbé facciano. La sorpfa^a d'un Forte del resto non esige più coraggio die una banda. E (piando io parlava del prendere armi al nemico, i)arlava non di grandi insurrezioni ma di studiar modo, onde ogni banda esca dalla sorpresa d'un ])iccolo distaccamento, d'un posto di doganieri e via cosi ; e alludeva spe-

VMMCCXCII. Puhbl in G. Locateli.i-Milpst, op. cit.. pp. 221-222.

12 EPISTOLABIO. 11ÌS04J

cialmeute al Ven[et()]. 1><'I resto, lipclo, coiisii^ruirc non è esijjere e faranno (jucl die j)otranno.

11 viaggio di (T[aril)al(li] in ln<;lii| Iterra] tronche- rebbe la questione del danaio; peiclié rjiccogliendoN i, come è certo, danaro i)er la mobilizzazione, vi lasce- rebbe si^endere nei i)rei)arativi tino all'ultimo soldo. Bisogna insistervi. La second;i metà di marzo sareitbe o])))ortuna. Ei tornei-ebbe in giiì por 1" azione con una aureola europea.

K probabile j)ossa aversi la Carta russa clTè nel- le mani d'amici miei, com'è amico mio il l'olacco che andò con mio biglietto a Caiuera : (M ma scontarla è diffìcile. Abbiamo tentato (pii inutilmente. Sarebl)e ])iù facile ravvi\andosi l'insnriezione ; ma per (juesto è necessaria la nostra.

^'edremo.

Nicot[era] diede al Comitato Centrale i duemila franchi che avea, che stava per versare in Milano, e ch'io gli dissi con un biglietto di versare al Comi- tato Centrale? Chiedetene.

Xon divido l'opinione vostra e di C[airoli] sulle manifestazioni. Fatte, nel modo da me suggerito, in tutte le città ad un tempo, (-) poco prima delle mosse, avrebbero il doi)|»io vantaggio d'incoraggiare i Ve-

C) Si trattava d'una somma di (luattru milioni di rubli in cartelle del credito fondiario polacco, dei 'l'iali gl'insorti polacchi erano riusciti a impradronirsi. trafugandoli da Varsa- via L. Bulewski, che recava a Torino il ricco deposito, sperava di potir'o realizzare, sia pure in parte, destinandolo a bene- fìcio dell'insurrezione polacca in Gallizia. ma che poi ìu costretto di consegnare alla legazione russa in Torino. Ved. PoIH'k-u se- creta italiana, cit., p. 98 e segg., e p. 133.

(') Il modo lo aveva suggerito ad A. Giannclli. A'ed. la lett. VMMCCLXXXII.

[1864] EI'ISTOLAKIO. 13

lieti e (li far coiiosceie al (ìoveriio la volontà del paese. Ma ne parleremo. Addio i)er ora.

A'ostro tutto

GUSBITE.

Scriveiò a C[aii-oli].

Cadol[ini] è il dubbio in persona.

VMMCCXCIII.

A Demetrh) Diamilla Muller. a Turino.

[Londra], 10 febbraio [1SG41. Caro ^lullei-,

Ho la vostra del Ì-.

Xo ; non autorizzo la ])ubblicazi()ne. ('i Non già ch'io rifugga da che si sappia che cosa io scrivo, ma perché non ha scojio. 11 mio scopo non ò di far vedere ciò che io voglio o ciò di t-he mi credo in dovere p»er l'unità del paese. Il mio scopo è Venezia. A

VMMCCXCIII. Pubbl. in Politica segreta italiana, ecc., cit, pp. 47-48.

(^) Ei'a venuta a D. Diamilla Mul,ler l'idea di dare alla luce le tre precedenti lett. che il Mazzini gli aveva indirizzate, corredandole « da alcune considerazioni, colle quali si cercava di mettere in sodo la buona fede con cui il Partito d'Azione e il suo capo erano proceduti nei tentativi d'accordo colla ilonarchia e nell'offerta di concorrere con tutti i loro mezzi possibili all'im- presa nazionale. » E vi era spronato dal fatto che >( mentre un confidente del re » diceva a lui « indugiasse un poco a fare decisiva risposta, il re stesso averlo pregato di tenere a bada il Mazzini per una quindicina di giorni, assicurandolo che. spi- rato quel termine, avrebbe ricevuto una risposta categorica e probabilmente consentanea alle sue brame ; un altro [l'avv. Fa-

14 RPIKTOI.AKIO. [1864]

(jiicsto sc()|K) li) ])nl)l>]ic;i/.i()n(' non jii<t\;i. ('Ih* cosn volete cli'io s])('ii (I;i un re clii' li;i liiso^no jx'i- .in- (hire a \'enozia di jneiiaiati.' 1" opinione sul ••onto mio. come se io volessi esser minisi ro. o eome se andare a W'uezia t'osse una (inasi (•oli»a?

Dietro suiL;^erinienti vostri e senza a\er io cercato contatto col re o con altri, ho detto i)er mezzo vostro la verità : che bisognava emancipare Venezia e in ])rimavera che bisognava provocare un moto nel Veneto che ce ne occupavamo che volevamo vincer l'Austria, e che quindi erano necessarie tutte le forze della N'azione ehe noi non avevamo in animo quindi di suscitare (luestioni politiche nel A^neto, ma che accetteremo la volontà del Veneto che questa volontà sarebbe senza alcun dubbio il vecchio programma che non avendo quindi nulla da temere, il re dovrebbe i)reparare e IVsercito all'impresa che non v'era per questo bisogno di patti, i quali d'altra parte mi repugnavano, perché io voleva mantenermi indipendente per l'avvenire che il re non doveva se non far dire ai A^eneti che se- guissero l'impulso dato da noi, aiutarli d'armi e pre- ])ararsi a seguire che ben inteso la guerra doveva essere italiana, senza Francesi, senza alleanza, senza Italiani al Reno che se, invece <li far questo, ci s'im- l)ediva,noi ci rivolgeremmo alla (piestione governativa.

sture, sul quale ved. la nota alla lett. VMDCCCCLXXI I] affer- mava che il re titìihata di mettersi d'accordo col Mazzini, poiché avendolo egli veduto a Napoli, e avendone iu quel collofiuio ricevuto alcune promesse, queste non erano poi state mantenute dal Mazzini. » Politica segreta itaUana, p. 43. È ovvio avvertii-e che l'avv. Pastore affermava cosa non vera, essendo noto che quando A^'ittorio Emanuele II giunse a Napoli, il Mazzini ne era già partito.

[38041 KPISTOLARIO. 15

Fu questa la sostanza delle mie lettere. Non voiiei, caro M[uller], che per trofypo zelo oltrepassa- ste quei limiti. L'accordo, per esempio, sull'indugio da fissarsi da altri non è ammessibile. Quando po- tremo, faremo.

Il re non mi vide mai in Napoli altrove. gli promisi mai quindi cosa alcuna. Non intendo la ragione di una tale asserzione.

La lettera concernente Greco depositata in sue mani non significa per me. Supposto che io avessi bisogno di citarla, volete ch'io dica « andate a chie- derla al re'? »

Addio, caro ^luller.

Vostro

GiTTSEiPPE.

VMMCTXriV.

A Filippo Bettini, a Genovn.

[L.mdral, W, febbraio flStMl.

Caro Retti ni.

Col trimeste che ti viene in febbraio o marzo, versa, ti prego, al Dovere un abbonamento annuo per Wolff', Londra. Hanno già il nome e l'indirizzo.

Hai potuto rimediare allo sconcerto?

Ama il

tuo

Gl.USEPPR.

VMMCOXOIV. Inedita. L'autografo si conserva nel- ristituto Mazziniano di Genova.

16 Ba>I8TOLARIO. [1864]

VMMCCXCV.

A Demetrio Diamili.a Miller, a Torino.

[Londra]. 17 febbraio [1804].

Amico,

Vi verrà da Milano la mia risposta alla vostra del 12: negativa. Ricevo ora la copia; e ve la con- IVrmo. Qnelle lettere potranno nn giorno pubblicarsi : serbatele, ma non le pubblicate ora. Mi spiacerebbe l)or più cagioni. E mi è anche sijiaciuto, non ve lo nego, che abbiate comunicato a Crispi questo con- tatto. Era un segreto fra noi, ed era meglio ser- barlo. (^) Nondimeno non v'è gran male.

Quanto al re non ho più speranza. Il consiglio slesso, indizio di buon fondo individuale, è prova (run'incertezza, d'una debolezza fatale. Preparare l'opinione? A che? Per agire sul solo Ministero? J^isogna mutarlo. Per creare l'opinione in Italia a favore della guerra? È creata. Se il re potesse uscire dal cerchio ufficiale in cui vive e scendere a interro- gare il vero paese, lo vedrebbe. Se il re sciogliesse do- mani la Camera e procedesse a elezioni generali con Hit decreto che nel preamìtolo accennasse a nuovi ur- genti doveri nazionali da compiersi,e quindi alla neces- sitàdifortificare il Governo interrogando il votodel pae- se, il paese manderebbe tutta una Camera bellicosa.

vMMCCXCV. Piibbl. in Politica sef/reta italiana, ecc., pit., pp. 48-50.

(') Fu (luesto quasi lo spunto della polemica che il Maz- zini ebbe alla fine di quell'anno con Fr. Crispi, il quale nella sua risposta alla nota lett. del Mazzini, scrisse che la monarchia li univa e che la repubblica li avrebbe divisi.

[1864] EPISTOLARIO. 17

Ho sottosegnate queste linee perché contengono m ultimo mio consiglio ; e dovreste comunicarlo ; ma non ho ombra di speranza. Temo che il re noji senta il dovere d'uomo nato italiano; ma di certo ci non sente la forza d'Italia. Impresa in accordo con noi, coU'elemento popolare dei paesi soggetti all'Austria, la campagna contro l'Austria finisce in due mesi.

Mutamento di Ministero : Kicasoli, Crisi)i o altri, ])oco importa, purché scelto chi voglia la guerra.

Scioglimento della Camera, ed elezione generale col preambolo di decreto accennato;

^'oce data al ^^eneto che segua V impulso del Partito d'Azione; qualche aiuto in armi o danaro;

Voce data ai Polacchi perché movano in Gallizia, agli Ungaresi perché movano in Ungheria, ai Serbi perché operino il loro moto nazionale simultanea- mente ;

Voce data all'Inghilterra per accertarla che qua- lunque cosa faccia l'Italia, sarà puramente italiana e straniera ai disegni di Luigi Napoleone ;

Chiave della guerra il Tirolo : insurrezione nel Friuli e nel Cadore, aiutata per la via dell'Adriatico, marcia su Venezia, senza curare il Quadrilatero, guardato unicamente da un corpo d'osservazione;

E la guerra, lo ripeto, è finita collo sfasciamento dell'Austria in due mesi.

Questo disegno non sarà eseguito : l'uomo non è da tanto. È meglio dunque por fine a questo ten- tativo di bene da me fatto, mentre la stampa go vernativa mi colma ogni giorno d' iiisulti. Faccia ognuno quello che può. E Dio provveda. Addio: non dimenticate la vostra promessa.

Vostro sempre

GrIUSEPPE. Mazzini, ,S«rt((i, ecc., rol. LXXyiII (Epiatolario, rol. XLVIl). 2

18 Kn>isTOr,AHio. [1804]

A Demetrio Diamim.a Mti.r.Ei:. n Torino.

[Londra], IX fcWlìraio tlS(',4].

Caio Muller,

\'i scrissi ieri, nefando 1" autoiizza/.ioiie e inai soddisfatto. Mi giunse poco dojx) la doppia lettera, e rispondo due linee.

Se si vuol fare davvero, sia lodato il Signore, e quindici giorni poco importano; ciò che im])orta è: 1", aiutare Venezia ; 2", ricordarvi della mia posi- zione come la segnai nella prima mia. Non posso slaccarmenie.

Appunto perché io sono leale, non voglio espormi a giuste accuse. E per questo insisto, non per in- tenzioni determinate eh' io mi abbia. Non prendo impegni con alcuno per V avvenire. Kipeto le mie dichiarazioni per V impresa Veneta e le manterrò. Ma, disfatta l'Austria, tenderemo a Roma. In quel secondo stadio possono nascere collisioni, nelle quali avrei bisogno di sentirmi indipendente.

Se quindi, scorsi i quindici giorni, egli persisto e dice: « Son pronto a dare,» io non riceverò cosa alcuna. Non chiedo per quel tanto che esigono i primi nuclei di Volontari accorrenti in aiuto, data una volta l'iniziativa dall'interno: chiedo pel Veneto stesso; manderò quindi un ^'eneto dall'interno a ri- cevere l'ordine pei fucili e il resto.

VMMCCXCVI. Pulihl. in PoìUica segreta itaìinna, eoo. cit., pp. 50-51.

\ [1864] EIPISTOLAKIO. 19

^ Del resto, eoi Ministero attuale non si fa i^ueria. Kicordo (lunciue le cose eh' io vi dissi ieri.

Ilo poeo stima io pure de' (Jalliziaui. Nondimeno, persisto in cre<lere ehe. (pnibnuine sia l' elemento attivo da impiejiarsi, avremo moto in (lallizia. Ed è essenziale per la linea dei Cari)ati e per sommovere r Tnjiheria.

L' introduzione in (piest' ultima è diftìeile. Non- dimeno, se vedrò via. indicherò.

Riassumete tutte le mie lettere. Non ho più cosa nuova da indicare.

Tra voi e me, non credo che le promesse si realiz- zeranno. Vedrete. Addio.

Vostro

GlUSEPl'K.

VMMCCXCVII.

A Giovanni Grilenzoni, a Lugano.

[Londra]. 22 febbraio [18G4]. Caro amico.

Ebbi. tem])() addietro, la tua. Non risposi perché non v'era cosa che urgesse. Ora ti scrivo j^oche linee ]»erché tu mi saj-pia vivo, benché in imbrogli.

Sta bene sulle Cambiali. Le sconterai quando sarà tempo. ^li dicono tutti, e Mosto prima, che Corte onorerebbe com'essi la sua. Ma farai ciò che crederai.

11 luogo che tu m'additi non favorirebbe il contatio scritto, di lettere, indispensabile. E ha altri inconve-

VMMCCXCVII. Inedita. L'autografo si conserva nella « Casa di Mazzini, » a Pisa. Lindicazioue dell'a. è d'altra mano.

20 Ki'isioi.Aitio. |l8fi4]

nienti. Inolile, i^noio se \u intenda un Inoj^o deter- minato do\(' avrei nn amico o vagamente un luogo (luahuKiue in quella ciicoscrizione. \'ediò. Ma sono convinto die la sicurezza per tutti dipende dal se- greto con tutti e (piesto potrebbe essere gelosamente serbato.

('ome stai? Come stanno i tuoi?

Non dimenticar le occasioni che ti s'affacciano ]»er raccoiiliere. Ormai sta tutto in (|nesto.

\'ed() delle spese fatte e del tenue avanzo. Per ven- tura, non a\ ral, credo, altre spese simili da incontrare.

Ama sempre il

tuo

(tII'SEPPK.

Tu hai la Collezione ìMV Jt<(li(( del Popolo, oltre ciò che m'hai dato o Maurizio V ha parlo dei fascicoli di Losanna. Avrei bisogno che fosse rico- piato chiaro e serbato pronto tinch'io ne disponga, il primo articolo: / Sistemi e ìa Democrazia. (/) A'olete farlo jver me?

Salutami con affetto 3Iaur[izi()]. Non gli scrivo perché nulla d' urgente ho da dirgli e sono oppresso di lavoro.

(') Pul)l)l. (liipprima in inglese nel l'ioplcs Juurn(iì,(\n\2^ ìv- gosto 184G al 17 aprile 1847, col titolo: ThfAinjhts upon Drmcvrarìj in Europe, (piegli articojli erano poi stati tradotti e in parte rimaneggiati dal Mazzini per Yliaìia del Popolo di Losanna. Al Mazzini occorrevano per la preparazione del voi. VII dell'e- diz. daelliana. Ved, Tediz. nazionale, voi. XXXIV, pp. xvj-xix e 91-24G.

[18T>4J EPKSTOLAKIO. 21

VMMCCXCVIII.

Ai) Enrico Portoli, a Parma.

[Londra, .... febbraio l!S(>4]. Signore e fi-itello.

È impossibile che una lista di Italiani scelti si tenti senza che io dia il nome agli amici. Mi par- rebbe far torto a voi e al vostro passato, A^oi ?jy- /(/('. E nn tempo lo avreste voluto. Ricordo ciò che faceste nel tempo delle spedizioni per la Sicilia e per Napoli. E il Mezzogiorno, per opera dei buoni come voi, fn conquistato all' Italia e il Governo segui. Farete meno pel Veneto? Deve l'Unità d'Italia ri- manere a mezzo? Dev'essa trascinarsi continuamente nel provvisorio?

Voi sapete a quest'ora come regni completo ac- cordo tra Garibaldi e me, e come tutto il Partito d'Azione sia unificato nel pensiero deìFimpresa A'e- neta. Il Governo non inizierà mai, segiilrà l'impulso e vi si prepara. Contateci.

La sottoscrizione sui Bollettari Veneti e sui li- bretti pel milione di fucili hanno tntto l'assenso mio: e il risultato di quelle sottoscrizioni deve andare al Comitato Centrale istituito da Garib.ildi. ^fa quelle sottoscrizioni che raccolgono le minute offerte dei 1)111, danno risultati lenti e sminuzzati. Abbiamo bi- sogno di una somma raccolta fia poclii eletti o cor-

VMMCCXCVIII. Pubbl. da V. Besexghi. Mazzini e il movimento insurrezionale nel Veneto (in Rass., cit., p. 15S).

22 EPISTOLARIO. [1864]

N('(r;il;i spcciiiliiiciil»' n (hii- ;iiini a clii .>"()iri(' ai piiini IXMÌcoli. È Toj^^elto (Iella lisla i\i'\ TtiU) ideata. Ivi- fiiseresle di farne i)arl('? Non im)ss() cicdeilo. Accettate una .'^tietta di niaii) l"i-a(ei-)ìa dal

voslr») Oius. Mazzini.

VMMCCXCIX.

A Giovanni (Jriijonzoni, a Iaij?uiiu.

[Londra, .... fel)braio 1864]. Caro amico,

Abbi i)azienza pev nn'aitia ni)ÌM.

J'isognei-ebbe far rico])iare dixWItalùi 'lei Pci)'>lo dayli articoli intitolati: / si.steini e la Democrazia, dal |»aragi-af() W ( inclusivo i, ( ioè comii'ciando dopo le linee: « IJentliani |)otente ingegno nei cui lavo;-i si compendia tutta quanta la mente della dottrina, ])resenti l'obbiezione e tentò distruggerla. Il suo tentativo merita esame... » tino a dove comiiiciano le linee: «In questa cosa consiste, s'io non m'in- ganno, etc. »

L'amica i)orta con tutto il manoscritto del \'II volume de" miei Scritti, ma mancano queste pagine. Bisognerà dunque, ricopiate che siano, nume- ra, rie in correlazione colla mia numerazione del ma- ni.scritto che vedrai.

[(rlUSEPPE],

VMMCCXCIX. Inedita. L'autografo si conserva nella (( Casa di Mazzini, » a Pisa.

[1864] EPISTOLARIO. 23

VMMCCC.

An Adriano Lemmi, a Torino.

[Londra, .... febbraio 1804], martedì.

Caro amico,

Ho la vostra dall' amica.

Lasciando ogni cosa individuale da banda, non intendo voi e gli amici come Partito.

Oggi, l'Alto Veneto chiede aiuti che importam) danaro. Voi dite: «Senza ricevute di Garib[aldi] è impossibile ract*ogliere. » Sarà ve.'o. Rimanga allora deciso che il Partito non esiste, ma si riduce a due uomini: a me per un punto; a (}iirib[aldi] per l'altro.

La somma indispeiisahiìe da raccogliersi sommi! a un 30,000 franchi.

Voi, Mosto, Libertini, Nicotera, Bertani, Cairoli, Corte, Missori, Cucchi, e altri cinque o sei, dovreste raccogliervi a unione solenne, e dire ci voi stessi: « Non s'esce da qui senz'aver trovato. » Se foste tutti minacciati di prigione per debiti, trovereste. Trovate modo di fare un imj^restito : con interesse mercantile; a un anno data. Ciascun di voi s'obl)lighi jier mille, duemila, tremila franchi. Prendete poi cia- scuno quanti bollettari veneti e potete averli da me volendo: assumetevi di raccogliere; e quanto raccogliete vada a discarico della quota d'ognuno. Con quello o con altri metodi, temete, con un anno davanti a voi, non jìoter raccogliere 2000 franchi?

Questo o altro metodo ; ma non j^osso ammettere

vMMCCC. Inedita. L'autografo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma (fondo A. Lemmi). A tergo di esso, di pugno del Mazzini, sta Tindirizzo : « Adriano Lemmi, Torino. »

24 EPISTOLARIO. [1864]

che in dodici o quindici del Partito, non possiate, voìciìfìo, trovine (lucllii somma.

N'ostro sempre

(}IUSKI'PK.

V.ADICCCI.

To Matilda Biggs, Tiibridge Welles.

[London, Febniary 27th, 1S04]. Saturday. Dearest Matilda,

The moment in which your note reached me, I was abont Avriting on a bit of paper " why, oh wliy?,. and send it to yon. Unt even now, wliy don't you teli me what was the mis-direction which preveuted jour lettei- reaching me? and why did you not send the note again? It //"a.s* mine. Ilowever, I am very glad you wrote: first, becanse it shows that you are c(*m]»aratively l)etter; secondly t'or another leason,

Sabato. Carissima Matilde.

Nel momento in cui mi giniise la vostra letterina, stavo scrivendo su un foglietto di carta « perché, oh perché? » e volevo mandarvelo. Ma ancora adesso, perché non mi dite quale fu Tindirizzo sbagliato che impedì alia vostra lettera di giungermi? E perché non avete rispe- dito la lettera? Era mia. Comunque, son ben contento che abbiate scritto : prima, perché ciò prova che state relativamente meglio ; poi per un'altra ragione che non

VMMCCCI. Inedita. L'autografo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Xathan). Non ha indirizzo. Dopo la firma, M. Biggs annotò : « Addressed to Ephraim Villa, Tun [bridge] Wells; envelope March l.st, 1864.»

[1864] BSTSTOLARIO. 25

which I do not want to meutioii. Mrs. Sliaeii is at ITastings;; address uiiknoAvn to ali; do you Avaut it? I shall ask Shaen bìniself. I am, since a few days, iiot well at ali, imsettled m mj head and feeliiis^ sometimes as if I was goiug to lose the use of uiy legs instantly. Xever mind. The only terrov which 1 feel is that of not reaching Aprii with biv powers such as they are. You speak of Donmavk and monrn ahout Alexandra. (^) I mourn about the trium])li of brutal force from Germany talking as she is abont Nationality in Sleswig and wanting to keep Venice, the Italian Tyrol and Trieste. I mourn abont the shameful conduct of your England encouraging and deserting every people; abont peoplos allowing each of them to rise and fall unhelped and alone ; abont my own Italy betraying her duty; about ali raen

voglio ricordare. La .signora Shaen è a Hastings : indi- rizzo sconosciuto a tutti; lo volete sapere? Lo chiederò a Shaen stesso. Io, da qualche giorno, non sto affatto bene, ho la testa in disordine e alle volte mi sembra di dover perdere da un momento all'altro l'uso delle gambe. Ma non importa. L'unico mio terrore è quello di non poter giungere all'aprile in queste condizioni di debo lezza. A'oi parlate della Danimarca e vi affliggete per Alessandria. Io invece mi affliggo per il trionfo della forza bruta della Germania che va parlando di Naziona- lità dello Schleswig e poi vuol tenersi Venezia, il Tirolo italiano e Trieste. Mi affliggo per la vergognosa condotta della vostra Inghilterra, che incoraggia i popoli e poi li abbandona ; per i popoli, che lasciano che ciascuno di loro s'innanzi e poi cada solo e senza aiuto ; per la mia

(') Forse per errore, iuvece di Fredericia, uelli) Jutland, che iu quei giorni era stata investita dall'esercito prussiano.

2G BPISTOLAKIO. [1864]

aiid women going about in theii- usuai - jiciKMally silly or idle avocatioiis, whilst Iiiini(.i;ility a)i'l Murder are i»arading triuiiipliaiitly lue woi-ld ol" (jrxl. As a last hope for Poland and as a last defianee too, 1 am bent wilh frantìc persisionce- -on aitacking Austria in the e-dily .sprin<jc. Besides Ibe secict preparations, I have succeeded so fai- as to create a jjublie opinion in Italy towards Venice, and as to bave compelled the Government to talk about it and prepare itself. Only, the cowardly Government pre- pares to act with L[ouis] N[apoleon] if he hapj)ens to want the Khine and i)ersecutes, seizes, discounten- ances our action, to the i)oint of attemptinf»' to seize money collected in a ball, for \'enice. ] have (Ja- rib[aldi] with me ; but he does nothing towards jj;etting money. In work, I am ieft alone. Nevertheless, I stili hope.

Italia che tradisce la sua fede ; per tutti gli uomini e tutte le donne dediti alle loro solite generalmente sciocche o futili occupazioni, mentre l'immoralità e l'assassinio marciano trionfalmente attraverso il mondo di Dio. Come ultima speranza per la Polonia e anche come ultinm sfida, sono deciso e fermamente deciso ad assalir l'Austria all'inizio della primavera. Oltre a preparativi segreti, sono riuscito nell'intento di creare lui'opinione pubblica in Italia riguardo a Venezia, e son riuscito a costringere il Governo a discuterne e a prepa- rarsi. Solo che il Governo, codardo, si prepara ad agire con Luigi Napoleone, se per caso costui volesse il Iteno, e perseguita, intralcia, osteggia la nostra azione a tal punto da tentare il seiiuestro del danaro raccolto a fa- vore di Venezia. Garibaldi è con me, ma non si occupa affatto di riuscire ad aver del danaro. (,)uando c'è da lavo- rare, mi si lascia solo. Nondimeno, ho ancora speranza.

[1864] EPISTOLAfilO. 2t

E [mille] and V[eiituri] are going through a snc- cession of dinneis out ; on thursday evening at Cji- roline's; yesterday at Bessie's ; to-day at AVilliam's partners, Morris, eto. James and Joseph bave l)een poorly, bnt are getting better. P[eter] Taylor has had erysipela, Clementia a severe coki.

I shall try to see "Roba di Roma.,, T think I remember a young American artist of that name coming enthusiastically two or three times at the Trinmvirate towards the end of the siege. (M

AA'hat is a " emmet? I treasure np ali the \ery pretty things nttered l)y iMande and want an expla- natioii of that Avord,

Emilia e Venturi stanno passando da un pranzo all'altro fuori di casa ; giovedì sera da Carolina : ieri sera da Kessie : oggi dai compagni di William, Morris, eco. James e Joseph sono stati male, ma ora vanno meglio. Peter Taylor ha avuto la risipola, Clementia un forte raffreddore.

Cercherò di vedere « Roba di Roma. » Credo di ricor- dare un giovane artista americano di (piel nome che è venuto pieno di entusiasmo due o tre volte al Triumvi- rato verso la fine dell'assedio.

Che cos"è un «emmetV». Faccio tesoro di tutte le grn- ziosissime cose dette da Maude e desidero una spiegazione di questa parola.

(') William Wetmore Story, scultore e pittore americano (1820-1895), morto a Vallombrosa, e vis.suto quasi sempre in Italia. Il suo voi. intitolato Roba di Roma, del quale M. Biggs indicava al Mazzini la seconda ediz . venuta a luce nel ISCi-S, è una vivace descrizione degjli usi e dei costumi della Roma papale. Nel 1849 lo Stor.v conobbe il Mazzini, al quale fu prt^- sf-ntatu da Margaret Fuller. Yed H. J.wfES. U'. ^V. Stori/ and hia friends; Boston, 1903, voi. I, p. 98 e segg.

2R Ei>TSTOi,AKro, 118041

Bless yon, deiii-est Mjitil<l;i : plciisc, love yoiir l()^iIlJ,^

Joseph.

Dio vi benedica, carissima Matilde: voitillate lieiie, vi prego, al vostro amico che vi vuol lieiie.

Gir SEPPE.

VMMCCCII.

A Filippo Bettini, a Genova.

[Londra], marzo [1S(V1].

Caro Bottini,

Ti prego rti passare 25 lire italiane al Dovere da parte di L. A. Wolff, al quale devono ricominciare l'invio del Dovere in Londra.

Io le ricevo qui.

Sto come sempre, tra il bene e il male. Purcli'io possa lavorare a modo mio sino all'ultimo, sono pago.

Spero che tu stia bene. Credi sempre all'affetto del

tuo

Giuseppe.

^Manda pure, ti prego, 50 lire italiane a Brusco Onnis, Direttore deirr,>'//à /tulidiia, a Milano.

VMMCCCII. Inedita. L" antografu si conserva n^^ir I- stituto Mazziniano di Genova.

[1864] EPISTOLARIO. Ù.9

VMMCCCIII.

A Benediìtto Cairoli.

[Londra], 4 marzo [1804].

Fratello,

Mi mancano agio e temi,o. Ma vi scrivo due linee perché non mi crediate trascurato e scortese. M'af- fermano qui che (J [aribaldi] viene, e, se è vero, Dio sia lodato.

Soltanto, solleciti, perché il tempo vola. Dai romori della Gallizia voi vedete che il disegno matura, e potremmo essere chiamati ad affrettare anziché a indugiare. Ora è necessario ch'ei si trovi a tempo in Italia. Suggeritegli ch'ei qui non tra- scuri P. A. Taylor, amicissimo suo, membro del Par- lamento, che lo vide alla Spezia e che lo invitta a casa sua qui. (^) Seeley che lo invita pure è buono, ma mal circondato. Ei badi dunque a non lasciarsi tra- scinare inavvedutamente a jiarole men che franche. Egli, (Tar[ibaldi], è (pii rappresentante della Demo- crazia militante Europea : si mantenga a quell'altezza. Ei dovrebl)e, secondo me, recarsi prima in ]irovincia, dov'è la vera vita: a Liverpool da Peter Stuart, a Newcastle da Cowen, a Glasgow da Tennent, ami- cissimi suoi tutti. Avrebbe inviti e ovazioni di città

VMMCCCIII. Pubbl. (la M. Rosi, L'iUilia odierna. cit., pp. 1304-1305. L'autografo si conserva presso gli eredi Cairoli. A tergo di esso, di pugno del Mazzini, sta l'indi- rizzo: «Per Ben. ('[airoli]. »

(') P. A. Ta:^]or aveva accompagnato il dr. Partridge al Varignano (ved. la nota alla lett. VMDCXC) ; e nel dicembre del 1862 aveva scritto a Garibaldi, offrendogli la sua ospitalità a Londra (ved. la lett. vMDCCLXVII).

'io Epistolario. [ISCA]

in città. Poche parole dette a modo suo, mescolando i nomi di Polonia e dTn^hei-ia colTItalia, ed es])i-i- nicndo la s])ei'anza che yli jipidansi d' un popolo inatico come 1" Inglese si traducano in atti «giovevoli; e lascei'ebbe il resto agli Inglesi. Sotto il nome di l'fsiiiiioHÌdl e d'altro, avrà danaro. Dopo una rapida corsa d'un quindici giorni in provincia, tornerebbe a Londra, dove un ciiuiue giorni gli basterebbero. \'i suggerisco (pieste idee, perché sono fondate, ma mi dorrebbe ch'ei credesse, s'io stesso glie le espi-i- messi, ch'io m'assumo dirigerlo. (^)

Ilo messo, come a quest'ora saprete, a dis]ìosi- zione del Comitato Centrale i r)000 franchi miei che rimangono a l>on[net]. Aveste i 2000 da Nicotera?

Lavoro indefessamente a preparare un'eco potente al moto in Europa.

So che v' affiataste cogli uomini alto locati in Torino e che si <lissero allarmati dell' unione tra Gar[ibaldi] e me e del grido neutro. Se hanno letto coi-risponderize mie, devono aver veduto eh' io ho sempre dichiarato il grido neutro essere affare per noi di dignità e di coscienza; e in verità il mante- nere r antico grido, (piando chi lo ])roferiva, sulla

(') Garibaldi giunse il -^ aprile 1864 a Southampton, dove fu ricevuto dal duca di Sutlurland, da Mr. Seeley, membro del Parlamento, dal generale P^ber, da .Joseph Cowen, da Mr. .John Ri- chardson, segretario dei festeggiamenti che erano stati prepa- rati a Londra in onore del duce dei Mille, e da una rappresentanza d'Italiani. Partito il giorno dopo per l'isola di ATIgiit, vi fu ospite di Mr. Seele.v fino all'll aprile, quando fece il suo trion- fale ingresso in Londra. C( fu ospite del duca di Sutherland fino al 20. quando s'imbarcò per Caprera, senza aver visitato altre citt.à inglesi. La sua partenza, che parve subitanea, alla quale non furono estranee pressioni diplomatiche e politiche, fu poi argomento di vive polemiche.

[1864] EPISTOLABIO. 31

via di Roma ha incontrato scariche regie, sarebbe bontà da toccare il comico; ma ch'io a un tempo diceva essere il ^rido monarchico infallibile sul Ve- neto che vuole V esercito e ha ragione ; e die noi faremmo tanto di cappello a quel grido. Pubblica- Dieute e privatamente ho detto che fiatar di lepub- blica 0 di questione politica sul A>neto sarebbe delitto e follìa. Che vogliono dunque?

Una parola individuale. Non so se vediate Crispi. Io non chiedo a lui ad altri cosa per me. A'orrei soltanto gli fosse ricordato che una intera congiura è rivolta a farmi pericolare dove sono e che davvero, quant'ei può dire pubblicamente per provare che (Jreco era un tristo e agente della Questura, do- vrebbe dirlo senza indugio e mandar copia ad Au- relio. (1)

Raccogliete? Lavorate?

Addio per ora; vostro

Gius. Mazzini.

(') Nei circoli politici ctìiiservatori inglesi .si aiulava prepa- rando un fiero attacco contro James Stansfeld, che faceva parte del gabinetto Palinerston ed era rimproverato di avere cordiale amicizia col Mazzini ; contro di lui s'appuntava (luindi la ( alun- nia di essere stato complice dei preparativi riguardanti il suppo- s*o attentato contro la vita di Napoleone III. La stampa moderata inglese reclamava che il Mazzini fosse espulso dall'Inghilterra, era valsa una eloquente difesa che J. Stansfeld aveva fatta del suo amico uelja seduta del 27 febbraio 1864 alla Camera dei Comuni. Il 17 marzo fu rinnovata l'accusa, e contro di essa presero la parola in difesa del Mazzini P. A. Taylor e W. Gladstone, il quale ultimo, sia pure dichiarando di non dividere le opinioni di lui intorno all'Italia, poteva affermare che considerava « Mazzini come uomo di grande ingegno, di per- fetta e sincera probità.» Xed. l'Unità Italiana dei 2Q marzo 1H(j4. Non sembra che il Crispi, dopo la sua interpellanza del 24 gen- naio, sia ulteriormente intervenuto riguardo all'affare Greco.

32 EPISTOLARIO. [1864]

VMMCCCIV.

A DEMETBK) DlAMILLA MlLLKK, il T(»rill(».

[Londra). 4 iiiarzu 11S(54].

Caro Mullei-,

Sdivo questo per (ìir\ i di non indirizzare più lettere ad A[shurst] per buone ragioni.. (')

Suppongo non abbiate altro a dirmi.

Non mi avete dato mai la data della lettera nel- la quale io mi lagnava degli amici che m' infligge- vano G[reco].

Il re deve avvedersi ch'io non errava parlando della Gallizia.

Dopo le mie assicurazioni sulla questione politica perché s'esita? Si vuole il Veneto o no? Uniti con noi e coi popoli, non v'è bisogno di P^rancia o d'altri. In nome di Dio, siamo Italiani.

A'ostro

GlUSEITR.

VMMCCCIV. l'ubbl. in Politica segreta italiana, ecc., cit., p. 51.

(') Anuota qui D. Diamilla Muller che «più d'una lettera diretta a Londra all'indirizzo indicato era stata trattenuta ed aperta dalla polizia francese. »

[1864] EPISTOLARIO. 33

V.M.MCCCV.

AU AciosTi.No 1>i;ktam, m ToriiKi.

[Loiulni. .... marzo 1S(J4]. venerili.

Caio Beitaui,

Ho la tua.

Ringrazia un assalto di lonibau<iino che non mi lascia riposo, per la brevità della mia.

Sei l'amico più irritabile di questo mondo. Non intendo sindacare ciò che fai; richiamare ogni lavoro a me: ho piacere del tuo lavoro e lo ritengo importantissimo. Non ti diceva altro se non questo: « Tutti e due lavoriamo sul Friuli. Ho un centro in Udine appunto. Sai'ebbe bene che sapessimo V uno dell'altro, per potere unificare gli elementi. » Che ma- le c'è in questo, oh il ])in riroItizioiKirio degli uomini?

Non si tratta di Z[ngni], bench'ei lavori per me; si tratta del Dr. Andreuzzi (M e di Kizzani, coi quali un di o l'altro bisognerà che i tuoi elementi s'inten- dano: in Ialine l'uno. 1 altro a S. Daniele, a poca distanza.

Addio: voglimi bene e irritati meno col tuo amico fuori della Camera

GiusErPE.

Se, avendo mezzi, invece di versarli al nucleo degli amici che jjossouo spenderli in progetti orien-

VMMCCCV. Inedita. L'autografo si conserva nel Museo del Ri.sorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha indirizzo.

(') Sul Dr. Antonio Andreuzzi ved. la nota alla lett. VMDCCLXXVI.

Mazzini. Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 3

34 EPISTOLARIO. [1864]

tiili, tu ill'ilvessi (letto: « TTo tanto,» t'nvrci dotto: «Serba in tue mani; è necessario cei-cai-e di raj^^ra- nellare armi sn Ino^^lii vicini al 1*0, per evitare la necessità de' viajij;i che le fanno scoi)rire. » E ci sa- remmo dati tutti e due d'attorno pei- dissotterrarne. Questo è ciò ch'io chiamo, non soj^jjezione. ma la- voro d" accordo.

T() PIATII, DA BlGOS, LoiUloM.

[London, Mardi 7th, 1S04J. Moiiday.

Here is the autograph, dear. The Iteuinninij could not ' he sent. The little Frencli thing will reach you later in the day. liless you. Ever

your loviug

Joseph.

LinK'dl.

Ecco rtiutojirafo. cara. Non lio iiotuto niamlar»' il lirincipio. I.a piccola cosa francese vi iiiungerà in gior- nata, ma un pò" inù tardi. l>io vi benedica. Sempre.

vostro affezionato Giuseppe.

VMMCCCVI. Inedita. L" au^)grafo si conserva nei Mu.seo del Ri.sorgimento di Ruma (fondo E. Xatluin). Non lia indirizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.

[1S04] Ea»ISTOLARlO. 35

VMMCCr\'II.

A Maoamk M. n'Ar,oi-LT. ;"i Pnris.

[Londrosl, S mars [INIUI.

Madame,

J'ai envoyé l'écrit sur Dante à la Heine (ìrrmdiil- qiir poni- vous le nième your de ma lettre. J'avais en soiii de taire dispaiaìtie tonte tiaee de rauteuv; mais il se peut qii'nn malenoontreux « Opere di ]Ma/- [ziiii] » se soit trouvé aii fond de (jnelipie page et (pie cela ait sutti pour 1" osti-acisme. \'euillez toute- fois. Madame, taire des reclierclie.s au Bureau. C'était un Cahier imprimé portant au haut des page.s : « ()- ]»ere Minori di Dante. ».

Si tonte chance est perdue, je tàcherai de vous taire parvenir ce petit écrit par une antre voie.

riiose étrange, votre bonne et chère lettre m'est tidèlement parvenue. Je la garde comme sonvenii-. Ayez soin. Madame, de votre sauté et complétez votre beau tra va il.

A vons avec estime

Jos. ^l\7.7Ay.\.

vMMCCM:;VII. Pubbl. in G. M.\ZZTNT. Lettre<i ù Daniel ^tern. cit , pp. 3-4. L'autografo si conserva nel iluseo del Ri- sorgimento di Roma (fondo E. Xatlian). A tergo di esso, di imgno del ^lazzini, sta l'indirizzo : « Madame Marie d'Agoult, » la quale v'appose e completò la data.

3(ì KPIBTOI.AKIO. [1804]

V.M.M('(M'\ III.

TO Matilda Bkigs, London.

rLoiulun, March Sth, lSf!41. Tuesdii.v.

Denicst .Matilda,

Yoiiv note invìi iiij; me icaclios hcic al hall' pftst Iwelve; and I ani noi live iiow noi- sliall hv l'or Uva lioui's. (ìeneially speakiiif;, 1 olitili lo kiiow ahvaj'^s one day befoie so as to take aiiaii<;einents. 1 iniolit to iiiori-ow. bui woiild it suit you ? If so, you on^ht to di'O]) one word williout delay. lOvei'

youi- loving .Joseph.

MartofU.

Il vostro biglietto d'invito mi sinnst' Qui abf dodici e mezzo: e io non sono libero adesso, lo sai'ò prima di due ore. In generale, dovrei sempre saperlo un giorno prima, in modo da potermi liberare dai miei impegni. Domani potrei, ma è comodo per voi? Se lo fosse, dovreste scrivermi una parola senza indugio. Sempre.

vostro affezionato Giuseppe.

VMMCCCVIII. Inedita. L'autografo si conserva noi Mu- seo del Risorsimento di Roma (fondo E. Nallian). Non ha indirizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.

[1SG41 KPisTOL.vruo. Ut

vMMrrnx.

A Demetrio Diamilla Mtjller. a Torino.

[Londra], 12 marzo [ISWI.

Ho le vosti-e dell'S.

Avreste potuto mandar la copia come lettera registrata airiiidirizzo che avevate.

Nondimeno, lasciatelo e i^iovatcvi invece a scri- vermi nel segnente... Non induciate. (^)

VMIMCCCIX. Piil>hl. in Polilicd Hrijyeta ìlnìinnn, ecc., cit., pp. 54-55.

(') A commento di questa h tt.. D. Diamilla Moller annota : «Le tre lettere in data lt>, 17 e IS fehl)raio .... furono man- date pel solito intermediario al re, accomiìasnate da una scrit- tura deiramico medisimo, nella (juale si pregava caldamente S. M. di prendere in considerazione i .sentimenti di Mazzini, e di UdU prestar fede alle calunnie de' suoi nemici personali d'Italia e di Francia.

«Il primo di marzo il MuUer ricevette in Genova dall'ulli- ciale d'ordinanza che era stato con lui in relazione, il conte di Savoiroux. un invito pressante di recarsi a Torino, al quale avendo egli subito ottemperato, alla mattina del 3 marzo venne dallo s'esso ufficiale condotto a,lla presenza di S. M. Vittorio Ema- nuele, dicendogli che d'allora in poi avrebbero dovuto trattare direttamente, senza intermediari, che da quel momento tutti i documenti originali dovevano essere depositati in sue mani e gelosamente custoditi, gli rimise una nota autografa, auto- rizzando a darne comunicazione in modo sicuro e segreto al Mazzini.

« Questa nota era senza data, ma era stata scritta la sera innanzi del giorno in cui il Muller era stato chiamato a Torino, vale a dire ai 28 di febbraio.

(( Ecco la nota :

'Fu totalmente erro-nea la trasmissione delle mie parole fatte da Pastore.

38 EPISTOLARIO. [18641

l'erc'hé copia soltanto? A che giova l'aiitogiafo, se non deve essere in mano mia? In mano di chi rimane? Chi è la persona antoievole? In cosa cosi

Non dissi aver mai iiarlatu. fatto patti con (HH'lla persona, (luella stessa persona averne fatti eoa me.

' Dissi solo essergli stato benevolo in varie occasioni che forse egli stesso non lo sa, non averlo tormentato in Napoli, ni.i esii invece essermi stato ingrato nei suoi .scritti sia puii- lilici che privati.

' Dissi non poter ammettere che il Partito prenda l'ini- ziativa nei fatti che devono succedere, e se tal fatto accadesse, sarebbe represso colla forza.

" Dico ora, che ciò ammesso in modo formale, sono dispo- sto a concertare come si chiede, ma assumendo io e il mio Go- vernt), quando vi sarà oml)ra di possibilità, con tutte le forze vitali della Nazione il glorioso mandato dell'opra finale della patria nostra.

' Avere comuni lo slancio ed il desiderio di fare con la persona di cui parlai. Giudicare le cose da me e con la mas- sima energia e non con timide impressioni altrui.

' Ma sappia la persona che gravi sono i momenti, che bisogna ponderarli con mente calda e cuore ardente, e che io e nt)i tutti vogliamo e debbiamo compiere nel più breve spazio di tempo la grand'opera. ma guai a noi tutti se non sappiamo ben farlo, o se abI)andouandoci ad impetuose, intempestive frenesie, venissimo a tale sciagura da ripioml)are la patria no- stra nelle antiche sventurt:\

•Il momento ni n è ancora maturo; fra breve spero Dio aiuterà la patria ut.stra. V[ittorio] E[manue3,e].

« Avuto questa nota, l'incaricato scrisse al suo mandante, dicendogli avere un documento che veniva da persona auto- revolissima da comunicargli, non poterlo fare che per copia, trattandosi di cosa tanto di rilievo e delicata, che i mezzi di cui si era servito fino allora per fargli pervenire le sue comu- nicazioni non gli parevano abbastanza sicuri, e volergliene indicare qualche altro sicuro e di cui vi fosse più a fidarsi : tal documento essere esclusivamente per lui, Mazzini, da non lasciarsi cono.scere ad anima viva. » Politica segreta italiana. cit., pp. 52-53.

[18G4] EPISTOLARIO. 39

delicata dovreste diimi tutto; del resto, questo sono mere osservazioni.

Quanto a] non pubblicare, è strano che il dub- bio sorga. Sarebbe in me una tale violazione d' o- gni riguardo, e d' ogni buona fede, che non dovrel)be neanche supporsi.

Quanto all' iniziativa, veduta la lettera ne ])ar- lerò. Ma vi confesso che da parte nostra l'inizia- tiva intcnia è per venti ragioni una condizione siitc (jiia non, e non intendo come, disposta ogni cosa, non se ne veda l' immenso vantaggio.

Date pure la mia parola sul silenzio.

Come vedete, son qui.

\'ostro sempre GiLsri'PE.

VMMCCCX.

A "Madame M. d'Agollt, à Paris.

[LoudiTs]. 15 iu:u-s [l.S(;4]. Madame,

Le titre de mon travail est « Oi)ere Minori di Dante. » Il a été public en Angleterre en iSSrJ dans le Foi(i(/n (JiKii-tcrlij Jiccicic avant d'eritrer dans la collection qu"on fait à Milan de mes Ecrits chez Daelli sous le titre de « Scritti editi e inediti di

VMMCCCX. Publ)l. in G. Mazzi.xi, Letties ù Uuniel t-'tern, cit , pp- 5-8. L'autografo si conserva upI Musco del Ri- sorgimento di Roma (fondo E. Nathan). È in uiui luista the. di mano ignota, ha l'indirizzo : « Madame Marie d'AgouIt. 11. Rue Circulaire de l'Etoile, Paris. » La data si completa col timbro postale.

40 Ei'isroi.Anio. [1SC41

Gius. ;M;izzìiiì, eie » T/articlc se Irouve daiis le qii;i- trième volume.

Le uom véi'it;il)le de Daute est eu effel Allighieri. TI y a lieu à eroiie (jue Dante éciivait Allagheri. Un (le premieis Codes poi-te le titie qu'il avait lui nième donne j\ son ])oèn)e « Incipit r')m()edia I^antis Alla,n]iei'ii Fiorentini naiione non nioi-ihus. » TV titre n'a jamais été leproduit, si ce n'est dau.s Tédition que j'ai moi mérae publiée en 1S42 à Londres (chez; Kolandi) sur les travaux manuseiits de Foscolo. De tonte manière les deux // sont autlienti(iues. Le clianjicment n'a été diì (pi'aux modifications (jui s'opèient de siècle en siècle dans la prononciation.

L'aneedote du Couvent est c'onsi<;née dans la lettre d'un moine à L^guccione retrouvée i)av Carlo Trova: elle est insérée dans son livre intitulé: «11 \'eltro Allegorico. »

Foscolo avait travaillé pour le lihraire anijlais Pickeriug à une édition du Poème. La mort l'emiiè- cha de compléter sou travail, que ne va pas au delà de YEiifcr. -Te parvins à déterrer le manuscrit égaré, et je puhliai, me réglant sur la i)artie achevée, Tédi- tion Rolandi de 1S42 en quatre volumes. File porte une préface de moi signée: « l"n Italiano.» Le i)re- mier volume est rem])li par une Introducrion criti- que de Foscolo, très importante. Le titre de TEdition est : « La Commedia di Dante Allighieri illustrata da T'go Foscolo. » Je serais heureux de vous Tenvoyer ; mais on m'a enlevé le seul exemplaire que je pos- sédais. Le vie que j'ai mener, n'est pas favorable à la formation d'une bibliothèque.

Le point de vue que vous avez clioisi. exclul un travail étendu sur le eulte voué par Dante à l'idée Xationale. Ce qui me paraìt pouvoìr jusquVi un cer-

[1864] ETIStOLARIO. 41

tain point entrer daiis le cadre de votre travail est plutòt sa pensée pliilosophique, soii intuitiou sur ce que iious appelons anjoui-d'lini la Loi du Piogiès et la vie colleetive de rHuiiianité. J'ai cherché à esqiiis- ser ses idées en m'appuyaiit de citations textuelles, qui pourrout peut-étie vous venii* en aide.

>'ous avez pu. Madame, devinei- par un passage de mon écrit (page 189) la manière dout j'envisage les rapports entre Dante et Goethe. Ce som pour moi des rapports de conti-aste plutòt que de ressem- blance. Seulement, 1' un complète l'autre pour ainsi dire. Dante représeute surtout le moi, Goethe surtout le non -moi. Toiis les deux forment la plus complète définition de l'Art qu'il me soit donne de concevoir et que Tavenir peut-étre réalisera. Quelle» que soient nos vues à ce sujet, je les attendrai avec désiv. Ce que vous avez déjà écrit m'est garant de Timportance de ce que vous écrirez. (^) Vous ferez penser et .sch Air ; et c'est le but principal à atteindre. Il pourra exister encore des divergences sur telle ou telle autre question secondaire ; mais vous nous préparerez à communier de plus en plus avec l'àme de Dante : et c'est là, je le repète, le but à atteindre.

Adieu, Madame. Rappelez vous de moi, si jamais je peux vous étre utile en quelque chose. Gomme vous le dites, nous sommes unis sur un terrain sacre et plus haat-placé que tonte conuai«sance person- nelle.

Jos. Mazzini.

(1) Nel 1866 Mail. d'Agoult diede a luce il voi. : Dante et Goethe, dialogues.

42 EPISTOLARIO. [1S04]

To TiTF Editor of tiik « Times. »

[I^Midon. Mnvch l.'ih, 1X04]. Tiiosd.'iy cvoniiiK.

Sii-,

My atteiition lias heen caìlcil to aii ai-ticlo in yoiir paper of tliis day in whicli, ì'jI'imiÌiìc, to the statement of the Procnreur-Irapéiial oii tlie (Jieeo trial, y«)U im])ly that somethinu further is iieeded in oi-dei- to clear the chai-acter of Mi-. Stansfehl fi-om the ini])n- tations made upon hini by tliat fnnctionaiy of tlie Imperiai Government. (\)

^lartodi .som. Signore,

Ho notato che in un articolo Inserito ossi nel vostro S'iornale. toccandosi nllc cose dette dal Procuratore imperiale nel processo di Greco, voi vi argomentate che si richieg- gono maggiori prove per pui'gare il signor Stansfekl dalle accuse mosse contro lui da quel magistrato del (Joverno imperiale.

vMMCCrXI. rullili, noi Times dol lC> marzo lSfi4, o tra- dotta 9 pnblil noW'T'nitii ftnlìnna di ^lilano. del 19 marzo 1S04.

(') Il giorno successivo a quello in cui il Mazzini inviava questa lett. al Times, si svolgeva alla Camei-a dei Comuni la discu.ssione sulla mozione di Sir Stracey. riguardante i rapporti ohe il Mazzini aveva avuto con J. Stansfehl, intorno ai quali il procuratore generale C'ordoen, nella rociuisitori.a da lui pro- nunziata il 2Ct febbraio lSfì4 al Tribunale della Senna durante

[1864] K1>IRT0LARI0. 43

Tliose imi)uta1i()iis wei-e contained in a speecli totally insui^ported by' legai evitleiice: and 1 should lune Ihonuiit tliat Mr. Stausfeld's cliaracter and

Tali accuse furono fatte in una arringii, senza essere sostenute con prove lejiali : ed io avrei creduto che l'in- dole del signor Stansfeld e Tattitudine sdegnosa della

il processo contro P. Greco e C. aveva insinuato il sospetto che lo St.insfeld non fosse ignaro a tutto ciò che A. SaflS, in una sua lett. al llnies (ved. il lUritto, del 20 marzo 1S64) giu- stamente definiva « turpe e poliziesca procedura sidrafifare Greco. » Accolto da molti applausi, lo Stansfeld si era cosi difeso : « Xou è mio intendimento di dire alcuna parote sulle critiche fatte al carattere di Mazzini. Io feci <]uello che cre- devo mio dovere rendendo testimonianza al carattere di un uomo che conosco da più anni ; e per quanto la disc\issione si possa protrarre, questa è per me una discussione finita. Mi volgo ora alla parte della mozi(»ne dell'on. Baronetto, che concerne me stesso. L'on. Baronetto dice che le parole del procuratore gene- rale sono degne di seria considerazione. Ora, a diritto o a torto, io applico al discorso del procuratore genei-ale la stessa inter- pretazione che fu rivolta contro di me. A me parve, e pare ancora, che ad una imputazione si odiosa, e, come mostrerò, si destituita di prove nel processo, non si poteva se non opporre una dinegazione che, per quanto generale, era. a mio avviso, completa, e che, selihene accompagnata da alcune espressioni indignazione e di disprezzo, non credo che la Camera l'abbia a reputare non naturale o fuor di luogo. Ora, qual è la prova su questo punto? L'on. Baronetto ha supposto che Greco ve- nisse indirizzato ad una per.sona al mio recapito per aver da- naro per l'intento del complotto. Ma ammesso anche che la lettera trovata indosso a Greco fosse stata di Mazzini, quella lettera non lo indirizza al mio recapito per danaro. Fu detto che si trovò su di lui un pezzo di carta con questo parole : Sig. Fior irei: 35. Thiirìoe i^qiiare. Ecco tutta la prova da cui il procu- ratore generale dedusse le sue illazioni. Egli si riferì pure al complotto di Tibaldi nel 1857, e disse che io era in relazione

44 Kl'ltSIOI.AKIO. I INI')! I

^vii(M;i| (Iciiiiil ili llic House oT ( 'oniiiioiis would li;i\f .^atisfted aiiy faii*-ju<l}j;iii^ ixmsou (ni llic uiitnith oT sudi cliiirucs. Uni if iiiv Icstiiiioiiv iiiiulil bc dcci-

( 'amera dei Coiniini sarebbero bastate a persiiailere qna- liiiKiue persona siiista della loro falsità. Ma. qualuin;iK' forza possa avere la mia testimonianza in (jnesta maleria.

fon .Mazzini, conu' tosoriorc di (lUcl cuiiiiilotto I.a luitu venne liiavata dalle note di Mazzini, cln» iudiriz/.iiva dne pf rsone al mio recapito per danaro in caso di bisogno. Ecco tuta la i)rova ueir affare Tibaldi, ed io ho il pieno diritto di riconoscere che il suo carattere sinstificherebbe il procuratore generale a chiedere maggiori spiegazioni ; ma non credo che una persona abituata ad esaminare la prova potesse giungere ad una tale conclusione. Io non credetti dover opporre se non una dine- gazione generale ad un'accusa di tal fatta, ma le circostanze sono ora interamente mutate, IVintera cpiestione fu recata innanzi alla Camera dalla mozione dell'on. Baronetto, io sono libero di scegliere; ma non credo che ci sia nulla d'inde- coroso nell'essere chiamato a dare spiegazioni, o ch'io abbia ad essere umiliato neli ris])ondere a qulasiasi questione. Ve- diamo a nostra volta le accuse. Il procuratore generale dice che io continuava a corrispondere con Greco. La mia risposta si è, che direttamene indirettamente, per lettera o in persona, non ebl)i inai relazione con (jnella persona. mai lo conobbi, udii che esistesse, prima che vedessi la notizia sui giornali sulla parte da lui avuta in quella cospirazione. Io retrocedo ora al caso Tibaldi. Il signor Mazzini dichiarò già esplicitamente nei giornali che non era esistito un fondo per Tibaldi, io non venni mai, certo, invitato ad agire in qua- lità di cassiere. Non è appena d'uopo che io aggiunga, non aver mai tenuto tali fondi, dispensato danaro per qualsiasi proposito alle persone nominate in quella cospirazione. Al- tra cosa era essere intimo d'una persona, e altra essere impli- cato nelle sue imprese, siano queste tali da richiedere xdteriore investigazione o quali vennero a lui recentemente attribuite. L'on. Baronetto disse che il mio nome era implicato nel prò-

[1S(>4] KP18T0LAH10. 45

jjiive of the question 1 cauiiot withhold it fioiu oiie wiiose fi-ieiulshii) I Iii_ulily vaine, and who lias spoken so geiierously of me in an assembly (' ) where his doing «0 miglit expose him to some ineonvenieuee ami misiiitei-preta t ion .

io non la posso negare a colui, la cui amicizia olireuiodo io apprezzo, e che si magnanimamente parlò di me in un'assemblea, dove il farlo poteva metterlo in gravi molestie.

cesso Orsini. È la prima volta che udii questo del mio iu)iue. Quando si adducano prove, sarò pronto a rispondere. L'on. Ba- ronetto ci-tò pure certe cedole di un prestito, e le apparenze, lo ammetto, hanno (pialche somiglianza coi fatti. Nel 1850, immediatamente dopo la proclamazione della repubblica, mi si chiese di permettere che il mio nome fosse posto a tergo di quelle note per indurre il popolo a prenderle, trattandosi di promovere l'unità italiana. Ammetto di avere ciò permesso, ma poche settimane dopo fui indotto ad esaminare la convenienza di tale atto. Per consiglio dell'avv. Manniug, io chiesi che il mio nome fosse ritirato, e fu ritirato in effetto. Questi sono i fatti, e i soli che possono importare alla Camera : ma se qual- che membro desidera fare domanda, sono pronto a rispon- dere.' Il .signor Stansfeld aggiunse che egli e altri amici per- misero al Mazzini di recapitare le .sue lettere alle loro case. Queste lettere vennero a lui recapitate sotto il nome di si- (fiior Fiore, che è l'equivalente italiano di Flairer. ma non cre- deva che alcuna lettera gli fosse stata recapitata sotto il nome di Flotver. « Io riconosco interamente ad un tempo non essere da consigliarsi opportuno, qualunque fosse il contenuto della corrispondenza di Mazzini, che le sue lettere siano recapitate alla mia casa nella mia posizione. » concluse « Ma Maz- zini ha dato da le disposizioni da prevenire ciò da qui innanzi » Ved. i^ Diritto del 21 marzo 1S64.

(0 Già nella seduta del 29 febbraio 1804 alla (^aniera dei Comuni J. Stansfeld aveva dovuto rispondere a una interro-

4Pi RPiRToi.Arno. [IsriJi

I li;i\(' tlicicloic (n r('([ii('st of voii llic iiiscit ioii ol' tliis IcHci-.

The 1\\() jisscrtioiis oJ' llic rrocuicur I iiipriinl, ;i> (lUotcd /'// c.rlriisft by yoil, ;il(':

« TliJit (li-eco \\;is to w lite to llic jiddicss, ,I/r. Floìrcf, 4~), Tliurlor-Stiiairc, nroin/iloii. ir lic \\;is in w ;ni1 ol" money ;

«TliJil -Mr. Slaiisfi'ld li;id Ix'cii in ISÒT .-ippoiiit- ed lo he llie biinkei- ol" ;\ Tibjildi ( "i)iis])ii;icy l'^iiiid. »

It is tnie lliat ;il v;ii-ions liiiies. owiini t<> leltcìs ;i(bli-essed lo iny ii;niir bciiiii st()|)]»('d oi- 1;iini»er('d witli by Continental jxìliey, T bave asked my lOm^lish friends, and anione tlieni Mr. Stansl'eld, lo leceive tlieni l'oi- me, llie conlents of tlie letters bciiijj' iiatnr-

Vi preso adiiiKjm' di pubblictiro (infilo clic sto per (lire.

Il Procuratore imperiale fece (lueste due dichiarazioni da voi riferite in, extcììso :

«Che Greco doveva scrivere al signor Floircr. 8r>. l'ini r- lov t<<iuare, Brompton. (piando egli aveva bisogno di danaro;

«Che il signor Stansfeld fu, nel 1857, deputato cas- siere del fondo per la congiura di Tibaldi. »

È vero che io, vedendo che le lettere indirizzate al mio nome erano spesso o fermate o aperte dalle polizie del continente, pregai pili volte i miei amici inglesi di

gazione di Mr. Cox riguardante la sua pretesa complicità nel- l'affare Gl'eco; e dopo aver mostrata tutta la sua indignazione per l'iusinuazione del Procuratore generale Cordoen, aveva dichiarato : « Il nome di Mazzini fu associato a questo atten- tato, ma la conoscenza personale che ho di lui assicura la mia convinzione, ch'egli è assolutamente incapace di aver avuto che fare in ciò. » Ved. il Diritto del 4 marzo 1S61.

\[1864] EPISTOLARIO. 47

i\lly link no wu to tliem. But it is not true that I\ever gave to Gieco the address of « Flower. 35. Tllurloe-Squaie » (or, indeed, uny otlier namej, loi- the l)iii*lvose of applyiny l'or monej' or auything concei'ii- ing an anti-Imperial plot.

And it is not triie that I ever asked ^Ir. Stans- l'chl to be the treasnrer of a Tibahli fund. Siieh a II ahsiiiil fnnd has nevei' to my knowUnlge exitsted.

As to Avhat in yonr aiticle conceins me, 1 have [H'omised to mysself not to write one single word more abont the Greco affair. I am perfectly eon- teuted to leave to fair, dispassionate English opi- nion the judgmeiit betweeu Greco and me. I say between Greco alone and myself, because everybody must have noticed that ali the afflrmations aiming, in the French indictment, at establishing muny soiir- ces of acciisation against me, tlie siimmouing of

riceverle per me, rimauendoiie il tenore del tutto scono- sciuto a loro. Ma non è puuto vero che io abbia dato a di-eco il recapito di Floircr. 35. Tfiurloc Hquare (o rpia- lunque altro nome), aftinché egli chiedesse danari per con- giure () altri tini contro Luigi Napoleone.

Non è vero neppure che io deputassi mai il signor .Stansfeld ad essere cassiere di un fondo Tibaldi. Non vi fu mai »iuesto assurdo fondo, per quanto io sappia.

Quanto alla parte del vostro articolo che tocca di me, io promisi di non scrivere un'altra sola parola rispetto alla congiura di Greco, rimettendomi in tutto alla sa- viezza e giustizia del popolo inglese per giudicare tra Greco e me. E dico tra Greco solo e me stesso, perché ognuno deve aver veduto che tutte le cose dette nel pro- cesso francese, per creare molte cagioni d'accuse contro di me, come l'aver chiamato io quattro uomini in Lu-

4S KIMSTOIARIO. [18041

Ilio foni- nicii lo Luj^Miio; tlie disti-ihiitioii ol' (hij^^- cis, i-evolvers, iiiid hombs; the iu-(0]»1iii.n Imperatori US Olio of the l)jin(l, liavo. Iliroiijili tho liial, dwiiKll- 0(1 iiìto iioiiontity.

.Viid as to tlio « Tliooi-.v ol tho I)a^<joi-, » (^) tlio lii'st timo I hajtpon to writo oii it is will ho nioditiod iiito tho « Thooi-y of tho Mordi Dajiijioi-. » Thoso Avho wil! ooiidosooiKl to road tho irli ole of the i)am- l)hIots ([iiotod hy a moinhoi- of tho House will see that luy ohjoot was procisoly that of excliidinu; the possibility of a Thcorij of ih e Daggcr.

I am, Sir,

yours faithfully. Jos. Mazzini.

,i?an(), l'aver distribuito stocchi, pistole giranti e bombe, l'aver accolto Imperatori nella banda, ecc. ; tutte (lueste accuse svanivano con lo svoljiimento del processo stesso.

Quanto alla teoria del piif/nnle. la prima volta che io mi imbatterò a scriverne, la chiamerò l(t teoria del pii- (inaìe morale. Chi avrà la noia di leg!.;ere tutto il libro, citato da un onorevole membro della Camera dei Comuni, vedrà che il fine suo fu appunto di combattere tale teoria.

Sono, signore,

vostro devoto GiXTs. Mazzini.

(') Il Times aveva accennato alla polemica che in proposito il Mazzini aveva avuto con D. Manin. Ved. l'ediz. nazionale, voi LV, pp. xxxv-xlij e 147-175.

[1864] EPISTOLARIO. 49

VM3[CCCX1I.

A Al.ICSSAXDRO CaUISSIMI. !l MÌli1Il(>

[LoiulniJ, 17 iiuuv.d [ISCU].

Fratello,

So che avete offerto più volte la vita al paese. 31a so anche che siete fra (pielli i quali credono doversi giovare al paese in tutti i modi possibili. V'ho conosciuto personalmente.

È impossibile ch'io tenti formare una lista di 500 offerenti all'intento definito dalla piccola circolare che v' è nota, e non ponga voi trai 500. È lista d'onore e deve avervi.

aggiungo parola perché superflua.

Abbiatevi una stretta di mano dal

fratello Gius. Mazzini.

VMMCCCXIII.

re Henry Samuel King.

[London, March] ISth. [1S(U]. Friday. My dear Mr. King, Your donation to our Venetian fund for it is

venerdì 18. Mio caro sij;nor King.

I«a vostra offerta per il fondo per \'enezia poiché

vMMC'CCXII. Inedita. L'autografo si conserva nel Mu- seo del Risorgimento di Miniano. A tergo di essa, di pugno del Mazzini, sta l'indirizzo : « Signore A. Carissimi, Milano. »

VMMCCCXIII. Pubbl. in Letters and RecoUeciious of Maz- sini, cit., p. 40.

Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXYIII (Epistolario, voi. XLVII). 4

50 RPISTOLARIO. [lSn41

N'enice whicli now coiistitutes our immedjitc aim is (ìoiibly welcome, botli ns a valued piooL' of your symi)atliy witli onr iiational cause, and as coiniiii^ i\t a nionient wlieii tlie stoini is ragiiig around me and mine. (') He so kind as to convey my llianks 1( Mis. Kinji. 1 deeply regret liei- liaving lieen ili. As to yoni* veiy kind invitatioii, alasi Tliose who clioosc to see in me the wild conspirator, instead of the man deeply and leligionsly convince^ thal lite is a task and a battle, do little snspect how Avorn-ont, exhausted and « a"weary, » 1 feel, and h(»\v I dream oE a quiet, solitary retreat in which to be able to write a hook aboiU matters ot vital importance to me, and whicli I bave been compelled to leave nntouciied tliiouiih want of time, before

è Venezia che forma ora la nostra mota pin prossima »> doppiamente henveniUa. e come nn se.uno die ri fa apprez- zare la V(»stra simpatia per la nostra causa nazionale, e perchè viene in un momento in cui la tempesta infuria intorno a me e ai miei. Siate cosi gentile da far perve- nire i miei rini;raziiunenti anche alla vostra si,s;nora. Sono profondamente addolorato che sia stata ammalata. C^uanto al vostro invito tanto gentile, ahimè! Coloro che prefe- riscono vedere in me il selvassio cospiratore, invece del- l'uomo profondamente e religiosamente convinto che la vita è un dovere e una hattaglia, sono hen lontani dal sospettare quanto io mi senta sfinito, esaurito e stufo, e quanto io sogni un. romitaggio quieto e solitario, nel quale

(') H. S. King aveva inviato al Mazzini quattro lire ster- line per l'acquisto di due cartelle di lire cento ciascuna della sottoscrizione per Venezia ; e l'aveva accompagnate da una lettera che è inserita in Lei ter» anrl Recollectìons, ecc., p. 39,

[1864] EPISTOLARIO. 51

vanishiiifi;. Bui llie dream caiiiiot he lealised. aiul 1 (laivsa.v T sliall have soou to onibai-ik as wt'll as I cali iiilo ([Tiite a diffei-ciit soi-t of lite. I feel, Iidan- evei-, very gi-atefnl to yoii and to her for the tlioiiiilil : I shall l'emenibei- it if ever thiiifi's should take a moie i|uiet tura than Ihey are likely to assume in the si)iini;. Evei"

i'aithluUy youis, Jos. Mazzini.

mi sia dato di scriveri', prima di scomparire, aii liliro in- torno ad aryonieuti che per me sono di importanza vitale, e che sono stato costretto, per mancanza tempo, a lasciare da parte. Ma il sogno non è realizzabile, e direi invece che dovrò presto gettarmi, per tiiianto mi sarà possi- bile, in una vita ahiuanto diversa. Sono, però, molto grato a voi ed a lei per il pensiero: me ne ricorderò se un giorno le cose prenderanno una piega piti tranquilla di tjuelhi che probabilmente prenderanno in primavera. Sempre

devotamente vostro Gius. Mazzini.

VMMCCCXIV.

A Ekgisto Bkzzi. a Milano.

[Londra], 18 marzo [1864]. Caro Bezzi,

Ebbi le due vostre. Dio faccia che riusciate nelle o])ei"azioni, perché in verità, se non facessimo, dopo

VMMCCCXIV. Pubbl. da G. Locatelli-Milesi, op. cit.. pp. 223-224.

52 BPISTOLAKIO. IlSfU]

aver destato eolla nostra ])i'omessa d'azione tulio un lavoro euroi)eo, saiemnio spenti ])ei- Inuj^o tempo. Aspetto impaziente notizia positiva di <!ai-[il)aldi], ])ei('lié davvero, s'ei venisse, ci risparmieiehhe ini mensa fatica. Il danaro i)el momento delTazione sa- rebbe (jui raccolto senz'alcun dul)l)io : noi ),oti-emnio, certi di questo, conservar tino alF ultimo soldo che si raccojìlie ai preparativi; e le cose si aj^evolereb- bero di molto. Quanto alle dimostrazioni, sia. Non- dimeno, possono diventar necessarie sui primi «•iorni d'azione e decidere il Governo, e quindi non è male cacciarne lentamente V idea. Decideremo piiì tardi e in accordo. Z[eneroni] non mi scrive mai di (luelle spese; io ne ordinai di gravi: se non che gli dissi che si giovasse per andare innanzi nei lavori del l'organizzazione di ciò che raccoglierebbe sui Bol- lettari ^>neti. Ap])nrate le sjiese, se d'armi o d'altro che meriti, potreste, parmi, dirgli lo stesso sui libretti del milione che di certo avrà. Se giudico dalle mosse governative, darebbero, lasciati a sé. battaglia sul ^lincio e sul Po e sarebbero battuti. Ragione di più ],erché il moto ^'eneto e nostro insegni loro l'unico disegno che posa su due i)unti, Tir[olo] e A'enez[ia]. Addio per ora.

Vostro sempre

['SEPPE.

Non mi fraintendete se sapete cli'io vado cer- cando di raccogliere. Quanto raccolgo è destinato al vostro punto. Yivo in terrore, per lunga esperienza, del trovarci, giunto il momento, senza un soldo.

A'errà a momenti fra voi quel Polacco dalla carta e con essa, se pure può cangiarsi o se può trovarsi anticipazione su essa.

[18(>4] EPISTOLAIUO. 53

VMMCCCXW A Demetrio Diamilla Mcller, a Turino.

[Londra], 19 marzo 1S(J4. Caro ^I 11 Ilei-.

Eccovi una Nota da traismetteie ; accompajiiiatela d'una copia chiara. La mia .scrittura è poco intelli- gibile.

Coirandar dietro ai romori che corrono, voi am- brate destinato a far sapere a tutti ciò per cui mi cliiedeste il segreto. In Lugano la vecchia amicizia fa si che s'aprono lettere a me dirette per vedere se utili a mandarsi, etc.

È tempo che le pratiche vengano a qualche cosa di concreto. Se dunque darà l'idea che nemmeno r iniziativa interna deve concedersi se si predica ai Veneti di non fare se non esce un risultato positivo da ciò ch'io dico è meglio lasciar ca<lere ogni contatto, e ognuno faccia quel che può ù la grùcc (ir Dirli.

Notate che nel caso si concretasse, non ho chiesto danaro per aiuti. Danaro esige conti: diventerebbe cosa mia personale, perché dovrei spenderlo io e a modo mio per F impresa. Ho bisogno in questo con- tatto di mantenermi il meno vincolato possil)iìe per

VMMCCCXY. Pubhl. in Politica segreta italiana, ice., cit., pp. 55-5<j. in (Ili è riportata hi Nota (Meiìioranduiii) se- guente, alla quale il Mazzini fa cenno.

54 EPISTOLARIO. [1864]

l";iv\('iiii-('. E mi limilo (iniiidi ;i cliieih'i-o iiiiiii pel \'eii('1(). -Mamleiei, coiiiu dissi, uno (Ifiriiileruo a ri- tiiaik".

\'ostr() seinpie

(ilUSKl'l'K.

l'.t iiijirzo.

«La nota (lasmcssa (') è .stata da me letta con attenzione, come meritava.

« Ma nn errore la domina, ed è vitale nella ([ne- stione.

«Quando io i>arlo d'iniziiitiva del Partito, non inten.do iniziativa dal Kegno, irruzioni dal di ipni del Mincio o del Po. Per quanto io la cred(^ diritto del paese contro lo straniero, ne vedo tutti i i)ericoli e le difficoltà. Ma intendo iììlziafira infermi nd IV'- iicto: insurrezione sul territorio occupato dalTAu- stria : iniziativa che avendo luogo creerebbe in noi non solamente il diritto, ma l'assoluto dovere «li aiutarla in tutti i modi possibili, e sfidando tutte le conseguenze.

« La posizione della (questione è dunque total- mente diversa da quella che produsse il tentativo su Kuma. Allora si marciava dall'interno dello ^>tato : il tempo imi)iegato nelle operazioni era tale che il Governo doveva prendere un partito. Secondo me, non prese il buono. Ma ammetto che era im]>ossibile non prenderne uno.

« Nel caso di cui si tratta, invece, il (Joverno è passivo: non può essere accusato di connivenza; è

(') La nota, inviata a lui in copia, die aveva steso Vit- torio Emanuele II. Ved. la nota alla lett. VMMCCCIX.

[1S64] EPISTOLARIO. 50

chiamato a scej2;liere liberamente la propria via dopo avvenimenti che aviehheio luogo al di dei proprii attuali dominii.

« Nel mio disegno, ripeto, si tratta d'insurrezione A'eneta. Avendo luogo, il Partito, non v"ha du'obio, farebbe il proprio dovere per soccorrerla ; ma dopi) che sarebbe iniziata ; appunto come Cracovia ha fatto il proprio dovere, aiutando con bande di volontari l'insurrezione Polacca. In (piel caso temo che il (ìo- verno nuocerebbe pili assai a se stesso che a noi im- pedendo colla forza gli aiuti. Non si protegge im- punemente l'Austria come si protegge la Francia, che ci fu alleata e che esercita ancora un presti- gio sui pili. Un dispiego di forze contro lo slancio che trascinerebbe i giovani a traversar la frontiera in aiuto dei Veneti, produrrebbe collisioni funeste.

« Scopo della nota trasmessa è appunto quello d'evitare quel pericolo: è il desiderio che fui te le forze vitali della Kazione adempiano inveee al fjlorio- so maudiaio dell'opera finale della Patria noatra.

«« Data questa spiegazione, due osservazioni ri mangono.

« La prima è cpiesta : che io altri possiamo posporre indefinitamente l'iniziativa A'eneta a bene- placito d'un potere che non determina tempo alcuno. Il lavoro Veneto è avviato e forte più che forse non si crede. Noi non possiamo vogliamo dominare quel lavoro. Lo abbiamo fatto. Ora spetta ad esso decidere. E la decisione può dipendere dalla proba- bilità d'una scoperta, da un movimento che abbia luogo altrove, da una scintilla impreveduta da tutti. L'insurrezione Polacca doveva differirsi fino ad una condizione diversa di cose in Europa, e nondimeno il deci-eto di Wielopolski la fece scoppiare. Noi rac-

56 BPISTOLAKIO. [I864J

comaiuleiemo ai ^'encti di non sorgere se non con tutte le probabilità di non essere schiacciati. Non altro. K ci prepareremo a secondarli se insorgono.

« D'altra parte ed è la seconda osservazione io credo essenziale l'iniziativa A'eneta : la credo essenziale per la Nazione, pel Governo, per l'Europa. posso, per (pianto io vi pensi, intendere come il (loverno possa seriamente parlare d'iniziativa pro- pria, quando l'iniziativa Veneta gli toglierebbe tutte le diflicoltà diplomatiche, lo porrebbe, come nel 1848, in una posizione giustificata di necessità, e gli da- rebbe militarmente la più importante delle opera- zioni compita. Quest'ultima considerazione è per noi grave. Non si vince l'Austria stendendo una lunga linea sul Mincio e Po. Si vince in Tirolo e a Venezia. E l'insurrezione, occupando le linee di comunica- zione al nemico, agevolerebbe quel piano.

« L'iniziativa deve essere del ^'eneto. 11 tempo deve essere scelto da esso. Noi e il Governo dol)- biamo prepararci a seguirla, intesi.

« Data la forza nei Veneti per iniziare in modo da poter durare, v'è opportunità per la guerra?

« Qui pure, per quanto io ci pensi, non posso in- tendere il dubbio. L'opportunità non può essere più visibile. L'insurrezione Polacca, la guerra Dano-ger- manica, le disposizioni dei popoli in .Ungheria e in Oriente, i timori della Germania che incatenano le sue forze alla possibile difesa del Beno, le tendenze universali a guerra Europea, ogni cosa accenna il momento.

« In ogni modo dovrebbe iutender-si che quando un Partito potente è disposto all'azione, chi crede utile e patriotico intendersi con esso, non può limi- tarsi a dire : « Il tempo non è maturo, » ma dovrebbe

ri.Sfi41 pj>rsTOi,.\Hio. 57

(lire (jìKiìi sono le condizioni che si richiedono })(»vché lo sia. La jiueiia in Europa ? Esiste, e s'allargherà neces- sariamente col nostro assalto all'Austria: ne spaii- ranno anche le ragioni se noi lasciamo che la Polonia e la Danimarca soccombano per esaurimento. TI Genio sta nell'afferrare un momento che può fuggire, e nel- rintendere che l'Italia non può entrare or//// in guerra senza sollevare quello ajìpunto che si desidera.

« Se è possibile intendersi sull'azione, quali cose pratiche dovrebbe fare chi regge?

« Le indicai già, le indicherò nuovamente.

« Lasciar correre una voce ai ^'eneti che dica loro: Purché forti, iiiizififr jjiire: f<arefc ai urtiti.

«Accelerare i preparativi non solamente di terra, ma marittimi.

« Confermare segretamente ciò che noi diciamo sulla necessità d'insorgere ai Veneti, ai Serl)i, agli I^ngaresi, ai Galliziani.

« Aiutare i Polacchi nei disegni loro i)er la \ ia dell'Oriente.

« Porre a disposizione del Partito d'Azione A'e- neto qualche migliaio di fucili.

« E convincersi che con un Ministero screditato non si vince una guerra nazionale, non si crea la concordia necessaria degli elementi. Sciogliere un ^Ministero e chiamarne un altro che accetti il pro- gramma: Guerra alì'Aìif<tria con tutte' le forze del paese, è prerogativa regia, com'è quella di sciogliere la Camera e procedere alle elezioni generali. Non l'o bisogno di avvertire che Rattazzi sarebbe considerato come ])essimo tra i ministri per crear la concordia.

« Accettate queste basi, il resto il concetto della guerra la parte dell'elemento volontario e di Garibaldi e via cosi, s'aggiusterebbero facilmente.

58 EPISTOLARIO. [1864]

« Caldi iK' Plinio, mi si oonccda i!|,('i»'rl(». d'oirni azione concoide, è Ja ccitczza data clic la ii'i^'i'i'J» sai-à italiana e conihaltut}'. esclusiva meni e con armi ilaliaiie.

US. M.VZZIM />.

\\MM(\'('XVI.

A KiuasTO Bezzi, a Milano.

[Loiidml. 21 marzo [1804].

Caro Bezzi,

Le linee acchiuse son nulla, ma possono servire a v<d e a M[auci] nella coii-ispondenza.

Mentre da un lato fate (pianto })otete per 18. [rivoltelle], non dimenticate di jn-edicare agii amici di o9. [Comitati Centrali] che dovrebbero far più conto che generalmente non si fa di 16. [l>ombe]. È

VMMCCCXVI. Piibhl. (la G. Locatelll-Milesi, oil, cit . p. 244. in cui sono date a luce (pp. 224-220) anche le (I linee » seguenti, alle quali il ^Mazzini accenna nella sua lett.

« Nuta pei buoni del Veneto e del Trentino :

« La schietta posizione delle cose è questa.

« Le forze dell'Austria sono paralizzate in gran ]iarte dalla guerra Dano-germanica, dall'attitudine della Gallizia. dove lo stato d' assedio parla chiaro abbastanza, da quella dellTn- glieria che s'agita e dove iin lavoro energico del Partito d'A- zione in contatto con noi innoltra rapidamente, da quella della Serbia, dei Principati, etc che si fa minacciosa pili sempre. 11 timore d'un assalto francese al Reno neutralizza le forze germaniche.

« 11 m- do con cui verrà accolto (iaribaldi in Inghiltf^rra ])roverà quali siano le tendenze di questi paesi.

« L'insurrezione Polacca si prepara, sulla fede d«'irazione Italiana, a ripigliar nuova vita e irrompere nella Gallizia.

« Il Governo Italiano, per ragioni inutili a dirsi, respinge

[1864] EPISTOLARIO. 59

ripeto, modo d'aver 18, [i-ivoltelle] Dovrebbero essi mandai' alcuno di quei che impalarono a iniziare il lavoro in altri punti, e specialmente in Pad[()va].

Duolmi assai che C[airoli] riaccetti d'andare alla Camera. (^) La sua nuova posizione esige ch'ei sia indipendente da altri vincoli. Addio per ora.

vostro sempre Giuseppe.

ogni iniziativa nostra; accetta e desidera l'iniziativa interna. Si prepara visibilmente a seguire. 1'^ 1 preparativi stessi, dei (piali è nota a tutti la cagione, fondano nell'esercito l'opi- nione che lo trascinerebbe, data l'azione. Ho inoltre ragioni particolari per accertare all'interno la decisione di cooperazione.

« Quanto agli aiuti immediati da parte nostra, non credo che l'unione di Garib[aldi], di me e di tutto il Partito d'Azione in un solo concetto pos.sa lasciar luogo a dubbio.

« La questione sta dunque tutta in mano al paese occu- pato dall'Austria. Se imitando la Polonia, agirà, sarà salvo. I..a questione diventerà non solamente italiana, ma europea.

(( Se, non avendone il coraggio o indugiando soverchia- mente, lascierà sfuggir l'ocasione se lascerà che la questione Dano-germanica si componga e che la Polonia cada esaurita per isolamento, le sorti del Veneto e del Trentino saranno servitù per lunghi anni. Essi, passata la crisi, non potranno sperare in iniziativa d'alcun per essi. E l'aspettazione del- l'Europa è tale che essi, se lascias.sero sfuggire l'opportunità, scadrebbero tremendamente nell'opinione, siccome incapaci di libertà. »

(') Tutti i deputati d'estrema sinistra che si erano di- messi dopo il voto del 10 dicemi)re 1S(>3 (ved. la nota alla lett. VMMCLXXI), ad eccezione di A. Bertani e di A. Saffi, si ripresentarouo agli elettori e gran parte di essi furono ricon- fermati nel loro mandato. Anche B. Cairoli riuscì eletto nel I collegio di Napoli, sia pure rimanendo soccombente in quello di Brivio, in cui era riuscito eletto nelle precedenti elezioni (ved. la lett. VMMCCIV).

60 EPISTOLAKTO. [1804)

A Fklu'e Daiìmno, 11 (Icnnva.

[Londnil. 22 ni:irzo [ISO-i].

faro Dagnino,

^'oi avete visibilmente i»inrato di non scrivei-c mai e rimando incerto sul ^iunycivi delle mie. avete mai potuto darmi un altro luiono indirizzo jjev alternare. Ignoro ormai ogni cosa di Genova, ogni intenzione, ogni lavoro e chi lo dirige, se pur qual- cuno dirige.

Xi prego di far avere gli uniti biglietli.

Avete relazioni in Turiisi? Può alcuno indicare (pmlche nome di liuono e onesto repubblicano die sia colà?

Addio:

A'ostro sempre Gii'SEPrE.

Aggiungete ai vostri l'indirizzo seguente: C. E. ^raurice. Esq. 18. Hart Street.

Bloomsbury.

London.

vMMCCCXYII. Inedita. L":iut<>grafo si conserva nel- l'Istituto Mazziniano di Genova. A tergo di esso, di pugno del Mazzini, sta l'indirizzo: « F [elicei I)[asnino]. »

[1N04J EPISTOLARIO. Hi

VMMCCCXVIII.

To THE Editor of tue « Times. »

[London!, March 25tli, [1864]. Sii',

In answer to the Parisian correspondence coii- taiiied, to my utter astouisliment, in your number of tliis day, I have to state tlie followig f<tct.s:

I was pnblishinj> in 18^52 in ^larseilles, a series of politicai writing under the title of (lioriuc Italia, the iianie of ouv National xVssociation. The French Oovei-nnient had, to i)lease onr own despotic (iovern- ments, oideied me away. I had motives l'or remain- iiig. and did i-eniain, at Mai-seilles concealed.

25 marzo. Signore,

In ri.«^posta alla corrispondenza parigina, che, con mia grande sorpresa, trovo nel vostro numero d'oggi, è mio dovere far conoscere 1 fatti segnenti :

Xeir anno 1832, io mi occupava a Marsilia della pubblicazione di una serie di scritti politici col titolo di Giovine lidlifi, che era il nome della nostra Associazione Nazionale. A quel tempo l'autorità francese, per far la corte ai nostri Governi dispotici, mi intimò l'ordine di al)bandonare Marsiglia. Aveva i miei motivi per fermarmi colà, e vi rimasi nascosto.

VMMCCCXVIII. Pubhl. nel Times del 20 marzo 1804, quindi tradotta e data a luce ncWl'nità lidliana di Milano, del 31 marzo 1804. In quest'ultimo periodico si affermava che il Times aveva ricavato la notizia del presunto delitto dal Constitutiofinel, che l'aveva pubbl. pochi giorni prima.

G2 EPISTOLARIO. [18G4]

The Freuch Government, irritateci at being unublc to (liscover me, im-agined that by accu.sing me ol' il crime, they migiit (l('i)rive me of the esteem uiid iitTi'clioii lo wiiich I oAved shelter. Tliey obtiiiiu'd l'ioni a poi ice agent a preteiided historical documeiit, to which tlie forger had aflixed my mime, and in serted it, thoiigh Avell aware oi" the falsehood, in the Moiìitcìir in the month of -hine, 183o.

1 immediately protested in the Xational, and these were my concluding words: (^)

« I solemny deny the statement, the sentence the whole matter. 1 give the He to the semi-offici al Moiiitriir and to the (iovernment; and I defy the (Jovernment, its agents, or the foreign police who labricated the cahimny to prove a single one of their assertions against me, to produce theli originai

Il Governo francese, irritato peché non poteva sco- prire dove io mi fossi, suppose che accusandomi di un delitto poteva togliermi l'affetto e la stima di coloro che mi davano asilo. A questo fine, il Governo d'allora ottenne da un agente di polizia un preteso documento storico, al ([uale un falsario aveva apposto il mio nome, e lo fece pubblicare nel Moìiitcìir. pur sapendolo ffilxo. nel giugno dell'anno 1838.

Protestai subito nel Xatioìxtl, ed ecco quanto diceva, chiudendo quella protesta :

« Nego solennemente i fatti citati, la sentenza e tutto l'affare. Do una formale smentita al semi-ufficiale Monitcnr ed al Governo ; e sfido il Governo, i suoi agenti e la po- lizia straniera che hanno fabbricato qesta calunnia a provare una sola delle loro asserzioni, a produrre l'ori-

(') Ved. le lett. LXXXI, CI e CV e S.E.I., voi. Ili, pp. 35-41.

[1864] EPISTOLARIO. 63

of the sentence ami my signature, or to diseover a sinyle line of mine tliat coiild induce a belief in tlic possil)ility of sudi an act on my pait. »

Tlie Moniteiir was silent. The originai was nevei- produced. The judieial authoiities solved the pro- blem.

The judijment of the Supreme Court of rAveyion decided fhat the crime of Gn violi iras the resiilt of a qufirrrl, and pcrpetratrd ivithoiit prrmrditafioìì. The sentence was ])as8e(l on the 30th of Xovembev, I800. La Cecilia, whose name appeared with mine at the end of the forjied document, continued to live openly ili France, and Avas never even inteirofiated on the subject.

Some years later Guisquet, who had been Prefect of Police in 1888. when writing his memories, and thinkinii' only of the money vaine of the melodva- matic incidents inti-oduced, i-ei)eated the foul accu-

«ùuile della sentenzii 0 l;i mia tinua, ed anche a scoi)rire una sola linea, scrittn di mio pugno, die possa far cre- dere alla possibilità, per parte mia. di un simile atto. »

Il Monitcur si tacque.Il documento originale non fu mai prodotto. L'autorità giudiziaria risolvette il problema. Con giudizio della corte suprema dell' Aveyron, fu deciso L-hv la uccisione di Gavioli era conseguenza di una rissa, ed era stata commessa senza premeditazione. Tale deci- sione è del 30 novembre 1833. Il signor La Cecilia, il cui nome trovavasi accanto al mio sotto il falso docu- mento, continuò a vivere tranquillamente in Francia, e neppure fu interrogato su questo affare.

Alcuni anni dopo, il signor Gisquet. che era prefetto di polizia nel 1833, scrisse le sue Memorie, e a null'altro pensando che a dare un valore venale agli incidenti melo-

04 15PISTOLARIO. ri.S04]

saliou. I cilcd liiin Itcloic llic liil)iiii;ils. M. (Jnis (liu'( <k'('l;n(Ml heloie tlu' Court liis couvictioii tliat I Wiis aii lioiicst mail, and iiica])al)ìt* of ciiine. TIm* 'Iribiiiial (Aprii, 1S41) proiiouiiced sciitence accord- iii^Iy, declariiijL' aj;aiii my iiinoceiice. (')

La ter stili, in 1S45, at the time of the letter- oiieninji affair, Sir James (iraham ventured in the House of Common s to revive the calumny. Ile Avas conijx'lled. hy the information he received from tlie ma^istrates of l'Aveyroii, to puliliely apologize to me. Tlis words. pronounced on the Sth of ^lay, 1845, in answer to a question ))ut I)y the lioii. meml>er for Kilmjirnodk (Mr. Bouveriel, Avere the followiii}^. wliicli 1 extraet from your own columns of the •Jth of May, 1845:

« I am bound to state to the lion. member for

(Iraumiatici cìw offriva al pubblico, ripetè Tiiifaiue arcusa. Citai il signor Giscpiet davanti ai tribunali ed alla giu- stizia, ed egli conipiirve e dichiarò essere sua convin- zione che io era un uomo onesto, incapace di commettere un delitto. Il tribunale, nell'aprile del 1841, emise di conformità il suo giudizio e dichiarò che io era innocente.

Nel 1845, all'epoca dell'affare dell'apertura delle lettere, il signor James Graham tentò, innanzi alla Camera de' l'omuni, di far rivivere la calunnia : fu costretto, in forza delle informazioni che ricevette dai magistrati del- l'Aveyron, di fare pubblicamente ammenda onorevole. Le parole che il signor James Graham pronunciò alla Camera de" Comuni l'S maggio 1845, le trovo nelle colonne del vostro giornale d'allora, e sono le seguenti :

« Sono costretto a dichiarare all' onorevole membro

(') Ved. le lett. MCCCXXXI e segg.

[1864] EPISTOLARIO. 65

KilmariKK'k ;ni(l io the House tlint tlie nccouiit 1 i-eceived yesterday, resting upoii the statement^ of tlie judge who tried (Javioli, and the public prose cutor, in answer to the inquiries made at my reqiiest, are eappUcit, full, and direct, that in tliat trial no cvidence wJiatcver iras prodìiccd irliìch iììculpatex M. Massi ìli in fhe cafic. I ani bonnd, therefore, to state that if T liad knoAvn at the time I made the originai statement the facts of the trial mnch more, if I had knoAvn Avhat was the impression of the jndge and the public ])rosecutor, wlio, I conceive, are the best anthorities in this matter, -s-o far from mal-inq tildi sfatrnienf, T shoiild hare rclif/ionsly ahsiaiìicd froìii doiìui .so. By the statement I then made a public injurv was inflicted on M. Mazzini, and, there- fore, noAv knowing the facts T bave just detailed to the House, and which Avere unknown to me then, I tliink it due to ^Mazzini to make niy only and best rei)arati()n in my power, whicli is that the statement

(li Kilmaruock ed tilla Camera, che le inforiuazioiii d;i me ricevute ieri dal giudice e dal Procuratore del re, che hanuo giudicato Gavioli, sono esplicite, iiìtere e dirette; che in quel processo, ncs^uìui prova fu prodotta a ciirieo del si(/iior Mazzini. Devo (luindi dichiarare che, se avessi conosciuto prima i fatti di quel processo, e pivi ancora le impressioni del giudice e del Procuratore del re, che sono a mio avviso le autoritìi migliori in tale affare, lìiiKji daU'aver fatto la narrazione in discorso, me ne sarei relif/iosamentc astenuto. Colle parole da me allora pro- nunciate, ho fatto una pubblica ingiuria al signor Maz- zini ; ma conoscendo adesso i fatti da me or ora esposti alla Camera, credo dovere al signor Mazzini la sola, ma al tempo stesso la migliore dichiarazione che io possa

Mazzini, Scruti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 5

66 EPI8TOLAEIO. [18041

1 liave iiow in.-ide sluill Ix^ as i)ul)]ic as iny former statement. I caii oiily add tliat I liope tliis ex])laii- atioii will be satisfactoi-y. »

T liave, Sii-, dia^^^eiì iiiyself lehictaiitly tlnouffli (his niii-e, in the hope of teaching your lionest readers wliat vaine tliey ean set on siniilar past, jn-esent, and foithconiin^' accnsations. It is heart-sickeniniL; to bave to do so. It is sad to bave to do it in Enj^bmd; sad to see men wbom I was in the babit ()]■ considering as naturally addicted to loyalty and fair play i'ei)rodneinjj;, ligtbtly and witbont a single tbougbt of tbe consecpiences, aecusations i)i-oved long ago to I)e false sad to see tbat men Avbo cali tbeni- selves gentlemen and Cbiistians do not sjnink fvom bandling tbe mordi (Jdf/f/cr of calnnmy against tbe bonour of a man wbose lite and writing tbev do

fargli, col reiulere cioè le icirole oììììì da luc iiroiiunciate altrettanto pubbliche (luanto lo furono (luelle con cui lo accusava. INIi lusini^'o che (juesta spiegazione sarà suffi- ciente. »

A malincuore, o .Signore, io mi sono trascinato in questo fango : ma spero di avere con le mie parole tlimostrato ai lettori onesti del vostro giornale, (piai fede essi deb- bano accordare a simili accuse, sia che riguardino il presente o il passato, o si riproducono neiravveiiire. Ripugna di dover discendere a tali dichiarazioni; ed è cosa dolorosa il doverlo fare in Inghilterra, e pivi dolo- rosa ancora vedere uomini, che io aveva l'abitudine di credere piuttosto inclinati ai sentimenti di imparzialità e di lealtà, riprodurre con tanta leggerezza, e senza riflettere alle conseguenze, accuse di tai natura. È tristo il vedere uomini che si chiamano r/entlenìcn e si dicono cristiani, non esitare a servirsi del pugnale morale della

I

[1S64] B3PI8TOLARIO. 67

iiot take any troiible to ascertain for a mere partj' ]»ui-[)()se. Silence and eontempt will be heiice- loi\vai-(l iiiy only answei- to tlieii- accnsatioiis. I am, Sii'.

yoiirs ■Tos. Mazzini.

calunnia, in uno sjcopo di partito, contro l'onoro d'un nonio. (li cui non si danno neppure la briga di esaminare la vita e '^\ì scritti. Il silenzio e il disprezzo saranno d'ora innanzi le sole mie risposte alle loro accuse. Sono. Signore,

Girs. Mazzini.

VMMCCCXIX.

A Demetrio Diamilla Mt'ller, a Torino.

[Londra], 2S marzo [ISIM]. Caro Muller,

Ebbi la vostra del 25 e l'anteriore. (^) Mi duole rindetinito della risposta. (-) Non dubito delle intenzioni ; ma è chiaro per me, che un utile

vMMCCCXIX. Pulihl. in Politica segreta italiana, ecc., cit., pp. (■>((-(»]. ad eccezione dell' ultimo paragrafo, che fu invece dato a luce nella seconda ediz. (1801). p. 58.

(') La lett. del 25 marzo è pul»hl. in Poìitica segreta ita- liana (seconda ediz.). pp. 50-57.

(-) Scrive D. Diamilla Muller clie la precedente lett. del It) marzo 1S('>4 era giunta a Torino il 23 e che ( ra stata comu- nicata al re il giorno dopo, accompagnata da una lett. dello

OS EPISTOLARIO. [1864]

e vero coiieei-to fra un re e un semplice individuo devolo al paese è impossibile. L'aiuto in armi ch'io eli ledeva pel paese, dovrebbe darsi prima assai del- l'inizialiva. Inoltre, egli parte evidentemente da non so (inali combinazioni con Governi; io non calcolo che sulla cooperazione dei popoli. Ora, uno tra cpie- sti popoli, il l'olacco, muore se non è aiutato rapida- mente.

Ilo detto ciò che doveva. E non ho da aggiun- gere se non (piesto. Quanto pili il lavoro si stenderà su vie ilivei-se, tanto più si costituirà inevitabilmente in antagonismo. Ci pensi chi deve pensarci.

S'egli non sente che possiamo fare da noi che per combattere l'Austria non abbiamo bisogno d'in- tenderci che con noi stessi, coU'Ungheria, colla Po- lonia, colla Serbia che l'Italia è potenza di pri- m'ordine sol che lo voglia s'egli non vede che bisogna cogliere il momento in cui la Danimarca combatte, in cui la IVdonia resiste, non ci intende- remo mai.

La rasa di Savoia non ha mai potuto abl)ando-

stesso Diamilla Mnllor, in cui si « diceva a Vittorio Emanuele .-nere scritto al Mazzini nie<lesiino con insistenza e calore, affine di persnadi'rlu ad a.tend(r(>. finché l'occasiono fosse giudicata propizia per un"insurrczione del A'encto. e non tentasse con C(;testo accelerare di compromettere la responsabilità del Go- verno di fronte ai rappresentanti internazionali. » La lett. al ^[azzini, accennata nella nota precedente, fu approvata dal re, che il .''>1 marzo scriveva a D. Diamilla ^luller : « N(ni ho nulla da aggiungere pel momento all'ultima mia risposta. Ella ha benissimo interpretato il mio jiensiero nell'ultima let- tera scritta alla persona. Pai'lerò col Ministro, perché si rechi a Londra iiresso la persona onde persuadi ria alla calma, ado- perando (piei due argomenti verbali di cui nella suddetta sua lettera. » In., p. 60.

tlSG4] EPISTOLARIO. 60

Ilare rintrijio diplomatico, che non è se non una coscienza di debolezza. Trasformata in Casa d'Italia, ho si)erato muterebbe tattica. Dove noi possa, è im- j»ossibile operare concordi.

Non dirò pili sillaba.

A'errà forse da voi un Polacco il cui nome co- mincia in F. (^) Egli pure ha certa i)r()])0sta : app(»tr- miatela se potete.

Quanto al vederci, dove non sia per cosa noìicrrta^ è inutile.

Credetemi

vostro

GlUSE^PPE.

VMMCCCXX.

A Giuseppe Ot'erzoxi.

[Lniulra], .SI m.-irzo [lS;fi4]. Caro Guerzoui,

Altra lettera.

In Glasgow preparano Meeting e dimostrazio-

(') « Il Polacco di cui parla questa lettera » avverte D. Diamilla Muler « era certo Frankoski, incaricato di cam- biare in danaro circa 4 milioni di rubli, in cartelle del Credi- to Fondiario Polacco, che con un decreto del Governo segreto insurrezionale erano state tolte dalla cassa della banca di Var- savia. Il governatore di questa banca, allorché gli vemn^ pre- si ntato il decreto, non potendo o non volendo disul)hidire, con- segnò le cartelle, e jk)! si uccise. » Poìiiictt s^eqreld lìtiììnnn. cit.. p. 58.

vMMCCCXX. Inedita. L'autografo si conserva nel Mu- seo del Risorgimento di Roma Non ha indirizzo. Quando il Mazzini scriveva (jnesta lett., il Guerzoui. che insieme con Garibaldi e gli altri del séguito, si era imbarcato sul Ripon

70 EPISTOLARIO. [18041

ne. O Ma il partito senii-ai'istoerntico, cosi detto del. r Westeiid, vorrebbe moiioi)()lixzai*e la cosa. Ora in Gla.sj^ow un amico intimo di (ìarib[aldi], Me Adam, fu sempre l'afiente de<,di « Amici d'Italia, » sempre inde- fesso per (Jarib[aldi] e per raccogliere, a segno di rovinarvi la salute. (ìli amici mi scrivono che non mettersi in mani sue e non daigli un i)eguo di gra- tituiline, sarebbe per lui un co1]k) mortale e si)iace- rcbbe a tutta la classe oi)eraia eh' è in sostanza la forza (li (rlaso()\v. A'orreb])ero (Innipie che ( Jar[ibal(li] scrivesse a Me Adam una lettera del tenore di (piella che acchiudo e che stendono per risparmiargli tempo. A'ogliate parlargliene. È chiaro che quei che hanno sempre fatto per la Causa Italiana, dovrebbero es.ser quelli ai (piali egli accorda prova del suo affetto.

^'ostro tutto GiusEPrE.

a fluita, «la dove era partito il 24 marzo, trovavasi ancora in viaggio (li navigazione, poiché ginnse a Southampton il 3 apri- le ; e colà probabilmente gli fu recapitata la missiva mazziniana. Della precedente alla quale si fa qui cenno, non è traccia.

(') Traducendo dal Daily Telec/raph del 2 aprile, VUnità Italiana di Milano, di tre giorni dopo, dava la seguente notizia : « Giovedì notte [cioè il 81 marzo] fu tenuto un grande ed entu- siastico meeting a Glasgow, sotto la presidenza del signor Wright, affine di fai-e i necessari preparativi, pel caso che il gene- rale Garibaldi si recasse a visitare quella città, ilolti presero la p.arola, regnò la massima cordialità, essendo unanime senti- mento di quanti erano presenti, di far una dimostrazione solenne, in guisa da far vedere al patriota italiano, in (luale concetto di stima egli sia tenuto fra gli < perai di Glasgow. » M.-i sia pure risp(niden(l() agli inviti dei rapi)resentanti di (ilasgow e di altri città inglesi che avrebbe a suo tempo fissato il giorno per recarvisi, Garibaldi non potè mantenere le sue promesse.

[1S64] EP1STOL.U5IO. 71

VMMCCCXXI.

TU Peter A. Taylor, London.

[Loudou. Manli .... 1,S(J4]. .Muiiday. My deal- Friend.

Corning back t'i-om Ha.stings, 1 tind yonr note. Ye.s, Cowen will be there ou the iM ; / asked hiui lo go. I sliall see liim before. (M

Seeley and Co. will be oni- iiiin. (-) Wliat oiir t'iien<ls ouglit to do is this :

Ti-y to prevent Gar[ibaldi] stoi)ping more thau two days at the Isle of W[iglit].

Try to persinade liim to go straight on to the Province: there to visit Newcastle. Liverpool. (Has

Luuedi. Mio caro amico,

Di ritorno da Hastings, trovo la vostra lettera. 8i. Cowen sarà colà il giorno due; io gli bo chiesto di andare.

Lo vedrò prima.

iSeeley e ('. saranno la nostra rovina. Quello che i nostri amici dovrebbero fare è (luesto :

Cercare di impedire che Garibaldi si trattenga pili di due giorni all'isola di Wight.

Cercare di persuaderlo ad andare direttamente in pro- vincia : colà visitare Newcastle, Liverpool, Glasgow, Shef-

VilMCCCXXI. Inedita. Da una copia che si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma.

(') J. Cowen fu presente all'arrivo di Gaibaldi a South- ampton. Ved. la nota alla lett. VMMCCCIII.

(-) Il Seeley ospitò Garibaldi nell'isola di Wight.

<^ KIM.STOLAUIO. [18^-11

i,M)\v, Slieiìicld. Maiiclicster, Birmiii,uli;iiii, ISijidiord, r;iisley the II lo come to London. If lie comes to London before, lie will si)end tlie whole tinie bere, and oitlier bave to vononnce to tbe Province or to betray Italy. He on<;bt to be reminded l)y gentle liints that. at tbe end of Aprii be ougbt to ^'o l)a{-k to Italy. Poland is dyinu, and time does not belono- to ns.

Try to make bini understand tbe trne position of tbe tbinjjs bere: so tbat be is not led astray by ])('0))le Avlio will teli bim tbat T am ntterly rnined (') and so on. At ali events. aboiit myself T do not care. His making money is tbe only tbiiìg I care abont. But towards James, be certainly ougbt as an Ttalian to do some tbing. In London, be ougbt to cali on bim and tbank bim for bis defence of

lìekl, Manchester, Birmingham, Bradford, Paisle.v poi venire a Londra. 8e viene a Londra prima, passerà qui tutto il tempo, e dovrà rinunciare aila Provincia o tradire l'Italia. (Hi si dovrebbe ricordare con gentili alhisiimi die alla fine d'aprile dovrebbe essere di ritorno in Italia. La Polonia sta morendo, e il tempo non ci appartiene.

Cercare di fargli comprendere la vera posizione delle cose qui : in modo che non venga sviato da gente che gli dica che io sono completamente rovinato e cosi via. Ad ogni modo, non m'importa di me. ]M'importa soltanto che faccia danaro. Ma nei riguardi di James, dovrebbe certa- mente, come italiano, fare qualcosa. A Londra, dovrebbe andare da lui e ringraziarlo per la sua difesa di un ita-

(') Per le accuse che gli venivano fattp dallo stampa in- glese e (la membri della Camera «lei Comuni di aver jìarteci- pato al complotto Greco.

[1S64] EPISTOLARIO. 73

au Italiau; or, if he does uot come soou, he oiight to write or speak one word about hiin. (^)

Try to persuade hiin that his laiiguage ought to always mix the iiames of Italy, Poland, Ilungaiy, and he both anti-Austrian and anti-bonapaitist.

Voiìà toiit. Aud remiud him of your invitatión thi'ough me. I wish vei-y mncli he conld he, foi- Ihiee days at least, in 3H)ur house. (-)

Love to Clemeutia. Ever

affectionately yours Joseph.

A Frenehman, Collet, will Avrite to you. I know him aud believe him to be well-inteutioued. Sift what he proposes aud Avrite to him please.

liane ; o, se non viene presto, dovrebbe scrivere o diro nna parola intorno a lui.

Cercare di persuaderlo che nel suo parlare dovrebbe sempre mischiare i nomi Italia, Polonia, Tingheria. e es- sere insieme anti-austriaco e anti-bonapartista.

Voilà toni. E ricordargli l'invito vostro avuto per mezzo mio. Desidererei molto che potesse stare, almenr» per tre Siorni, in casa vostra.

Tose affettuose a Clemenzia. Sempre

affezionatamente vostro

GiTTSEPPE.

l'n francese, Collet, vi scriverà. Lo conosco e credo che sia bene intenzionato. Vagliate le sue proposte e scri- vetegli per favore.

(•) Yed. la nota alla lett. VMMCCCXI.

(-) Invece, Garibaldi si limitò a una semplice visita (14 apri- le) che fece a P. A. Ta.vlor, a Xotting Hill. Yed. VUnitù Italia un di Milano, del 18 aprile 18&4.

74 KPiSTor AUTO. riSfi41

VM.MCCCXXll.

To ^Matilda Bir.fis. I^oiulon.

ILniuldii. Mnrch . ... 1,S(;4 1.

Dearest .Matilda,

Are yon in town? N'isihle? Tolerably?

T was compelled t Inondili certain reasons to teli my landlady that I nii^ht liave to come to you some time or otlier for a few days in the connti-y. Shonld tliei-efore any of yoni-s come liere to see Emilie, si- lence onght to be kept ■\vitli the aforesaid landlady about yonr being now permanently in town.

Ever

ioving and yonis Joseph.

r'arisshiia Matilde,

Siete in città V Vi si può vedere? State discretamente?

Sono stato costretto, per certe ragioni, a dire alla mia padrona di cas;a che potrebbe darsi che nna volta o laltra dovessi venire da voi in campasn<'i per alcuni giorni. Se (jnindi (inalcnno di voi venisse qni per vederT^ Emilia, non dovrebbe dir nulla alla detta padrona di casa della vostra attuale permanenza in eitlà.

Sempre

affezionato e vostro GiirsEPPE.

vMMCrrXXIT. Inedita. I/autografo si conserva nel ilnseo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha indirizzo. La data vi fu apjiosta da M BigRs.

*]1864[ EPISTOLAKIO. 75

VM.MCCCXXIII.

To ('i,i:memia Tavlou. J.ciulnu.

ILoiulon, March ... , 1SC>41. Wediiesday.

Dearest Clementia,

Will you aud Mis.s K[emoii(l] kindly as usuai Kiidcrtakc one of tliese little books? Au.I will you offtn- oue troni me to Miss Mallesou aiul tiie other to .Mrs. H. Taylor? 1 am not bold enougli to wi-ite to tliem myself; but I liope tliat, Ihrouiili you, I shall persuade tliem to exert tliemselves. Eacli lias ber own cirele. And I decidedly Avaut as mudi money as I can, in vai-ious ways, gatlier fov Avbat must be attempted in Aprii or before.

Ever very aft'ectionately yours

Joseph.

Mercoledì. Carissima Cleuieiizia.

N'olete i)rcniìcrc -sotto la rostni iifotc:io,ir. \tn e Miss

Kemond sientili come sempre mi'.) di questi iihric-

ciuiV E volete offrirne uno da parte mia a Miss Malleson

e un altro a Mrs. H. Ta.vlor? Non ho cora^j;io sttfUciente

per scrivere io direttamente: ma speri), per me/.^.o V(;Slro,

di rieseire a persuaderle di occuparsene. Ognuno lia il stto

circolo. E io ho decisamente bisogno di tutto il danaro

che, con vari mezzi, posso raccogliere per (pìello che deve

essere tentato in aprile o prin'a.

Sempre

molto affezionatamente vostro

(Ilt'SErPK.

VMMCCrXXIII. Inedita. Da una copia cniiservata nel Museo del Risorgimento di Konia.

7(> KI'ISIdl.AIMO. 11^04 1

It will 1)(' more ijlorioiis lo yoii sioop ;ni<l loolc hciii^iuiiil l\ Oli llic i('<|U('st oi ;i |)ooi' iiiorl.-il troni llic iiiidsl ol' tlic jj,Ioi-y wliicli iinisl siirroiiiHl you ,il lliis moiiuMit in wliicli niy ])arc('l icjichcs.

Peter sonietinies I)o;ists j)liiloso|>liy. l'erliii[>s, he will second me, shonid yon l>e too mudi led ;n\;iy from me by the « j^lory. »

I jun ratlier better. I shall be ix'i-leelly jier- liaps stont when the three books come back to me with ali niimbei-s taken.

Von looked very majestically yesteiday w Ih'h you passed disdainfully by niy house.

Sarà pili jjlorioso per voi inchinarvi a miardarc Itcni- .mianu'nte la domanda di mi povero mortale dalla nuvola di gloria che deve circondarvi al momento in cui arriverà il mio pacclietto.

l'eter (pialche volta si vanta di esser filosofo. Forse, mi contenterà lui. se voi foste trascinata via dalla « irlo- ria. »

Sto piuttosto mejilio. Starò a meravi,s;lia forse inj^ras- sato <iuando i tre libri mi arriveranno di ritorno con tutte le copie acMiuistate.

Avevate un'apparenza maestosa ieri (piando passaste sdegnosamente vicino a casa mia.

J

fisci I KI'ISTOLAKIO. Il

V.MMCCCXXI\'.

To Matilua lìiutis, Loiiduu.

[London. Aprii Ut. 1SG4J. Deai't'st :Matil(la,

Once ayaiii 1 caniiot come. I am iiiformt'd iiow Miai Coweii (M^who ,o()es for ino tu Southampton— will 1)0 at AMlliam's lo-morrow ovon. Fri<lay. loav- in.u' next morning at oii^lit. I iiiK.sf soe bini and llioi'ofoi-o I (line at AVilliam's. Xoav, I liave so mncli to (lo, tliat I roally cannot come to vou. tlion come back. Ilion jio apiin tliore, etc. Thei-efore, lia\o ]k\

Carissima Matilde.

Di nuovi», non possi) venire. Vengo a sapere adesso che Cowen il (piale va per me a Southampton sarà da William domani sera, venerdì, e partirà la mattina se,i;nente alle otto. Dchho vederlo e perciò pranzerò dn AVilliam. Ora, ho tanto da fare, che in verità non posso venir da voi, poi ritornare, poi andare di nuovo colà, ecc.

VMMCCCXXIV. Inedita. L'autografo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathau). Non ha indirizzo. Subito dopo la firma M. Biggs annotò : « Addresstd tu Orni Scjuare ; envelope Aprii Ist, 18f!4 »

(') Joseph Cowen era giunto a Londra da Newcas^^le per invi- tare Gariltaldi a visitare (piella città (ved. la lett. VMMC'CCXI). p] fu presente (3 aprile) allo sbarco a Southampton del Generale, dal (piale, salito sul Ripon con altri invitati, ebbe cordiali acco- glieuze. Ved. l'Unità Italiana di ^Milano, del 7 aprile 1864, Per la promessa fatta a J. Cowen da Garibaldi, ved. la nota alla lett. VMMCCLXXXIX.

78 KlMSTOl. Alilo. [l'alvi

tii'iuc ;is I li;i\('. Ami lii;iy (liis noie rcncli in tiiiic. i:vc'i-

loviiijfly yoiii-

JOSKI'H.

Abbiate piizionza, (iniiidi. iiuantn m- h<i i(i. E speriamo die

questo bifilietto vi Kiuii.iia in tciiiito. Sempre

vostro affezionalo (Jiuseppe.

THO TUE EdITOK OF the « TlMES. »

[Loudou], Aprii 2nd. [18(J41.

Sir,

Xot for my sake, but for Mr. Staiisfehrs sakc and in indignation at liis nanio being dragged in again by the Frencli Avocati renerai in bis spcHM-h of March 31, quoted in yonr colnnms, 1 feci bound

2 aprile. Signore,

Non per me, ma nell'interesse del signor Stansfeld, e sdegnato che il suo nome sia nuovamente argomento di deplorazione dall'avvocato generale francese nel suo dì- scorso del 31 marzo, riportato nelle vostre colonne, sono

VMMCCCXXV. Piil.hl. nel Times del 4 aprile l.S(;4, e di tradotta e puhl)l. iieirf';r)^« Itaìiana di Milano, del 7 dello stesso mese.

I

[1SG4] EPISTOLARIO. 79

to trespass with a few lines in jonv space, aiid to once more dedare thaf iiccer tcas uny money haìided over or fient hy me to Mr. ^taufifeld for the piirpose of lielpuiff Greco, Tibaldi, Donati^ or aiiy other in an attempt against the Emperor's life; that never had he the sìiffhtest contact uith Greco, Tiìiaìdi, Donati, or any òther known to me, implicatine him possihly, di- iectly,or i)idircctly,to my knowledge, in any politicai .scJienie of theirs. (^)

costretto a chiedervi alenile poche linee del vostro spazio e dichiarare ancora una volta che da tue non fu mai consegnata 0 mandata alcuna somma di danaro al signor Stansfeld per aiutare Greco, Tibaldi, Donati o qualunque altro in un attentato contro la vita dell'imperatore; e che egli non ebbe mai il minimo contatto con Greco, Tibaldi, Donati o qua- lunque altro a me noto, per il quale, a quaìito io so, potesse direttamente o indirettatnente essere implicato in qualsiasi disegno politico che essi avessero.

(') Come completamente al processo che nel febbraio prece- dente si era conchiuso con la condanna del Greco e C.,il 30 marzo si era svolto quello contro il Mazzini accusato di complicità nella pretesa congiura. L'avvocato generale aveva dichiarato : « Quando nel 1S57 Tibaldi ed altri italiani parecchi compari- vano dinanzi a questa corte d'assise, accusati di cospirazione contro la vita dell'imperatore, avevano Mazzini per complice ; un'istruttoria approfondita aveva chiaramente dimostrato che il Tibaldi, organizzatore a Parigi della cospirazione formata all'e- stero, e detentore delle armi preparate per l'esecuzione dell'at- tentato, egli stesso non era che lo strumento del Mazzini. Alle particolarità date a questo proposito dagli accusati Grilli e Bartolotti, si aggingeva la prova pili decisiva ricavata dalla corrispondenza sequestrata. Parecchi scritti del Mazzini, che furono già letti in questo recinto e che oggi di nuovo vi pre- sentiamo, contenevano, sotto la data del 10 giugno, le istruzioni

/

so EPisTor.AKTo. [1804] I

Xo iicw iMct is jillcj^Cil ìli tlic s|)('('cli ((mcciM iiii (he ( Ji-('C() anjiii-.

( '(iiiccriiiiiu Doiijili, I l'cnicillhci- tlint :iu I1;ili;iii (>r llial iiiiiiu' \\;is urresled oii siispicioii in IViris

Nel (liscdi-su iit;;ir(l;iii((' riiflnrc (Ircco iioii (• :ill''fi;iln .•ilciiii iiiKivip l";itl(p.

Circa il Donati, lacordo clic un itaiiaiKi di (|iu'St(t iKHiic l'u arrestato coiiic sospetto a l'aià.iii verso la line

rcd.-ittc con ])ro(Msi(iii(' e ])iu(l('iiz;i iiisicnic, date al .Mass<'i'('iit i e al CaniiiMiicIla dal caiìo reale (leda eospii-.-izioue. Il Miizziiii iii- diia\a ai congiurati i due principali centri d'azione, a l'arigi il (lonu<'ilio dt'l Tihaldi. a Londra la casa di (iiaeonio Stansfeld e di sua uioslie. che egli designava cosi: ' (iiaoonio, raniico d(dla fabbrica di birra e Carolina.' In (piesti documenti risulta espressamente che i due uomini più recentemente attillati avreb- bero trovato il danaro necessario presso lo Stansfeld, una dire- zione ed anni presso il Tibahli. Nello stesso tempo due lettere. .-lUche (jueste seepiestrate nell'istruttori:!, dirette .-il Mazzini, tìiuiate ('(iroliiKi (prenome, com'è noto, della signora Stansfeld), e portanti sulla soprac()perta il timl)ro (Wulhaiii (Irceìt) del (]U:ir- tiere dov'è sita la fabbrica di l)ii-ra Stansfeld, conteneva, con (|u.ilche iiarticolarità di famiglia che non lascia alcun duI»i)io sull;i origine deìle lettere, brani seguenti. La prima del 10 giu- gno, diceva : " Ho ricevuto il vostro caro ed inepiieto biglietto dal signor Nathan come l'ha recato in persona. ' La seconda, del 29 giugno, esordiva con rpieste parole. 'Ho ricevuto il danaro, e Giacomo eseguirà, come s'intende, le vo.stre istruzioni. ' La si- gnora Stansfeld rispondeva cosi a una lettera del Mazzini, in data dell'll. contenente valori ; l'invio dei quali era annun- ziato da una lettera del medesimo, in data del 10, la quale fu se(iue.strata ed è al'» gata agli atti della causa. Finalmente, fu trovato indosso al Tibaldi un taccuino, nel quale stava notato l'indirizzo del fabbriante di birra Giacomo Stansfeld, e il Tibaldi s esso confessava di avere avuto a Londra relazioni con questo intimo amico del Jlazzini. » Ved. l'Opinione del 3 aprile 18(U. Paolo Tibaldi aveva eertamente conosciuto il Mazzini a Roma,

L1SC4] EPISTOLAKTO. 81

towards the end oi" 1858; tliat he was harassed as ijsual by questions about me; that he persistently (lenied ni}' having any share in any schenie of his own ; that he Avas, dni-ing the iiniuiry, iound d^ad in prison, whicli mysterions fact tlie Avo- cat-(ìénéi'nl astonndingly declares a md giKtranter for tìic sinceriti/ of liis rcvclation. No trial toolc place, no revelations were ever produced, not a shadow of evidence against him or otliers ever ap peaied. Tlie thing Avas merely known thvongh vngue repoi'ts scattered in correspondences. (^j

del isns; che egli persistenteineiitt' negò olio io avessi ;ilciin:i parte in alcnn suo progetto; clie durante l'inqui- sizione egli fu trovato morto nel suo carcere; il rpial fatto misterioso viene dall'avvocato generale sorprendentemente dichiarato inni i^olida (/iiarciitif/id delia i^iììccrUù delie sue ri- rcliizìoiii. Non s'ebhe alcuna prova, non si pubblicò mai ne^- suna rireJiizioiie, non fu manifesto mai neppure un'ombra di evidenza contro di lui o d'altri. I.a cosa fu conosciuta soltanto per vaghe relazioni sparse in corrispondenz<'.

dove aveva preso parte alla difesa. Andato a Parigi, aveva combattuto sulle barricate del 2 dicembre, poi, trasferitosi a Tiondra. aveva colà indubbiamente riveduto il Mazzini, poicl'.é. tornato di nuovo a l'arigi, ebbe da lui nel 1850 lettera con la (Uiale gli presentava F. Crispi, raccomandandogli di trattario « Come era uso fare cogli amici, come fosse lui ste^sso. » Yed. P. TiBALni, ])a Roìna a Cajenna, lotte, esigli, deportazione ; Roma, Tip. Pirelli, 1S88, p. 1G7. In queste curiose memorie autobiografiche il Tibakli nega di aver partecipato a quella pretesa cospirazione contro la vita di Napoleone III.

(') Nei riguardi del Donati, l'avvocato generale si era cosi espresso, « Nel dicembre 1858 un certo Donati veniva arrestato :i Parigi, sotto 1' imputazione di cospirazione contro la vita

Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXVJU (Epistolario, voi, XLVII). fi

82 EPISTOLARIO. [18(541

Concerning Tibaldi, the existence of a Tibaldi Fuiid J liave alieady in ;i lormer letter distinctly denied. The alle-^ed (hxuinents are unknown to me. The quotations in the speech, at ali eveiits, mean nothiiig; they would iiot, if genuine, in the slighte.st way implicate Mv. Stansfeld in a supposed knowledge of that hypothetical plot or fund. The first simply shows that I bave t'rieuds whom caliimuy does not estrange. If the secoud « I ìkivc received the monen, and James icilì, of coursc, curry out your instruc- tions » could ever be eoustrued luto a proof of an

Riguardo al Tibaldi, ho giù recisamente negato in una precedente lettera l'esistenza di un fondo Tibaldi. I do- cumenti allegati mi sono sconosciuti. Ad ogni modo, i pa.ssi citati nel di.scorso non vogliono dir nulla ; se anche fossero genuini, essi non implicherebbero affario la suppo- sizione che il signor Stansfeld conoscesse questo ipotetico complotto o fondo. 11 primo mostra solamente che io possiedo degli amici, cui la calunnia non lascia tranquilli. Se il secondo: «Ho ricevuto il (Uinaro, e Giacomo adeinpirà ccrtniììcììtc le vostre (S//(r:/o»/,» potesse mai formare la prova

(leirimporatore. Colpito iill'ovidcnzji. egli confessò il suo ci 1- pevole disegno, e dopo aver cercato di .sostenere che non aveva ricevuto istruzioni da alcuno, era costretto a riconoscere l'ispi- razione, ;ill;i (|ual(' aveva ol)lie(lito. Nel corso del ni'vse di maggio egli aveva ricevuto dal Mazzini, a Londra, un appuntamento nella fabbrica di birra Stansfeld. Colà erasi impegnata una conversazione sull'attentato progettato, e il luogo e il tempo in cui il delitto poteva più comodamente venir consumato. Qualche giorno dopo, nello stesso luogo, la cospirazione veniva definitivamente organizzata. Donati si ò ucciso nella sua pri- gione in gennaio 1850, dando cosi una triste guarentigia della sincerità delle sue rivelazioni. «

i

[1S64] ES»ISTOLAR10. SH

assjissiiiatioii scliome, or of a kiiowled^e of it,I shoiild iK)t kiiow wiiat to pity niost, Iminaii wickediioss oi- huinaii ciediility.

Mr. ytansl'eld lias been to me a friend of eijL>;li- teeii years' standing'. Ile has been deeply and earn- estly sympatliising with ali my. Utopiaii once, now alniost fultilled, aspirations towards Italian iinity and indejtendence. Ile lia.s been, in lionesty and moral- ily, lielpinj;, before bis officiai capacity traced out for bini a new line of duties, tlie fiiltìlment. of tbose aspii-ations. He bas often at my retpiest, contribiited bis own sbare of money to subscriptions for pooi* Italian exiles. He bas sometimes i)aid, at my re- (juest. money of mine for similar pnrposes, wben 1 bave been away from Enf>land. He bas tried to lind employment for men in need wbom I was recom- mending to bini as to otber Englisb friends. Ali tbat is known, avowed, bonourable. I bave been

di uu progetto cVassassinio, io nou saprei che cosa maa:gior- lueiite deplorare, se la scelleratezza o la credulità umana. Il signor Stansfeld mi è amico costante da diciotlo anni. Egli simpatizzò vivamente e assiduamente per tutte le mie, un tempo iitoi)istic]ìc. ed ora quasi compite, aspi- razioni per l'unità e l'indipendenza d'Italia. Prima che la sua posizione officiale gli tracciasse una nuova linea di doveri, egli prestò aiuto onesto e morale al compi- mento di queste a.spirazioni. Spesso, su mia domanda, egli contribuì la sua parte di danaro per sottoscrizioni a favore di poveri italiani esuli. Su mia domanda, egli pagò talvolta per mio conto danaro a simili fini, quando io era assente dall'Inghilterra. Egli si studiò di cer- care impiego a quelle persone bisognose, che io racco- mandava a lui, come ad altri amici inglesi. Tutto ciò è

f>t f;i'I,st()i,ai!I<). |1S(;||

iisiii^-, jicc-ordiiijily, in Uw |);is( liis luinu' aiid addirss. Ilali;iiis kiicw lliciii. niid wliere coniiii'i- to liiiii, in HIV alisciicc, l'or relicr advice. \\'liat of ali lliis? W'Iicre is the sliiijilitt'st link betvveeii tlic aflii-nialioiis <>f the Avocat-CJénéial and tlie aim denoniiced? ^^'hel*e llie sliiijLihtesI indicai ioii beaiinif on Mr. Staiis- Ichrs connexion with or know ledile of any unlawlnl de.sij;iis? (^)

noto, confessato, onorevole. È vero che per il passato feci uso del suo nome e del suo indirizzo. Gli Italiani lo cono- scono, e in mia assenza, andavano da lui per soccorso o consistilo. Che da tutto ciò? Dov'è il piii piccolo nesso tra le affermazioni dell'avvocato generale e lo scopo de- nunciato? Dove la pili piccola indicazione che ammetta a carico del signor Stansfeld una connessione o una cono- scenza di qualsiasi illegale disegno?

(') Aununziaudo le sue dimi.s.sioni d.i Lord dell'Ammir;!- j;li:ito come irrevocnbili. e furono infatti accet':ite da Lord I*al- nicrston, al quale, per l'entrata nel Gal)inett() di Lord t'ian-n- don, ginugevano in buon punto, e anzi erano giudicate necessarie. Jaine.< Stansfeld, nella seduta del 4 aprile, aveva sdegnosamente rintuzzato l'accusa che gli aveva lanciata l'avvocato generale francese nella requisitoria del 30 marzo. Ecco quanto egli ebbe a dichiarare: «Io fui a lungo personale e intimo socio di lui [Mazzini]. Io ebbi a lungo una profonda e generale simpatia per lo scopo della sua vita, l'unità e l'indipendenza d'Italia. Se mi si chiedesse la mia opinione sul suo metodo per raggiun- gere questo scopo, quantunque la questione sarebbe prematura, direi che talvolta approvai, tal'altra giudicai le sue vedute più fantastiche che pratiche. I di.scorsi de' due procuratori denun- ciano spiattellatamente la mia implicazione nelle congiure contro l'imperatore, o almeno la mia conoscenza di esse. » Dichiarate false le accuse, egli aggiungeva : « Io non conobbi mai il Greco, ne udii il nome, prima di vedere sui giornali la notizia del

|lSf»4J EPISTOLAKIO. S5

Tliat / ani cai-elessly and nnconscientionsly niade a target for the practisinu' ol' tlie inorai <hi(/(/cr hkmi is no Avondei- to me. I belono-, and am ratlier ])i()nd of it, to a class of men wlio nivfìt be peisecuted hy any desi)otic. conservative, or Frencli Impeiialisl l)ai-ty. in England or elsewliere. nntil success crowns tlieir efforts and Avins ap])lanse. But if men of

Che io sia stato fatto indifferentemente, e senza co- scienza, bersaglio agli nomini del lìugnalc morale, non mi stupisce. Io appartenzo, e sono piuttosto orgoglioso di ciò, ad una classe d'uomini che devono essere perseguitati da ogni partito dispotico, conservatore, o francese-imperia- lista, tanto in Inghilterra quanto altrove, fin che la vittoria non coroni i loro sforzi e guadagni il plauso. Ma se uo-

siio arresto. Che di pili esplicito? Or bene, io vo indietro .sino al 1857, al caso di Tibakli, Io non ho coscienza di averlo ve- duto. Vidi di quando in quando tanti rifugiati italiani, che non posso ricordarne i nomi : ma dico che io non vidi nel 1S57. in altri tempi Tibaldi, altri che osasse venire da me per farmi consapevole di congiura come questa. Ci sono due altri nomi mentovati in correlazione coU'affare del 1857. L'uno è il nome di Massarenti. Lo conosco per bene. Era un Italiano, che attendeva al commercio, nella via Greonville. ad Hatton Garden. Egli ebbe da me danaro, ma il solo danaro che si ebbe da me fu tutto sotto la forma di un medesimo pagamento ])("r merci come quelle a cui attendeva. L'altra persona mentovata è Campanella, condannato, cred'io, nel processo del 1857. Io lo C( nosco benissimo. Egli era un signore, e letterato. Studiava e stava quasi sempre in casa ; un uomo assolutamente incapace di macchiare le sue dita in questo sudiciume. Io so un fatto che concerne questo signore; egli espresse mai sempre il più alto disprezzo per attentati di tal sorta. Due estratti di lettere furono pubblicati delle quali la Camera comprende che, ove fossero vere, io sarei pronto ad assumere la responsabilità

86 EPISTOI.AKIO. [1S04]

Mi-. Sliiiislclcrs cjist, ;i vocili ioiis, ;ni(l IcikUmicìcs iirc. Oli llic l'jiilli ol' .uill'hicd foi'ci^n policc icikuIs iiiiil ('l;i])l ijij» inclodi-iUiiiitic sjx'cclii's ol' «Icspotic Avo- i"its-(Jéii('M-;nix, to meot witli the sanie treatiiieiil in tlie eoniiti-y which tliey usefiilly serve, llieii tliere is au end of IJiitish lucid sense and lair-play lial)its. A

mìni (Icllii (lUiilitil t' (Ielle opinioni del sii;nor Stansfeld ven.uoiio, sulla fede di studiati l'aporti di Polizie estere e pel chiasso di drammatici discorsi di dispotici avvocati generali, assofi^ettati, nel paese che servono vantafisi*»- samente, allo stesso trattamento, allora il senno hritan- nico e le buone abitudini stanno per finire. Un uomo di Stato francese disse una volta : « Datemi dieci parole

intera. Io non veggo che io. altri nvente relazione con me, possa dire che siano vere o no ; ma dico che non c'è in esse nulla ch'io abbia la menoma voglia di negare. Per quanto posso giudicarne, sono veri estratti di lettere cadute nelle mani della jjolizia francese. Che prova il primo estratto? Nient'altro, eccetto la relazione di personale amicizia, che io riconobbi esserci stata, e che fu gran tempo fra me e il vsignor ]\Iazzini. Che dice il secondo estratto? Dice che una rimessa di danaro veiuie ricercata e fu erogata giusta le istruzidui. La Camera comprenderà che ciò si dice qui. non come in una corte di giustizia, ma come in una corte d' ()n(n-e. Noi parliamo qui del nostro onore e la Ca- mera mi crederà, pertanto, quando io dico che sono assoluta- mente incapace, e che quelli ch^ mi sono congiunti da vincoli di famiglia .sono del pari incapaci di figurarsi o di ricordarsi a che possa alludere un tal pas.so. Ma io posso dire, che esso non si riferisce, finché non può riferirsi a nulla che lum possa resistere alla prova del pili rigoroso esame ; e, da quanto ne posso giudicare, sul mio onore e coscienza, credo dovesse rife- rirsi a ((ualche affare privato o a (pialche distribuzione di poco danaro per i.scopo di beneficenza. » Ved. 1" Opinione del- l' S aprile 1864.

[1864] KPisTOLARro. 87

Freiich yStafcstnaiì once said, « Give me aiiy teu woi'ds in any man's liandwritinji-; 1 shall manage to Ila ve him luing. » Yoii had bettei' write those wovds on the threshold of youi- house, only stating that they inelude the man's friends as well. I ani. Sii-,

yours faithfully Jos. ^Mazzini.

scritte da un uomo; e io otterrò di farlo appiccare.» Voi fareste meglio a scrivere queste parole sulla soglia della vostra casa, soltanto per ricordare che esse comprendono anche gli amici di lui. Sono, Signore,

vostro devoto Gius. Mazzini.

VMMCCCXXVI.

A GiT'SErPE Gt^erzoni. a Southampton.

[Londra. 3 aprile 1S(;4]. Caro (ìuei'zoni.

Ben venuto.

Ho una moltitudine di cose da dirvi. Badate, ^letà è probabilmente ineseguibile. Ma credo dovervi dire ogni cosa che sarebbe buona. Gar[ibaldi] farà j)0i ciò che vorrà o potrà.

Siete venuti tar<li.

vArMCCCXXVI. Inedita. L" autografo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo.

88 EPISTOLARIO. [1804]

Sui pi-imi (li magj;io lìisognorcltlK* agire. Biso- UiK'ichlu', non per noi, nui per la ])overa J'olonia, (Ile more, e perelié dui-i tuttavia la gneira Dano- gernianiea. Ora, se (iarib[al(li] ù fuori, i N'eneti ere (leranno elie non sia tempo d'agire, e inoltre senza Ini nessuno di noi vorrebbe dar moto. (Quindi tutta una serie di necessità.

iiisognerebbe che il mese bastasse a (iarjibaldij ])('!• r intento, e che sul finire ei s'avviasse.

S' ei rimane lungo tempo nell'isola di Wight (') o s'ei viene a Londra ci('» riuscirà impossibile. Londra è vasta. A'enti meetìmjs locali lo inviteranno. Ei non potrà liberarsi.

Ora, l'importante è il giro in provincia. L'entu- siasmo pel nome sarà grande qui pure, ma in pro- vincia amano piii. Inoltre, qui spenderanno piti danaio clie non in provincia per feste, banchetti, etc. : in l)roviiicia, daranno più a lui, e pili rapidamente.

L'ideale sarebbe ch'egli andasse prima a T^ew- castle, (irlasgow, Edinburgo, Paisley, Liverpool, Man- chester, liirmingham, Slieffield, Bristol, Bradford, Unii una città per giorno a un dipresso poi, dopo tutte (quelle ovazioni, venisse a Londra, da dove sarebbe libero di partire il di che vorrebbe.

Dove ciò non possa farsi, bisognerebbe almeno cli'ei si fermasse pochissimo nelF isola di Wight e un l)reve tempo determinato in Londra. Il giro in provincia è essenziale.

Seelev è un buon uomo e nuli' altro : debole e

(') Dopo essorsi trattonuto un giorno a Southampton, Ga- rilialdi s'imbarcò per l'isola di Wight, ospite di Mr. Seeley, meml)ro del Parlamento. Colà si trattenne fino all' 11 aprile, quando parti per Ixtndra.

[1864] EPiSTOLAnio. 89

malo ciiroiidiito. Fu fiiornalisfa, Thorntoii ITiiiit, in contatto con Lfuii^i] N [ap(>liM»iie j, sarà pi-oniin^ite intorno a lui. (M K Dio sa (juali sni^iriMinìenti uli da- là. Bisoona ])orre Gar[ibal(li] in sjnardia.

I miiiliori che possono informai-lo sulle cose e i-^.ulla vera condizione dej2:li spiriti in Inghilterra, sono Cowen che vi reca questa P. Taylor, membro del Parlamento, che deve pranzare con lui domenica Holyoake che probabilmente verrà da parte mia a vedei'vi, che conosce tutta quanta la Provincia, ma che ha la sventura di non parla i-e altra lingua che ringlese.

Qui, la questione Stansfeld e me s'è fatta que- stione politica tra il Partito governativo e il Partito Francese inteso con L[uigi] N[apoleone] per rove- sciarlo e ricostituire l' alleanza intima. Qualunque cosa Gar[ibaldi] dirà o scriverà nelle risposte agli Indirizzi contro 1' occupazione di Roma e l' invasore, sarà bene accolta, checché altri possa suggerirgli. (-)

(') Thoniton Hunt (1810-1873), figlio del celebre Leigli Ilunt fdiidù in sioventù due periodici, il Refornier e VArgiis e dal 1S40 111 a Ijondra collaboratore dei pili grandi giornali iiiglesi. Da un suo viaggio in Italia trasse l'ispirazione del romanzo The Fos- terhrother (1845). Era uno dei segretari di Lord Palmerston. Riguardo ai suoi intrighi prima e durante il soggiorno di Garibaldi in Inghilterra, ved. G. Gitbrzoni, Gririhnldi. cit., voi. II, pp 344-846.

(-) Il 12 aprile Garibaldi, che era ospite del duca di Sutber- land, ricevette una deputazione della parrocchia di S. Pancra- zio; e cosi rispose all'indirizzo che gli fu rivolto: « S. Pancrazio! Ah ! serbo un felice incordo di San Pancrazio. Conosco San Pan- crazio ; ho combattuto a San Pancrazio sotto le mura di Koma. » Ved. VUnifà Ifaliana di Milano, del 10 aprile 1864 E non sembra che negli altri suoi discorsi di circostanza Garibaldi facesse accenni nel senso desiderato dal Mazzini.

^' EPISTOr.AKIO ri'S()41

QnaluiKiuc jillnsionc ;i| coi-ji.-oio Sljiiisl'chl ;i ]n«»' (riin ItiiliaiH) e a licoiioscciiza jx'i- lui sarà l)eiK' accetta al Governo, popolari/zaiidolo. ('i T/Austria e I.|iii^i] .\| a|.()l('(»ii(' j non (l()\i('l»lt('i() essere ni'v'i'.oina- niente risj)arniiati.

Sarebbe cosa ottima se in Londra ei j)otesse accettare, non fosse che ])er tre giorni, l'invito di I*. A. Taylor. Taylor fu sempre insieme ad Aslinrst alla testa dei Comitati (Jaiibaldini. raccolse danaro, andò a vederlo alla Spezia, trattò perennemente la ('ansa d' Italia. In lui sarebl)e rinj^raziata tutta la Società dejili «Amici d'Italia.» (-|

Taluni Intrlesi snti^eriscouo che come rinuiaz-ia- mento alla Stampa periodica unanime tutta sul di lui conto, (Jarib[aldi] (o il tìglio o voi i)er Ini) la sciasse il nome so])ra una carta di visita all' ulticio dei princi])ali ( Jiornalisti. Son (piasi tutti nella stessa strada. 1] \i sarebbero indicati da me o da altri (piando sarete (jui.

(Jar[ibaldi] non ha bisogno di ])arlar di danaro.

(') l'are il 12 ain'iU' (iarilialdi fece \isit:i a .J. Staiisfeld nella casa ili lui in Thm-loe ìSfiuare. Ved. Vl'iiità ItaUfiiKi di Milani), del Ki aprile l.S(i4. In una corrispondenza da I.,ondra del IX aprile, inserita nello s'esso periodo (n del 2'\ apri'e) si leggeva : » L'indonnini del suo arrivo in Londra il Generale si recò a far visita a quel nobile cuore, che è il signor Stans- fi'lil : era una visita di farnijilia. non eranvi pr senti che al- luni membri della medesima. Durante la conversazione, il Ge- nerale pronunciò le seguenti parole, con quell'accento marcato che gli conos<-ete : ' Io colgo quest'occasione, signor Stansfeld. per ringraziarvi, di tutto cuore delle nobili parole ci Ile quali difendeste al Parlamento il nostro amico. Giuseppe Mazzini; ve ne ringrazio di tufo il cuore : Tltalia tutta vi deve per ciò nn tributo di alta gratitudine.

(-) Ved. la nota alla lett. VMMCCCIII.

[1804] KPISTOLABIO, ni

ma (.V accettare soltanto. E dovrebbe dire qualche cosa sullo spirito pratico degli Iiiiilesi, e che spera aiutino la causa d'Italia, d Ungheria e di Polonia.

In Liverpool v'è una Istituzione di giovani non l)olitica che offre 200 lire sterline se Garib[aldi] va una sera e dice due parole (rincoraggiameuto ai giovani. Yi mando probabilmente la loro lettera. Una volta in Liverpool, Peter Stuart e i suoi amici po- tranno informarvi.

Ciò di cui vi prego istantemente è se vi fer- mate più giorni all'isola di Wight di scrivermi una buona lettera intorno alle intenzioni e sopra- tutto all'epoca e al come del ritorno. È la cosa che più mi preoccupa. Noi spenderemmo ora ogni soldo che raccogliamo, nei prei)arativi. E il danaro rac- colto da lui servirebbe per la mobilizzazione.

Qtianto a me, non intendo comprometterlo pormi innanzi. Gli ho dunque scritto che aspetterò i suoi desideri i.

Scrivetemi all' indirizzo:

^[rs. France. 2. Onslow Terrace. Fulham Road. S. W.

London.

Sapete del sequestro in casa Lemmi, delle j.er- (piisizioni fatte a Zugni, Pasini e altri I (\i

Tutto vostro GirsEPPE.

(') Quandd. per iniziativa di (ìariltaldi e di Bertaui. fu isti- tuito il Comitato Centrale l'nitario, si avverti ohe le funzioni di tesoriere di esso sarebbero s'ate assunte da Adriano Lemmi, al quale dovevano rimettersi le somme raccolte ai fini del Co-

J>2 EPISTOr.AKIO. |1S(')4]

VMMCCCXXN'II.

A Fii.ii'i'o r.F.TTT.M, n CcnnvM.

Il.oiidnil, 4 niìi-ilo ].Sf>4,. .Villico,

E))l)i I ultiiiiii rimessa. Se mai f (neorresse di farne allra, non sia pili ad Ashnrst, ma all'ordine

milntu. Il 2(1 ni;n-Z() l.S(!4 rnppresontanti della magistratura o della polizia si recavano per una perquisizione in casa del patriota livornese, il quale mandava subito dopo al JHritio, che l'inserì nel n. del giorno successivo, la protesta che segue : « Ti prego di pubblicare che (luest'oggi a mezzogiorno, con tutta la gentilezza possibile, per opera del Procuratore del Ite, del giudice istruttore e di multissimi impiegati del Cìoverno, mi fu sequestrata la somma di L. 2G25,G5, composta di un'ob- bligazione di L. 100 a favore del generale Garibaldi di A'it- tore Hugo, e di L. 2525, G5 in danaro, saldo del conto corrente fra il generale Garibaldi e me. Mi fu anche sequestrato il libro dei conti correnti (permettendomi di staccare tutti i fogli che non avevano riguardo al conto del Generale), cinque copie di una circolare del 14 gennaio 1864 e una lettera dell'on. Cado- lini, nella quale mi notava dispiacere del non vedere in quelle circolari il nome della tipografìa. » In quanto alle altre due penjuisizioni, in una corrispondenza da Reggio Emilia all't'Hi- liuliuna di Milano, del 20 marzo 18G4, si leggeva : « In uno degli .scorsi giorni la pubblica siciirezza eseguiva sen>;a man- dato di giudici una lunga e minuziosa perquisizione al do- micilio del signor Giovanni Zugni, emigrato veneto e distinto patriota : il pretesto della inqualificabile vessazione, erano i soliti bollettari per il milione di fucili, che lo Zugni non aveva. Naturalmente, nessuna carta che avesse rapporto alle cose poli- tiche fu .sequestrata al detto patriota. Anche il signor Ora- zio Pasini patì la medesima noia poliziesca : ed a (piesti fu confiscata una cedola della citata sottoscrizione di Garibaldi. » V^MMCCC'XXVII. Inedita. L'autografo si conserva nel- r Istituto Mazziniano di Genova.

[1SG4] EPISTOLARIO. On

di ^Villiam Shaen. 8. Bedford Roav. Holborn. London. Ciò lino a nuove istruzioni.

E del resto, nulla. A'edrò ben inteso 0 [aribaldi], die non sarà in Londra prima di sabhato. Questo jx'r le cose del paese. Quanto a me, sono cosi cosi di salute, noiato a morte come immagini, stanco (F ogni cosa, e nondimeno lo-nu) in tentai'e ogni cosa per ' emancijia/ione del W-rcto.

Ama il

tuo

Gil'SLl'PK.

VMMCCCXXVIIT.

A Ltucìi Piaxciaxi, !1 Naimli.

[ Londra 1, 5 aprilo [ISO-l]. Caro Pianciani,

Ho la vostra. Non bo l)isogno di far parole con voi per persuadervi cb"io deploro la perdita da voi fatta, e che ne sento tutta la gravità. Siamo desti- nati a morir nel deserto. Ragione di più per com- battere la battaglia delle idee sole, che siam certi di ])ortare alla sepoltura con noi. Mandate, vi prego, a Gril[enzoni] o a Bi'usco [Onnis] la vostra offerta ])er r im|,resa Veneta. \"è bisogno di raccogliere oia.

Quanto alle difficoltà nel Mezzogiorno, le intendo. vi chiedo se non di togliere ogni occasione per parlare. È vero che le cento diverse sottoscrizioni hanno tormentato i buoni. Ma è cosa generale |>er

VMMCCCXXVIII. ^ Ineflita. Da una copia presso la R. Commissione.

W EPISTOLARIO. [ISCA}

tutta ]' Italia, E nondimeno ho avuto <^ià da nove () ilieci sottoscrittori di 100 franchi: nella piccola città <li raima pili assai da Milano. 11 Sud non fa il proprio dovere. L'impresa Veneta liascina con non solamente l'insurrezione d'altri pop(di, ma la fornnizione d'un secondo esercito di volontari; e sarebbe fatto capitale i)er o<;ni cosa. JI i^tid è mal- contento. Pci-ché si limita a sole ))arole? l'erché abdica ogni iniziativa? Perché scade dalla tradizj/)ne del suo passato? Perché non aiuta Tunica vi;f che possa condurre a rovinare la caniorra di Torino? Si daranno, dite voi, al Borbonismo, al Bonapartismo? Perché no alla Repubblica? Bisogna insistere: 1", per- ché aiutino l'impresa Nazionale sul \>neto 2". i)er- ché confutino i pregiudizi tutt'ora esistenti ed avvici- nino il popolo ad accettare, in un giorno di collisione, la l);indiera repubblicana. ln>iistete, rion chiedo altro. Se non riuscite cogli amici, tanto peggio per essi.

Sta bene quanto fate per Ixoma. Ma desidero che il Papa non muoia ora. Pio le stesse vostre mire. Ma abl)iamo bisogno di avere un esercito di volontari.

Risponderò fra due o tre gioi-iù a Morelli e al- l' Associazione. Quell' Associazione dovrebbe esser eentro visibile d' un lavoro ignoto, d' una organizza- zione invisibile repubblicana. ('') O^gimai se i gio- vani non vedono che il guasto sta non nei ministri ma nell'istituzione, il -lenu') itidiano non esiste ]>iù.

Garibaldi è in InghilteiM-i. Lo vedr«^ e c'inten- deremo, spero, anche meglio.

(') Salvatore Morelli, sul quale ved. la nota alla lett. VMMCXCVI, nella sua qualità di vice presidente della Società Democratica di Napoli aveva inviato il 28 marzo al Mazzini un tardo indirizzo in occasione del suo onomastico. Ved. l'Unirà Italiana di Milano, del 3 aprile 1804.

[1864] EI'IBTOLARIO. 93

Cerco per ogni dove mia lettera mia c-lie fu stajii- pata nella Paìiadc dopo hi fujj;a di Pio IX nel *4S. (^j lo consigliava in essa la i-epubolica e mi juemerebbe 01' d'averla. W è mitdo? Tensate un \h)\

Addio pei- ora. Ahltiatemi sejn])ve

fratello vostro

GlUSEI'I'E.

VMMCC'CXXIX.

A Gaetaxo Semenza, u Luiidia.

ILoiuIni ai»rile 18G4]. sabbato.

Caro Semenza,

Il Duca ha scritto a (Jar[il)aldi] che non ])uù ospitare se non tre e che collecherà il resto all'Ho- tel. (-) Xon so ciò che (}ar[iì)aldi] abbia deciso, m;i se i)er caso ricusasse l'ospitalità dell'Hotel, gli ab-

(') La h'tt. del 5 dicembre 1S4S a Michele Acciirsi. \'ed. al 11. MMDXXXIX. Non fu pc iitiitbl. nella l'alUnlc. ma nel Corriere Lironiesc del 15 e nel I'eitsi(ro Ituliuiio del li* dicem- bre 1N4S. Il Mazzini ne chiedeva e pia per ristamparla nel vi)l. II (pp. 181-1S4) dtirediz. daelliaiia.

VMMCCCXXXIX. Inedita. L" autografo si conserva presso rIì eredi Semenza. È in una busta che, di pugno del Mazzini, ha l'indirizzo. « Signor Semenza. Brompton Cresceiit. »

(-) Gaetano Semenza aveva fatto parte di (luella deput:i- zioiie di Italiani residenti in Londra che si era recata a Southamp- ton a dare il benvenuto a Garibaldi. Ved. Vi'nità ItuUniKt di Milano, del 7 aprile 1804. Sembra che il Duca Sutherland desiderasse non avere in casa troppi amici di Garibaldi, giunti Crii lui a Londra, seguendo in ciò le mire politiche del Gabinetto inglese.

9G KPISTOI.AKIO. [18041

Iti.inio jMoiiii'sso clic i suoi t loxcrchlicro case (rjimici in i.oinir;).

S'cj^li 1cm'ssi> ^^cco (liuM/.oiii c(tiiu' Scjiictaiio. un pf/ìio sarebbe preso in casa da I'. A. Taylor: coinuu- (|ue, son tre, IJasso, llasiie, (Juei-zoni, o I>asso, l'a- sile e un liulio che bisooncrebbe os])itai-e.

b'oise non vi sarà l)iso<i;no, ma sarebl)e bene, a oi^ni modo, pensarvi, nel caso clic lunedi l'osselo seviza allojijuio.

\'e ne parlo, pei-clié ne parliate.

X'ostro semi)re Gius. Mazzini.

VMMCCCXXX.

A Pietro Zeneroni, a Desenzano.

[Londra], 7 aprile [18G4]. Caro Zeiieroni,

\'oi;Iiale secondare il pi)rtatore di ([ueste linee in tutto ch'ei \ i chiederà [vel dlsim[)egno delhì sua inis. sione. Dale^yli contatto con IS. e cojili altri punti eh" ei v" indicherà, se potete. Serbate gelosamente, vi {)re,u(), il sei^reto con lui e sulle cose sue.

ljisoi;iia assolutamente far penetiare lili scritti nostri nei punti importanti di 1. e lido per ([uesto su voi. \'i spieiilierà ei»li la cifra.

Addio: lavorate e credetemi semi)re

vostro

(}lUSKrPE.

VMMCCCXXX. Inedita. Da una copia con.servata pre.s.so la li. Commissione.

[1864] EPISTOLARIO. 97

VMMCCCXXXI.

Al) Annibale d'Ambrosio, a Lwxo.

[L<jii(lra]. 12 :ii)i-ih" ISCA.

Fratello,

Furono licevnti i 120 fi-;uichi raccolti per opera vostra per la .sottoscrizione dei 500. Abbiatene gra- zie. E lasciate ch'io afferri rojìportnnità per alcune linee concernenti le cose nostre.

Le Provincie meridionali, malgrado i numerosi buoni elementi che accolgono, mancano tinora alla loro missione; coljìa unicamente della mancanza d'ur- dijiamento ; la loro attività non risponde alla loro importanza in Italia.

Quest* ordinamento è indispensabile.

Io sono in contatto regolare col Comitato Cen- trale istituito da (Jaribaldi. Ho })romesso di fortifi- care i loro lavori e non moltiplicarne di divergenti. E desidero rimanere feilele alla mia j)arola. Ha il Comitato Centrale delegato qualcuno in Lecce? Se si. dovreste cercare di porvi in accordo e lavorar di concerto. Se no, dovreste assumervi l'incarico e diri- gervi, a nome mio, al Comitato Centrale, offrendo r opera vostra.

Ordinare i buoni della provincia di Bari diri- gere Vaposfoldto alla tendenza repubblicana, il lavoro pratico dell'oggi alla realizzazione dell'impresa ^'e- neta esprimere in tutti i modi possibili il bisogno

VMMOCCXXXI. Inedita. L'autografo si conserva presso la famiglia d'Ambrosio, a Lecce. A tergo di esso di pugno del Mazzini, sta l'indirizzo : « Signor Annibale d'Ambrosio, Lecce. »

Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 7

98 EPI STOL ARIO. [ 1 804 1

(li quell'impresa raccogliere danaro per essa, av- vertendo di versare all'indirizzo ch'io diedi (pianto riguarda la sottoscrizione dei 500, e alla Cassa del Comitato Centrale quanto riguarda le offerte alla Sottoscrizione pel ]Milione di fucili ed ogni altra. Questo è urgente: di questo dovreste occuparvi.

Vorrei che ogni località importante della provin- cia potesse, raccogliendo anche colletivamente una (piota, essere rappresentata nella sottoscrizione spe- ciale dei 500. Il resto andrebbe, come dissi, alla Cassa del Comitato Centrale. A voi toccherebbe di darmi nomi se giovassi^ mai ch'io scrivessi (pialche linea incitatrice direttamente.

Avete nell'amico mio Libertini una scoila tidata.

Addio, fratello. Lavor;ite, e credetemi, con vera stima,

vostro Gius. Ma/zim.

VMMCCCXXXll.

A Giuseppe Guekzom, h Londra.

ILoiidi'a, .... aprile 1804]. Caro (ruerzoni.

Importa al comune scoi)o se possilnle che i portatori vedano Garibaldi.

\'ostro

GlUSKJ'l'E.

VMMMCCCXXXI. Inedita. L'autografo si conserva nel Museo del Kisorgimeuto di Roma. .Non ha indirizzo.

flSG4] EPISTOLARIO. 90

A lui ho (letto (he la dichiavazioiie di Lord Pal- niLMston (^) poco importa sia falsa lo mette in libertà di dire: « N'edo che è slato tutto uu eri-ore. e che sono libero di ctMlere ai voti del popolo: cedo quindi. »

Domani vedrete pìacnnìs nella strada, etc.

VMMCCCXXXIII.

A OifsEPPE Gx'ERZoxi. a Londra.

[Londra, .... aprile ISCA]. Caro Guerzoni.

Cercate -— se jtossibile di far che (laribaldi veda i»er due minuti chi vi jtresenta (luesle linee.

Vostro sempre Giuseppe.

(') Forse la dichiarazione in data 2 aprile 1SG4. con la quale Evel.vn Ashle.v, capo di gabinetto di Lord Palmerston. a una richiesta del Comitato « del fondo per il ricevimento e la testi- monianza a Garibaldi. » dichiai-ava che il Governo inglese non poteva aderire alla richiesta del Comitato stesso riguardante una rivista « da passarsi dal generale Garibaldi ai volontari, » essendo (( essenziale che i volontari non assumano nessun carat- tere p. litici), divengano struniFnto di politiche dimostra- zioni. » Ved. l'Unità linlìuna di Milano, del 9 aprile 1864.

VMMCCCXXXIII. Inedita. L'autografo si cou.serva nel Museo del Risorgimento di Roma. Xon ha indirizzo.

100 EPISTOLARIO. rif<'^'>41

V.\I.M('<('XXXI\'.

A r,Trsi:ri'F, fJrEuzoxi, ii T.oiidrn.

[Ijoiidra, .... aprile 1SG4].

Caro Gueizoiii,

Alcune note che comunicherete n < Jarilìaldi nel momento problematico in cui sarà solo.

Peter Stuart è, come Cowen, amico [jcr-soiialc di Garibaldi. È uomo che lo ama. Diede, richiesto, un anno addietro,25,000 trancili per lui.(^j È ricchissimo proprietario di navi. È influentissimo in Liverpool. Ora egli scrisse una lettera a Garibaldi dicendogli che naturalmente pensava d'averlo in sua casa du- rante la visita a Liverpool. In risposta ei riceve una lettera molto secca di Chambers, (-) dicendogli che Garil)[aldi] ricusa perché in Liverpool alloggia da Chambers stesso. Peter Stuart non si pace, come vecchio amico, di non ricevere il ritìnto non foss'altro da Garibaldi : mi scrive più che dolente, mandandomi

VMMCCCXXXIV. luedita. L'uutogi-afo, mutilo in fondo, si conserva nel Mu.seo del Risorgimento di Roma.

(') Yed. la nota alla lett. VMDCLXVIII.

(-') Il colonn. J. H. Chambers. che aveva fissato la sua resi- denza alla Maddalena, era stato uno di coloro che avevano accompagnato Garibaldi nel suo viaggio in Inghilterra. Sembra fosse autorizzato dal Generale di rispondere in suo nome agli inviti che gli venivano dalle delegazioni delle varie città in- glesi. ^'ed. una sua lett. per Manchester nelV Unità liaìiana di stilano, dell'll aprile 1864. G. Guerzoni non vedeva di buon occhio questa soverchia intramettenza del colonn. in- glese. Yed. la nota alla lett. VMMCCLX.

[18041 FrPISTOLARtC». 101

la lettera di Chambers. Io sono convinto (he Chani- bers ha, al solito, aperto la lettera di Stuart e risposto senza comunicarla a Garib[aldi]. Badate: io non in- tendo dire che Garib[aldi] debba andare in una o in altra casa. Soltanto, egli avrebbe potuto dire: « Sono sventuratamente impegnato, etc. » Io parlai di Stuart a Garib[aldi] quando lo vidi (^) e mi rin- graziò d' averglielo ricordato. Vedete duncpie di ve- ritìcare s'egli ebbe o no la sua lettera. Sarebbe male ch'ei perdesse un vero amico per coli)a altrui. Cham- bers è un Tory, nullo in Liverpool.

Martedì, verso le undici verrà da voi una De- putazione del Centro Rivoluzionario Polacco per pre- sentare un Indirizzo. Sarà condotta da Bulewski, (-) Sono i nostri amici. Fate d'introdurli. E se per caso non alloggiate con Garib[aldi], fate d'essere vicino a lui a (pieir ora.

Se mai non alloggiaste dal Duca, venite, invece d'andare all'Hotel, da me : siete democratico e v'è

(') Sembra ohe il Mazzini si recasse il G aprile all'isola (li Wight per incontrarsi con Garibaldi « col quale s'abbrac- ciava affettuosamene e restava in lungo segreto colloquio, o Veti. G. GuERZOAi, Garibadi, cit., voL II. p. 352. L,' Unità lUi- ìknia di Milano, dell'll di quello stesso mese, riportava la seguente notizia, ricavandola ùnW Express di quattro giorni innanzi: «Il gfnerale Garibaldi ebbe ieri un lungo colloquio col signor ilazzini, che fu invitato dallo stesso Generale. I due amici si abboccarono a Brook-House. Menotti Garibaldi andò ad incontrare l'amico di suo padre : anche Guerzoni e Basso l'accompagnarono a Brook-House. » La notizia di questa visita era pure data nel Dirilto del 12 aprile 1S04 dal Casto, suo cor- rispondente da Londra, che era amico del Mazzini. Ved. la lett. VMMrCXLVII.

(-) La deputazione polacca fu presentata a Garibaldi il 12 aprile. Ved. l'Unità Italiana di Milano, del ir» aprile 1S64.

102 EPISTOLARIO. tl8Cì4]

nii;i (Tiiiiciii. Non siete Inntaiio (];i lui: un ciih vi (•(Hidiice in (|iiiii<lici Jiiiinili ;ii!;i cjisn ov'....

[(JiusKi'i'i;].

V.ALM('('(\\XX\'.

A (Jii'SEiM'K (Ji'EKzoxi, a Koiulra.

[Londra, .... aprilo 1804]. ('■AVO <!nei'Z()iii,

Il latore è l'ietio Taylor, imo dei nii^lioii amici nostri, come sapete.

Ila bisogno di \'('der ( Jaiil);ìldi i)el i^iro in i)i"o- vincia.

\'ostro

GlUSI'Jl'l'E.

VMMCCCXXX\'l.

A Giuseppe Guerzoni, a Londra.

[Londra], 15 [aprile 1864]. Caro Gnerzoni,

Xon voglio illudervi; e A'eiitnri s'è illuso. Xon ])ossiamo assicurare che Ledru sia da Herzen dome- nica. C) Ledru è spesso fuori di città e potrebb'esserci

VMMCCXXXV. Inedita. L'autografo .si conserva nel Mu- st'u del Risorgimento di Koina. Xon ha indirizzo.

VMMCCXXXVI. Inedita. L'autografo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo.

(') Il 17 aprile 1S^)4, che fu di domenica, ebbe luogo in casa di Al. Herzen, a Teddingtou, lo storico convegno al (jua!e inter-

[1804] EPISTOLARIO. 103

oggi. Non è intimissimo con Herzon, e potrebbe non accettare. Xe ho scritto n Ilerzen, e probabilmente

vennero Mazzini e Garilt.-ildi. Nel Dirifto del 25 dello stesso mese era così narrato: «Doni, nica (Jarihaldi andò a Tedding- ton a far colazione con ]"esnle russo signor Herzen, ove era riunita una scelta compagnia di amici inglesi e stranieri, fra i quali il principe Dolgorouky, i signori Saffi, Mordini, Maz- zini, ecc. Finita la colazione, Mazzini si levò ; e propose un brindisi in onore del generale Garibaldi.

« ' Il mio brindisi racchiuderà tutto quanto ci è can., tutte le cose per cui abbiamo sofferto e combattuto. Bevo alla libertà dei popoli, all'associazione dei popoli ; all'uomo che è l'incarnazione vivente di queste grandi idee : a Giuseppe Gari- baldi ; alla povera, sacra ed (roica Polonia, i cui figli silenziosa- mente combattono e muoiano per la libertà, da più di un anno ; a quella giovane Russia, la cui divisa è ferro e libtìftà. una nuova lius.sia che fra non molto tempo offrirà la mano alla Polonia so- rella, riconoscendo la sua eguaglianza ed indipendenza e cancel- lando i ricordi della Russia dello czar ; a quei Russi che col nostro amico Herzen alla testa, hanno molto fatto per creare (|uesta nuova Russia ; a (juella reWgione di dovere che ci darà forza di lavorare e di sagrificarci fino alla morte per la rea- lizzazione di queste idee. '

« Garibaldi rispose :

«•' Sono in procinto di fare una dichiara^icuie ciie i;\rei dovut') fare gran tempo fa. Havvi fra noi un uomo che ha reso i più grandi servigi al nostro paese e<! alla causa della libertà. Allorché era giovinetto, non avendo clie aspirazioni verso il bene, cercai uno capace di servire d' !;uida e di coìi- sigliere ai mici giovani anni, lo cercai come colui che. essendo assetato, cerca la sorgente. Lo trovai. Egli S( lo veglia\a mentre tutti gli altri attorno a lui dormivano. Egli solo alimentò la sacra fiamma. È rimasto sempre il mio amico, sempre pieno d'amore pel suo paese e di devozione alla causa della libertà. Quest'uomo è Giuseppe Mazzini. Al mio amico e maestro. ' » Non si sa se al convegno assisteva pure Ivcdru-Rollin, al quale Garilialdi andò a poi a far visita il giorno successivo. Ved. il Diritto del 22 aprile lSfi4. Erano pure presenti il russo Ogareif, il tedesco K. Bliud, gli inglesi W. Ashurst e P. A. Taylor.

104 EPISTOLARIO. [1804]

saprete il l'isnltato da Ini. lo doveva iiinollrai-e la |,i-()])()sta d'IIeizen, eceo (iiifo. Solainente non vor- rei illudervi e (piindi vi scrivo.

Clìe non sia jiossihile ili vtdere; (|\ialclie volta eon v-)i e con ^Fenotii I

Avevo ^ià messo a disposizione di Bezzi i HOOO l'ianchi che chiede nella sua ìettei-a.

(Hi Ashurst, se non pranzo, v m rcbbero almeno III lidi ciré pili facile, perché nel j^iorno. A'edete di compiacerli. Ashurst é impiejiaio j»overnativo. Fu sempre cassiere del Comitato (iaril)a]di. Aiutò. Andò a vederlo alla S])ezia. Lo an:a.

Addio;

vostro GirsEi'i'E.

VM3IC(H\\XX\II.

To Matilda Biggs, London.

[London, Aprii 15tli. 1N<'>4J. Friday ninrning.

Dearest Mr.tilda,

To-day I inii.sf hetray you. I liave lost to work ali the dav of yesterdav: and ì iiave Poles and others

Venerdì mattina. Carissima Matilde,

Olili! debbo tradirvi. Ho perduto tutta la jiiornata di ieri a lavorare : e debbo vedere l'olacclii e altri. Va be-

VMMCCCXXXVII. Inedita. L'autografo si consorva nel Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Natiuin). Non ha indirizzo. La data vi fu apposta da INL Biggs.

[1R04] EPISTOLARIO. 10r>

to see. It is ali right lo be applauded and it is good for Italy aiul foi- ali. Stili, tliat does not give us A'eniee noi' save poor exliausled dying Poland. So- mebody mnst do tlip retai l-work and tbat is my lot. Therefove. I do not come to you to-day. I only re- gi*et my not having Avritten before. Biit I bopeil stili yesterday night to be able to come. Ever lovingly yours, dearest Matilda,

Joseph.

Of course, you know that Gar[il)aldi] called on me yesterday. (^)

nissimo avere il plauso degli altri ed è bene per l'Italia e per tutti. Però questo non ci Venezia salva la povera Polonia esausta e morente. Qualcuno deve pur fare il lavoro minuto e questo tocca a me. Perciò, oggi non posso venire da voi. Soltanto, mi dispiace di non aver scritto prima. Ma ieri sera speravo ancora di poter ve- nire.

Sempre, carissima Matilde,

vostro affezionato Giuseppe.

Sapete, naturalmente, che Garibaldi è venuto da me ieri.

(') In una corri.spondenza da Londra in data 18 aprile, pubbl. iieìVUnità Italinna di Milano, del 23 aprile 1864, si leggeva : « Giovedì, verso mezz(Mli (14 aprile), il Generalo fece una visita al vostro grande Apostolo del pensiero italiano, Giuseppe Maz- zini ; era accompagnato dal suo figlio Menotti e dal suo segre- tario, signor Guerzoui : vi rimase per un'ora. Ignoro quello che si sia detto, ma so che i due sommi Italiani ebbero un abboccamento cordiale, quale era da aspettarsi da chiunque li conosce entrambi. »

10(] Ki'isTor.Aino. f1>tfHl

V.M.M('('(\\XX\11I.

To Maiilda ISkkìs. I.diiddii.

[London. Ai)ril ICIli. ISC-ll. Snturdny.

Deiu-est .Mjitildii,

1. I vjignely lieard the eveninii,' befoi-e tliat Ga- i|il)al(li] iiitended to come to me. I did iiot know llie liour; biit it '\\ns prohable it would be al eleveu in the moining bel'ore bis goinji to the Craufui-ds. (^j

L'. The visit was to be a siirprise; and thiongli (Udicacy. pride, or any feeling you like, my tirst teiioi- was that he shoiild sii.spect for a single mo- ment that I had announccd his visit and snmmoned

Sabato. Carissima MatiUle,

1. La sera prima sentii dire vagamento che Garil aldi aveva intenzione di venire da me. Non sapevo ì'ora ; ma era probabile che sarebbe venuto alle mulici di "jiattiua prima di andare dai Craufurds.

2. La visita doveva essere una sorpresa ; e per deli- catezza, per orgoglio, o per qualsiasi altro sentimento vogliate, il mio primo spavento fu che egli sospettasse un solo momento che io aveva (iinnoiziato la sua visita

VMMCCCXXXVIII. Inedita. L'autografo si conserva nel Musco del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). La data vi fu apposta da M. Biggs.

(0 Garibaldi aveva accettato l'invito a colazione dalla famiglia t'ranfurd il 14 aprile. Ved. Vrnifà Haliaiìii di Milano, del 18 aprile 1864.

[1SG4] EI>IST()I,Al!IO. 107

peonie to -s'cc liini coiiiiiij;. Tlieieloic. 1 did iiot even teli ^Irs. Fraiice t'ov fear she slioiild s}»eak to otlieis.

."). lUdievini; tliat uobody Avonld kiioAV and tliat he would ('Olile in a cai) Avith Menotti, I thouglit oi' nothini; except of heinu able to s])eak at leisiire abont the only thing' I have at lieart saving Poland. il' possible, through one ^>nitian movement a thini; (ìf which ali the peoplé who ciowd about Gai-[ibaldi] do not dream of instead of havinu' to Avhisper in a cornei- as 1 have been hitlieito doonied to do. In short, it was ])rivate politicai interview whicli 1 wanted and stili want to have.

4. Throngh want of feelin<i. 1 supi)Ose, or anv Avickeil .feeling my best friends may be pleased to attribute to me, I thonght tliat ali of yon were pcr- fectlv contented to have srcii (ìaribaldi. and that the

e invitata .neiite a rcilc-rlo venire. Perciò, non lo dissi neppure a Mrs. Frante, per paura die essa lo dicesse ad altri.

'i^. Credendo ehe nessuno l'avrebbe saputo e che egli sarebbe venuto in carrozza con Menotti, non mi carni di nuU'altro se non di poter parlare a mio agio intorno airiaiica cosa cbe mi sta a cuore salvare la Polonia, se è possibile, mediante un moto nel ^'eneto cosa alla ((uale nessuno di tutti (luelli che circondano (Jaribaldi ha mai pensato invece di dover bisbigliare in un an- golo, come tinora staio stato condannato a fare. Insomma^ era un'intervista politica privata oihe desideravo avere, e lo desidero ancora.

4. Per mancanza di sentimento, ininiagintt, o per (jual- siasi altro cattivo sentimento i miei migliori amici mi vogliano attribuire, pensai cbe ciascuno di voi sarebbe stato pienamente soddisfatto- di aver visto Garibaldi, e

KKS KIMSTOI AIMO llSCill

f('i<r liad iiot leaclied tlu* poiiit ol' waiilinti lo see (iai.-ibaldi many times. 1 tli()uj;lit it was Avell tliat he should «^o to James, Avhere, as you saw, 1 did not jio: aiid tliat you ali of the family shoiild welcome him tlieie. O'i somethiiiji like i)ei-soiial af- lectioii or enthusiasm I did not dream.

5. N\'hatevei' the reasoiis he and 1 hi^hly sns- pect that since some time niy intelleletual keenness is ])()sitively im|,aii-ed I ne^■el• dreamt t'or one mo- ment that anyone of yourselves Avonld be in the least huit at not being inviteli. 1 was strnck a.s by thunderbolt when in the eveninu 1 t'ound Cavo- line deeply hurt ; and the bitter comjdaints did me more harm tlian she or others can believe.

Tliis is ali I can say, dearest ^latilda. I get more and more the conviction that T am not fit to

che la fchhrv non fosse ancora arrivata al punto di vo- lerlo vedere pili volte. Pensai che era bene clie egli an- dasse da .James, dove, come avete veduto, non sono an- dato io : e che voi tutti della famiglia 1' avreste potuto salutare colà. E non mi passò neppure per la mente che ci potesse entrare dell'affezione personale ,o dell' entusiasmo.

5. Qualsiansi possano essere le ragioni e io ho im grande sospetto che da (jualche tempo le mie facoltà in- tellettuali si siano positivamente indebolite non ho mai sognato per un solo momento che uno ([ualunque di voi si sarebbe minimamente dispiaciuto di non essere stato invitato. Rimasi colpito come dal fulmine (luando. la sera, trovai Carolina fortemente indispettita : e le sue amare lagnanze mi fecero pili male di quanto essa o altri possano credere.

Questo è tutto quel che posso dire, carissim;i Matilde. Ma mi vado sempre pili convincendo che non sono fatto

[1864] KPISTOLAKIO. 109

Ite in tliis Ijind ol' li\iny wheir 1 do uiiiiiteiitioiially, and ali the Avliile loviii^', harin to those I would, il" 1 could, lieap l)lessiiii;s upou. And Ood kiiow.s veiy sinceiely I wish 1 was soon ont of it, in Syrius oi- elsewhere, watcliin^ om-i- you ali and loving, uuseen and unheedt'd. Acceptiiim yonr forjiiveness, I ani, deai-est ^latilda, ever

yonv friend Joseph.

per stare in (jnesta terra, per vivere dove, senza volerlo. e sempre animato da affetto, faccio del male a coloro che vorrei, se potessi, colmare di benedizioni. E Dio sa quanto sinceramente io desideri di trovarmi presto fuori del mondo, in Sirio o in (inalche altro luogo e rivolgere di lassù su voi tutti il mio sguardo pieno d'amore, senza che nessuno mi veda e si curi di me. Accettando il vo- stro perdono, sono, carissima Matilde, il sempre

vostro amico Giuseppe.

VMMCCCXXXIX.

A Dehetrio Di.\mill.\ Mullek. a Londra

Londra. 17 aprile 1864.

Se chi scrive crede di avere qualche cosa in so è ristinto della sitii<i.::ioii('. Qnando feci in modo die s' iniziasse un moto in Sicilia, ebbi qnell' istinto.

VMMCCCXXXIX. Pubbl. in Politica segreta italiana. ecc., cit., pp. 65-09.

110 KPISTOI.AKIO. [1S641

S('ii/.;i (|U('I piccolo moto, l'oi-sc ii (jncsl'orn il Mc/,- zoiiionio iKMi s;ii-('1iIk' parie della .Moiiai-cliia Ita liana. (' )

(') ACfeniiii I). Dijinii)l;i Mullcr die Vittorio Kiiuimiclr II, IciiuikIo elio, (luranto il sogj^iorno di (ì;irii);il(ii in Iiifjliiltcrrii, (I l'i'U il riscliiuso coiidott i('r() e l'ii mhicc ciisiiiratnrc si iputcs- scro int*Mi(l(M-(' e stabilire moti iusuri-czionali. a cui, forse per occulti suoi fini, presterebbero segreto favore Tlnghilterra. ma i (inali frattanto potrebbero troppo facilmente nuocere al (io- verno italiano, » inviò a Londra il negoziatore tra lui e il Mazzini con l'incarico di persuadere quest'ultimo <( a non tentare imprese arrischiate fino al momento opportuno. » Del colloquio avuto col Mazzini a Londra, nel darendon Hotel. New Bond St. W., il Diamilla Muller pubblicò il seguente riassunto :

« Il mio compito [del Diamilla Muller] in questa prima occasione, era quello di ben stabilire la vera posizone del momento rispetto alle intenzioni del re e del Governo italiano.

« Mi sforzai quindi di esporre colla maggiore chiarezza possibile :

« Che il nostro Governo, nell'interesse stesso dell'Italia, credeva dovere opporsi ad un moto inconsiderato del Veneto, che, trascinandolo ad un passo Imprudente, gli potrebbe far perdere piti di quanto avrebbe potuto acquistare.

« Non bisognava illudersi, gli dicevo, sulla possibilità del successo.

« Il successo d'un moto insurrezionale nel Veneto non era probabile, se non date due condizioni :

« La prima, forti distrazioni delle forze nemiche.

« La seconda, il soccorso delle alleanze.

« Non si poteva invocare l'opportunità della guerra da- no-germanica, perché questa, lungi dal distrarre le forze au- striache,' procurava loro un alleato la Prussia. A questo aggiungi che il moto nel Veneto concentrerebbe le forze ne- miche sullo stesso terreno che dovrebbe divenire in appresso campo di battaglia.

« Le forze austriache non si distrarrebbero vantaggiosa- mente, se non in Gallizia, in Ungheria o in Serbia.

« Ma l'Italia e l'Italiani non dovevano fidarsi dei due primi paesi. Essa non poteva doveva assumere la responsabilità

[1864] EIPISTOLARIO. Ili

Quell'istinto mi disse otto o più mesi addietro e mi dice oggi più che mai ch'è tempo d'agire al Nord. Da iiu lato F Italia è stanca più che uoii

(rim soccorso ad un moto che poteva uou essere seguito da (]uei due paesi, nonostante le loro formali promesse.

« Xou poteva fidarsi dei Polacchi, perché avevano avuto l'Austria amica, e perché erano sostenuti dal partito clericale di tutta l'Europa.

« Non poteva fidarsi degli Ungheresi, perché nel 1S59 non profittarono dell'occasione e cagionarono indirettamente la pace di Villafranca.

« Oggi l'Italia deve pretendere che essi inizino. Tale gua- rentigia è indispensabile. L'Italia seguirà.

« Oltre la distrazione delle forze nemiche, altro mezzo per assicurare il successo, io diceva, era il soccorso delle alleanze.

« Il Partito non vede di buon occhio l'alleanza e l'intor- vento francese, sia per la questione romana, sia per Tinterru- zione della guerra del '59. Sia pure. Si ponga da banda l'al- leanza francese. Ma in questo caso l'Inghilterra, che mostra tanta simpatia per l'Italia, che accoglie con tanto entusiasmo Garibaldi, spedisca una Divisione della flotta nell'Adriatico. Anche come semplice spettatrice, tenendo però, col suo con- tegno, in una specie di soggezione il nemico dei Veneti, ed aumentando la forza morale dell'esercito italiano che deve com- batterlo.

« Ovvero, se non vuole spedire una flotta, e prendere parte cosi indirettamente ad una azione, per la quale vorrebbe forse rimanere neutrale, dia un altro esempio di simpatia all'Ita- lia, che influirà non poco allo scioglimento della questione romana, ed alla possibilità del successo della questione Veneta. Dia Malta all'Italia. Malta che è un baluardo naturale dell'Ita- lia, non altrimenti che ha ceduto le isole Jonie alla Grecia. Ovvero; se non vuole abbandonare Malta all'Italia, mentre nel cuore di questa vi è tuttora la Francia, prometta almeno di cederla contemporaneamente alla soluzione delle due que- stioni Romana e Veneta. » A queste dichiarazioni verbali il Mazzini rispondeva iu isci-itto con la lett. qui sopra, alla quale dava il titolo di Memorandum; e vi aggiungeva le seguenti dichiarazioni verbali :

112 EPisTor.AUio. [ÌRCA]

si crede del piovvisoiio : dilli" ;ill i-o, T iiisiirivzidne r<)l;i((;i ;ieceini;i :ill<i vi;i per ];i >\;izi<)iialit;'i.

Olii, hi i'o'Ioui.i more se non è aiuta1;i da! molo

« Supposto che l'attitudine del (ioverno Italiano rimanga la stessa c-ome i>el passato, il Partito è deciso di fare ciò che stima suo d(,vere movendo il Veni'to.

« Il piano stabilito che comprende l'alto N'eneto (le Alpi) e non il basso ^'l iietn in piauuia, forti speranze di suc- cesso.

(( ( ) il (Jtiverno Italiano si oiipon-à o starà imnioi)ile o seguirà.

« Se si oppone, tanto peggio. Cesserà almeno alla colli- sione lo stati) provvisorio che snerva.

« Se rimarrà immobi^le o neutro, ne godrà i vantaggi de! risul'ato, ma non dell'azione.

« Se segue invece, appena entr;it<) ixitrà capitanare e diri- gere l'operazione.

« Quanto precede, in caso di respinta d'accordo o conci- liazione.

« Se l'attitudine del (Joverno invece cangia, cioè se vuoisi mostrar conciliante :

(( Si farà tutto il p( ssibJe pt rché il moto del "^'eneto non ])receda, ma segua (luello delia (Jalli-zia, e sia poscia imme di;;tamente seguito dallTnghf ria e dalla Serbia.

« Per conseguenza la sitvuizione è chiara.

« Il Governo Italiano deve respingere ogni idea di conci- liazione col Partito; o deve mo.strarsi proclive ad esso.

« Nel primo caso non v'ha motto da aggiungrre. Nel secondo invece si può ancora evitare sciagure : essendo tale per lo meno una c<dlisione.

(( Ciò posto, e avvenendo il secondo caso, si possono avere tutte le guarentigie dei due capi del Partito che sono in tutto d'accordo, e i di cui sforzi non tendono ad altro che ad accu- mulare mezzi p( r l'azione,

« \(ui si creda però a passi inconsiderati.

« Garibaldi par'endo dall' Inghilterra non farà una spedi- zione. Sarebbe un colpo da fanciullo, stando tu*ti ad osservarlo. Chi dirige il piano ha la mente più elevata di quello di un bambino. » Politica segreta italiana, cit., pp. 03-65 e 09-70.

[1864] EPISTOLARIO. 113

Ungarese: moie forse tra due mesi. E la situazione sarebbe moralmente e materialmente mutata colla sua morte. Il tempo dunque è prezioso per noi. Lo stesso dico i)er la questione Dano-germanica; e mi duole assai che altri non veda, come io la vedo, r opportunità.

La posizione è questa.

La Polonia insorta è un api)ello vivente a tutti gli Slavi. Quest'appello non ebbe risposta, perché materialmente non basta a distrarre le forze Au- striache, ma ha bastato a dar moto al lavoro in tutti i paesi Slavi, direttamente o indirettamente soggetti all'Austria. E si tradurrebbe in fatti ap- lieua un assalto nostro all'Austria ne distraesse le forze.

La guerra Dano-germanica non accresce le forze dell'Austria, perché, durando il conflitto, dura in Prussia, nella Germania e in Austria il timore che Luigi Napoleone ne profitti a un tratto per occupare le Provincie Renane.

Questo timore basta a legare le forze Prusso-ger- maniche, e impedirà loro d'agire altrove.

L'Inghilterra odia e teme qualunque sia l'ap- parenza — Luigi Napoleone. Il timore ch'egli ponga una seconda volta la mano nelle cose nostre du- rando sopratutto un Ministero nostro che sanno es- sere napoleonico fa si che essa, l' Inghilterra officiale, predichi pace e indugio. Ma se 1' Italia operasse e senza cooperazione francese, l'Inghilterra sarà con noi. Aiuterà a modo suo, ma aiuterà.

L'assalto all'Austria da parte dell'Italia decide- rebbe la Svezia e la Norvegia ad aiutare la Dani- marca. A questo fine dovrebbero essere fatte alla Svezia proposte nette e positive.

Mazzini, aeritti, eco., rol. LXXVIII (Epistolario, yol. XLVII). 8

114 KTisTOr.Auio. [18041

I Polacolii nithorioiic) l'Austria, come niiii delle tre P()teii7.e dello snieiidiianieiito. Ma sul comincia- nieiito deiriiisui'i-ezioiie, rAusiiia assuuieva, ì)er tat- tica, rai)pare!iza <li rav(>iej;i;iarla ; uoniini ed aiiiii passavano liberanieiile la fi-oiitiera, per rinforzare Langiewiez e gli altri. E Langiewicz e gli altri, disarmati coni" erano, mi dicevano : « Lasciate che, mentre nessuno ci aiuta, ci gioviamo di questa ris- sorsa ! » D' altra parte i Czartorisicl e Faristocrazia l'olacca in Parigi, fidando nelle promesse di Luigi Napoleone, ne obbedivano ciecamente le istruzioni, che erano, non so perché, di non assalire l'Austria; ma, lo rii)eto, i Polacchi devono odiare e odiano l'Austria; quindi i lavori che oggi, non sperando più in aiuti governativi, fanno d'accordo con me in (ìallizia.

Gli Ungaresi non mossero nel "olJ perché diffi- davano di Luigi Napoleone e perché aspettavano che si svolgessero i suoi misteriosi disegni. Ma ri- cordi chi legge che appena il moto tutto Italiano del Sud cominciò, cominciò pure 1' agitazione Unga- rese e quella dei paesi vSlavi. Fidando nelF Italia. A torto o a ragione, l'Italia esercita im immenso pre- stigio sui popoli. A torto o a ragione, credono tutti che ad essa appartenga l'iniziativa della guerra delle Nazionalità.

Conscio di questo prestigio e in contatto cogli elementi insurrezionali di tutti i paesi, intavolai molti mesi addietro il lavoro Veueto, dicendo a tutti : «Questa iniziativa verrà da noi; a condizione che ci (lian guarentigia di seguire senza indugio. » Su (piesta base posa tutto il lavoro, fonie si cangia la base all'ultima ora senza ispirare diffidenza, senza dar 1 idea che tutto posava sopra una mistificazione?

[1864] KPISTOLAKIO. 115

CrtMlo iioiidiiiiciK» ili polcrc l'ni' si clu' uiui iiisnv- ve/.ioiic ;il>l)iii liio^o (iiifcrioniicnic iiella (JjiUìzìm snlln liiieji (lei K;uT)atIii. Bisoonercbbo alloi-;» sejiuiie. dojx) noi, r rnjilioriji e la Scn-bia.

(ìli uomini (Iella Soeiotà Nazionale non sono (jnelli (lai quali si possano avere le informazioni più esatte sulle intenzioni dei "S^neti. La forma che si darebbe all'insurrezione non ammette possibilità di sci) ia ('ciarla rapidamente.

Non v' è da temere che il (ìoverno Inji;lese usi di (Jaribaldi come di istrumento.

Tenter(^ le cose proposte, ma sono (piasi impos sibili.

L' Inghilterra non darà Malta tinche abbiamo la Francia in Koma ; e ne parlerà quindi difficilmente: manderebbe probabilmente una Divisione della flotta, ma dopo iniziato il moto. Quanto aQ:li aiuti morali da darsi ad un fatto iniziato, naturalmente facciamo quanto ])Ossiamo ])er ottenerli.

Eiassuniendo :

Avremo probabilmente il moto (Jalliziano ante- riore. Questo potrebb' essere accertato da qualche aiuto in danaro che sarebbe dato non a me, ma a un aprente Polacco.

Pel Veneto non chiederei che un aiuto in. armi e una ])arola sparsa ai Veneti che « un moto forte sarebbe seji'uito. »

Se il mf)to ^'eneto avesse Inolio, 1" opposizione air infiltrarsi di i)iccoli nuclei di volontari poaferior- iiiciitc al moto, sarebbe deplorabile e condurrebbe a collisioni pericolose. A nessun patto, poi potremmo abbandonare un moto di fratelli nostri promosso da noi, e piccoli nuclei penetrerebbero del resto miste- riosamente, senza organizzazione pubblica dello Stato,

un KiMsroi.Arjio. |lS(il|

L;i coni iiiiiità del tci-rciio s()]»|>i-iiii(' ()'^i\\ ncccssifiì (li hir.ulic spedizioni clic il injirc rcndcxa indispcn- sjibili pel Sud.

Le Viii'ic tendenze «leireseicito mi sono note, ni;i lidcn di i:nen;i pel N'enclo \ predoniiiuinte.

Dei nmtainenti iiiinisterinli non è mia ])ai-1ita occu]>ainii. Dico solo che nn ministero Kattazzi non sai-eldte popolare, e non sarebbe interpretato datili elettori come indizio che si desidera una Camera enerjiica. Tn ministero Kicasoli io sarebbe.

Istinto ilella situazione e nn momento di enerij;ia Italiana: cpiesto è (piello ciie lo scrivente invoca

Gius. Mazzini.

VMMCCCXL.

TU Ueoiuìe Jacob Holvoake, Loiidun.

[Limdou. Aprii 18th, 1804]. Momlay. Dear Friend, The sudden determinalion oi' (Jaribaldi (^j is owing

Lunedi. Caro amico,

L'improvvisa decisione di Garibaldi è dovuta a pres-

VMMCCCXL. Inedita. Lautografo -si conserva i\v\ Mn- seo del Risorgimento di Milano.

(') Il Governo inglese, diretto allora da Lord Palmerston, dapprima avverso per fini politici al viaggio di Garibaldi in Inghilterra, dipoi costretto, sia pure riluttante, a dare il suo consenso, aveva tuttavia prese tutte le precauzioni perche « l'avveiiimento, ormai inevitabile, gli tornasse più innocuo o

[l.S<)4I Kl'ISTOLAKIO. 117

to a (jovei-nnieiit i)iessuie oii liim the pi-essure is sìoiie governativa su di Ini pressione che è la conse-

nu'uo pericoloso, » considerato che durante la guerra dauo ger- manica al Governo stesso premeva di coltivare l'amicizia di Napoleone UT, che era stato cosi duramente apostrofalo da Gai'ibaldi in uno di quei discorsi siciliani, i quali furono il prologo del dramma conchiusosi ad Aspromonte. Infatti, appena sbarcato a Southampton, Garibaldi, dopo le innumerevoli pre- sentazioni, fu quasi trafugato dal Seeley, che, per « viottoli segreti », lo trasportò nella bella dimora di Brook-House, nel- l'isola di Wight, dove il Generale rimase per pili giorni, e dove, scrive il Guerzoni che gli fu sempre ai fianchi, « il leone, prima di comparire in pubblico, nvreiie dovuto addestrarsi, a^l addolcire la voce ed ammorbidire le unghie. » Non ostante tutte queste precauzioni, l'ingresso in Londra, avvenuto l'il aprile, fu un trionfo, un'apoteosi, non meno imponenti fnrono le dimo- strazioni di caldo entusiasmo che Garibaldi ricevette nei giorni successivi, assistendo a cerimonie celebrate in suo onore (ved., oltre i giornali del tempo, italiani e inglesi, la narrazione che il Guerzoni. Garibaldi, cit., voi. II, pp. 353-365). E per quanto il contegno del Generale fosse stato sempre irrepre^isilulmente prudente, negandosi fìnanco a intraprendere un viaggio per visitare le città inglesi, dove con insistenti inviti fatti da spe- ciali rappresentanze di esse era reclamata la sua presenza, il Governo inglese, vedendo che l'entusiasmo invece di illangui- dirsi sembrava ingigantire, preoccupato forse che « il brindisi a Mazzini, la visita a Ledru-Rollin e a Luigi Blanc, le parole ai Polacchi » potevano essere « segni abbastanza eloquenti che v'erano idee, amicizie, relazioni alle quali, egli, sotto pena di snaturarsi, non poteva rinunciare » (In., ovl. II, p. 369), riguardando infine con sospetto che Garibaldi aveva incessanti rapporti col Mazzini e col Saffi, che riceveva visite di suoi uffi- ciali (il Chiassi, il Missori, il Bruzzesi. ad es.), giunti improv- visamente a Londra e presto ripartiti (Id., voi. II, p. 370). il Governo inglese, è da ripetere, premuto da esigenze politiche, deliberò di « indurre Garibaldi ad abbreviare il suo viaggio e ad affrettare il suo ritorno in Italia. » (Id., voi. II.. p. 373). D'accordo col Governo inglese, la sera del 16 aprile il duca

US KP I STOL A U I O . r 1 ■'^n4 1

Ilic crdisiMiiKlH-c (»r I.oi-<l ('l;il('li(lnii's jcnillicy illld of ;i cow ;ii-<lly coiiccssioii lo L|()iiis| X | jipolcoii |. ('|

Kuenza del viaggio di Lord riarcndon e di iiiia vile <(iii- cessioue a Luigi Napoleone.

di Suthorland, clie aveva fispitato il Generale nel suo i^iihizzo ili Stafford-House. il Seeley, il dr. p-ergusson, medico della re- gina, il generale Eber. il colonnello Peard e il Gladstone deci- sero in una riunione che tenero a Stafford-House di i)ersua- dere Garibaldi che per ragioni di salute sospendesse il suo soggiorno isi Inghilterra, e di ciò. come il personaggio più indicato, ebbe inciirico il dr. Fergusson, il quale, in una lettera al duca di Sutherland, dichiarò che le condizioni di salute non permettevano al Generale sot oporsi ad ulteriori fatiche di ricevimenti e di dimostrazioni; e poiché Garibaldi parve rilut- tante, anzi non dovette essere contrario che il dr. Basile dichia- rasse pubblicamente che le condizioni di salute di lui erano eccellenti, la sera del IS aprile, presenti gli stessi personaggi adunatisi due giorni prima, oltre aj Guer5^oni. che volle esser presente e che fu poi diligente ed esatto narratore di quella scena, il Gladstone al)ilmente fece comprendere a Garibaldi che il Governo inglese avreblie veduto con soddisfazione che ^li non dilazionasse oltre la sua partenza. Il Generale ebbe allora uno scatto di sdegno, e levatosi improvvisamente da sedere, disse con voce secca e imperiosa: «Partirò domani» (Id, voi. IT. pp. 376-379). Ma poi si rabbonì, e persuaso special- mente dalla duche.s.sa di Sutherland, decise di restare ancora (juattro giorni a Londra. Naturalmente, di tutto questo intrigo il ^Mazzini eblie modo di essere informato subito, mentre la notizia della partenza di Garilialdi fu ]n-opf^lata dalla stampa inglese due giorni dopo.

(0 Nella seduta del 18 aprile alla Camera dei Lords, Lord Clarendon. che in precedenza aveva avuto un colloquio n Parigi con Napoleone III. si « dichiarò persino inconsapevole della progettata partenza, e quanto a Napoleone III non solo lo purgò da qualsiasi taccia d'avversione a Garibaldi, ma assi- curò che caduto il discorso su quel tema. l'Imperatore gli disse di comprendere benissimo come un uomo si straordinario,

[18ri4] EI-ISTOLARIO. UH

Cali aiiytliiiig he doiie lo pi-oduce a cliaiige?

The time fiom heie to Fiiday is short. I have wiitteii for immediate Depiitations to Zs'ewca.^.tle, frlasgow and Liveipool. Can other places be tele- graphed to? Can aiirthing he done?

Ever yours in hastc

Jos. Mazzini.

Si può fare qualcosa per produrre un mutamento?

Da ora a veuerdi c'è poco tempo. Ho scritto a >\ev^- casle, a Glasgow e a Liverpool perché mandino imme- diatamente delle deputazioni. C'è qualche altro posto dove si possa telegrafare".' Si può fare qualcosa? Sempre

vostro di fretta Gius. Mazzim.

VMMCCCXLL .\ Harriet HA}^riLT0x King, London.

[London. Aprii]. ISth, [lSr.41. Monday.

Deal' ^Iis. King,

W"\]\ you. to-niorrow, Tne.sday, go to my fi-iend William Ashuist, 2S. Xoi-folk Crescent, Edgwave

Lunedi, IS. Cara signora King,

Volete trovarvi, domattina, martedì alle dieci del mat- tino, dal mio amico William A.shurst, 28. Norfolk Crescent,

quale era Garibaldi', dove.sse toccare l'animo degli Inglesi e trasportarlo fino all'entusiasmo » (G. GtTBRZoxi, op. cit., voi. II, p. 383).

v:\IMCCCXLI. Puhhl. (■/) Lelires ntid ReroUeclinu nf Mazzini, ecc., cit., p. 42.

120 EH'TSTOI.AUIO. [18641

Koad, at leu o'clocU in tlie inoniiii^. (Jaiibaldi will

breakfast tliere, iiinl I shall be ihere tuo; yoii will

only to jjjive yoiir luinie, and you shall be welcome

to ali. The Invitalioii Ls iiot only from me, but

l'ioni Mv. and Mrs. Ashurst, to whom I spoke yester-

day night.

With kindest regard.s to Mi. King, I ani, denr

friend, ever

faithfuUy youi-s

Joseph Mazzini.

Edgware Road? (iaribaldi farà colazione colà, e vi sarò anch'io ; dovrete soltanto dare il vostro nome, e sarete la benvenuta per tutti. L'invito non viene solo da me, ma da Mr. e Mrs. Asluirst, ai quali lio parlato ieri sera.

Salutando cordialmente il signor King, sono, cara amica, sempre

devotamente vostro Gius. Mazzini.

VMMCCCXLll.

TO Peter A. Taylor, London.

[London. Aprii 19th, 1S(U]. Tiusfln.v.

^Ty deal" Peter,

T give np (lariiìaldi's action.

I sent to him a few lines containing botli an

Martedì. Mio caro Peter,

Tralascio V azione per Garibaldi.

Gli ho mandato poche righe contenenti insieme nn'au-

VMMCCCXLII. Inedita. Da una copia presso il Museo del Risorgimento di Roma.

k

[1864] EPISTOIARIO. 121

authorisatioii to toh and a broad hint toAvards the Penny Subscription. He seiids me a few lines Avith « Caro Mazzini, » at the head, telling me to teli yoii an<l fiiends to send to Cairoli any sum yon bave or will bave, giving to me any pait of tbo sums I might want. That is ali.

Teli me the lesiilt of the last interview witli Ki- cliardson, ete. (^) It is clear that tbrougb the autbo- risation yon already bave yon can claim ali the money collected.

Yon may say tbat yon bave new instrnctions to forward to Cairoli, etc. Betwcen yon and me. on the strengtb of tbe declaration I bave, yon will band over to me wbat part I may bai)pen to elaim.

I saw Mr, Beales. (-) Tbe pamphlet i.s ali rigbt

torizzazione per voi e un ampio accenno alla sottoscrizione del penny. Egli mi risponde poche righe con in cima « Caro Mazzini, » dove mi dice di dire a voi e agli amici di mandare a Cairoli tntte le somme che avete o avrete, dandomi quella parte della somma di cui potessi avere bisogno. Questo è tutto.

Ditemi i risultati dell'ultimo colloquio con Richardsoii, ecc. È chiaro che, per mezzo dell'autorizzazione che avete già, potete richiedere tutta la somma raccolta.

Potete dire che avete nuove istruzioni di far pervenire a Cairoli, ecc. Fra voi e me. in forza della dichiarazione che ho, mi passerete quella parte che potrei chiedervi.

Ho visto Mr. Beales. L'opuscolo va benissimo! spe-

C) John Riohardsou, notabile nel ceto dei commerciauti. era presidente del Comitato per le dimostrazioni a Garibaldi in Londra. Nello stesso Comitato P. A. Taylor aveva l'ufficio di segretario.

(-) Il Beales aveva presieduto il meeiimi promo.'^so dal Co- mitato degli operai « per protestare contro i modi usati onde

122 EPISTOLARIO. [1864]

esi)eoia]l.v in tlie second pari. The first, foiinded Oli the Cliamber.s revelatioiis, is ratlier adventiuons. I forgot to iiisert a remark. If tliere ìs time stili, transmit it\, please. It is ooiucrning the Sutherìainl seheme of takiiig Garib[aldi] to Athens, etc. He says ol' the scheiiie havinj» beeii hai'flcd through onr telegra- Ithing to ( Jibraltai-. 1 ihiiik tliose 1 \vo or tliree Iìik's onylit to he oniitted. We did iiistruct (Inerzoni lo lelegraph to I)r. Basile. Ile toìd me that he wonld immediately. Stili, he iniiiliT l)ave iiot done it. Theii, (iaril)[aldi] does iiot like lo ai)i)ear to he sarcd hy irieiids, and he might wish to have the crevlit of having refnsed spontaiieously the pro]K)sal of the Duke. (M With what London will do to try to get

fialniente nella seconda parte. La prima, basata sulle rivelazioni delle Camere, è piuttosto arrischiata. Ho dimen- t icato di inserire un' osservazione. Se sono ancora in tempo, vi prejio di trasmetterla. Itiguarda il dise.niio di Sutlierlaiid di portare (iarihaldi a Atene, ecc. Kjiii dice elle esso è stato stornato da un nostro teletiramma a Ciliilterra. Tredo che (luelle due o tre linee dovreb- Ikto essere omesse. Noi avevamo date istruzioni a (J\ier- zoni perché telegrafasse al dt»tt. lUisile. Mi ha detto di averlo fatto immediatamente. Ma potrehìie non averlo fatto. Poi, Garibaldi non ha piacere di oemìM-are ^it'r'ito da amici, e potrebbe aver piacere a far criniere di aver rifiutato spontaneamente le proposte del Duca. Con tutto

costringere Garibaldi a lasciare ringhilterni. » Ma l'adiPL-inz.! che ebbe largo a Primrose fu a un certo nioiiiento .-ciolt;! dalla polizia. Yed. VVnità Ita-liana di MUano, del 2.S aprile ISVA. Per la protesta del Comitato delle dimostrazioni a Garibaldi contro lo scioglimento di quel meeiìnu. formulata il siorno dopo, ved. pure VUnità Italiana di quello stesso giorno.

(•) D. Diamilla Mullor {Politica segreta italiana, cit., p. 171

[ISGil ES'ISTOT.ARIO. 12/5

from liim ;i new jiislifìcation, we mijilii to av(»i<I Miiythhiii likely to pnt him in a bad temi-cr. The liU't oujiht to he meiitioiieil ; hut to \\\v tt*le<;iani aftaii', there ouii,ht to l)e suhstitutod tliat (Jaiihaldi lefused flatly llic projiosal ol" tli(> Dukf. Evei-

yoiu'S affectioiiateìy Joseph.

Love to ^Méiitia of coni-se. Ave tliei-e £ 200 in haiid?

quello che Londra farà per strappargli una nuova giasti- ficazione, dovremmo cercare di evitare tutto ciò che po- trebbe farlo diventare di cattivo umore. Il fatto dovreblK' essere accennato; ma all'affare del teleiivamma, si do- vrebbe sostituire che Garibaldi ritìnto decisamente In pro- posta del Duca.

Sempre affezionatamente vostro

Giuseppe.

Cose affettuose a Menzia. sottinteso. Avete in mano le 200 sterline?

e segg ) afferma che la Legazione italiana in Londra aveva proposto al duca di Sutherland di persuadere Garibaldi a com- pire con lui nel suo yacht un viaggio di due mesi iu Oriente, al fine di impedire ulteriori intese tra Garibaldi e Mazzini. E riporta a questo proposito un telegramma del conte Maffei, il quale reggeva la legazione italiana, al conte Verasis di Gasli- glione. Tuttavia il Guerzoni. in una nota al suo Garihaldi (voi. li. p 390) obietta : « Nella PoUtica segreta italiana si narra che il duca di Sutherland aveva proposto al Re, per mezzo del conte Maffei, a^llora consigliere di legazione a Londra, di fa;- viaggiare Garibaldi due mesi nei mari d'Oriente, impedendogli cosi di sbarcare a Caprera, d'onde si temeva che il Generale

12-1 KPISTOI.MMO. fisci!

VMMCCCXLIll.

To Peteu Sti'.vut, Livcrpool.

[London. Aprii...., ISOll. INFoinL-iy.

M.v deal- friend.

Lord Clareiidon's journey to Taris lias proved fatai. Through a cowardly coiuf^.'.sion to Louis Xapo- leoii, (lladstoiie and the Cabinet bave obtained froni (Jaiibabli Ihat he is "ivin^' ii]» ìiis tonr in tlie l'ro-

Luuedi. Mio cai'o amico,

Il viaggio di Lord Clarendon a Parigi è stato fatale. Per una vile conces.^iione a Luigi Napoleone, Gladstone e il Gabinetto hanno ottenuto da (iaribaldi die rinunci

potesse slanciarsi iu nuove avventure. Il libro jierò aggiunge che il Mazzini, scoperto il complotto, lo sventò, avvertendone per telegrafo il Generale, il quale, ricevuto i] dispaccio a Gibil- terra, chiese ed ottenue che la rotta dell'Ondme [su cui si era imbarcato Garibaldi] sarebbe stata in retta linea per Caprera. A noi mancano documenti per confermare o smentire questo racconto. Diciamo solo che non ne abbiamo sentito mai par- lare. Che il progetto sia statO' nel cervello del duca di Suther- land par certo, poiché esiste il dispaccio del conte ]\Iaffei che lo prova : ma non crediamo che il Re l'abbia approvato, che ilazzini abbia avuto bisogno di sventarlo. » È strano che il Guerzcni dichiari d'ignorare che l'incarico di inviare il tele- gramma a Garibaldi era stato dato dal Mazzini proprio a lui.

VMMOCCXLIII. -- Pubbl. il The life of Peter t^tuart, the « Ditton D&ctor, » cit., p. 107.

[1SG4] EinSTOLARIO, 125

viiices and leaving oii Friday foi- Caprera. Can von do aiiyliiiiig? Can a deputa tion start immediately t'or London? Can otlier places he telegraidied to do the same? Can anytliing he done to i)roduce a chance?

Ever yours in a hiirry. Jos. Mazzimi.

al suo giro nelle Province e parta venerdì per Caprera. Potete far qualche cosa? Può una deputazione partire iinmediatamente per Londra? Si può telegrafare in altri luoghi di far lo stesso? Può farsi qualcosa per produrre un cambiamento? Sempre

vostro in fretta Gius. Mazzixi.

vM:\rcccxLT\'.

.\^ Vincenzo Brusco Onnis, a Milano.

[Londra aprile 18G4].

Caro Brusco,

Ho la vostra del 2.

Quand'io combatteva 1" istituyJone del Comitato Centrale sapeva V impossibilità di migliorale con esso le condizioni del l'artito. Xon solamente Y as- surdo iV un Partito che non è al lavoro unito, ma r istituzione d' un solo Delegato per città e molte altre cose sono male. Cosi in PMr[enze] i nostri jìou vogliono accettare il Delegato perché è Doltì. (M II

VMMCCCXLIV. Inedita. L'autdgrafo si cou-serva nel Mu.seo del Risorgimento di iiyauo. Non ha indirizzo.

(•) Ved. infatti la lett. VMMCCLXXXIL

12G EPISTOLAlilO. [1S04]

lavoro andava ed era stato ravvivalo da me. IJiso- ,Uiia\a lasciai- contimiare e s<>ltaiito riunirsi in coni- missioni })('!• iavoii si)ec'iali, com' io aveva siigfierito. .Ma r scritto che ogni mio consiglio deve essei-e tro \ato l»nono soltanto dopo un anno o due di prove in senso diverso.

Comuncpie, non v"è da reagiie da sconfortarsi. I'] non l'ammetto so])ratutto in ."iO. [Bezzi], i^') Egli sa che per tutto ciò cli'è possibile, ei può sempre dirigersi a me. Bisogna, senza irritarsi, senza pro- testare, continuare il Veneto e Trentino come pri- ma. 50. [Bezzi], M[anci] e voi tutti lo potete. G[a; ribaldi] cpii si lascia trascinare da influenze dannose, ma farà, anche non volendo, danaro. E (piesto è ciò che importa. Aspetto di vederlo. Poi c'intenderemo. Continuate a laccogliere nomi per biglietti.

: . . ('•

Addio: son lieto del miglioramento di Lina.

Vostro sempre Giuseppe.

Delachi è un imbroglione, m<i tocca a voi....

La difficoltà sta del resto, non nel!' .... con- tinui, ma neir introdurle.

Ho scritto a Tivoli; ve ne dirò.

jMandate, vi prego, F unita a (ìenova. Di la faranno avere. Saranno cento franchi di piti.

(') E. Bezzi, in un iirimo momento, non segui il consiglio del Mazzini, e con lett. del 3 giugno 1864 a Cairoli si dimise da memlu'u del (Jomitato Centrale Unitario : ma più tardi re- cedette da quel suo proposito. Ved. G. Locatfj.ij-Milesi, op. cit., p. 20G.

(-) La carta è .stata tagliata per una diecina di linee.

[1864] EPISTOLARIO. 127

v:\rMcccxLV.

To William Malleson, Loiulon.

[London. Aprii 18r>4]. Momla.v.

Deal- ^Iv. Malleson,

Sliould yoii receive to yuur iiame, IIoll)()i'n, soiin' mysterious lettei- i'iom abi-oad. Avith or witliout my nume under cover, Avill yoii kindly post it to Ei* iiesti, 2 Oiislow Tenace, Fiilliam Road, S. W.? And toi-fijìve the liberty 1 bave taken, under the jìled^e tliat no " Flower concern will over botlier von? (M

Lunedi.

Caro Mr. Malk'soii.

Se riceveste al vostro indirizzo, a Holliorn. inialche mi- steriosa lettera dall' esterno, con o senza il mio nome sotto coi)erta. volete e.ssere cosi jientile da impostarla per Hrnesti. 2. Onslow Terrace. Fulham lìoad. S. W .'t E vo- lete perdonare la libertà che mi sono preso, se vi a**si- ciiro che nessun affare « Fiore » vi dariì mai delle noieV

V'MMCCCXLY. Inedita. L'autografo si conserva nel ]Mu- seo del Itisorgimento di Roma. Non ha indirizzo.

(') 11 ^laz'/Ain accennava alla ridicola accusii che il Pro- curatore Generale francese incaricato di istruire il proces.so per Greco e C. aveva lanciato contro J. Stansfeld, equivo- cando comicamente sulla voce Flciwer. Yed. la nota alla lett. VMMCCCXII.

128 EPISTOLARIO. [1864]

The It'lli'i- will bc, iiiosi likcly. Iioni a NVallachian (/'()n't'S[>()iHleiit. Evei-

l'a.itlifnlly youis

JOS. 3IAZZIM.

La lettera sarà, molto probabilmentei, un corri- spondente valacco. Sempre

devotamente vostro Gius. Mazzini.

vm:mcccxlvi.

A Giacinto Bruzzesi, a Londra.

[Londra, .... ai)rile 18(34 J, martedì. Caro Bruzzesi.

Eccovi lettere e grazie aiiticiitate. \'olete. ai)])eiia veduto < Jaril)[al(li], scrivermi (lualche cosa sulle sue (lisposizioui, air iudirizzo segueute: W. ^lalleson, ICsq. !)4. Ilolborn Hill. E. C. Londou? W sarei .uralo davvero.

A'ostro sempre GrrsEJppE.

\'MM('CCXLVI. hiftlita. L"autoj^nifo .si con.serva nel Musoo del Riisorgimeutd di Roma.

[1864] BPISTOLAIUO. 129

VMMCCCXL\"II.

To Matildiì BlGClS, Lolulou.

^ [Loudou, Aprii 21st, 18(54]. Thursday.

Deaiest Matilda,

It will be absoliitely imi^ossible toi- me to come to yoii to moiiow. Ali these days, I bave ])e<)i)Ie from eigbt o'clock in tbe morninj»' to any boni- in tbe nigbt. As soon as I can, I sball wi-ite to you and come. Ever yours in l'rantic baiaste, but ever and equally

lovinjf Joseph.

Giovedì.

Carissima Matilde,

Domani mi saà assolutamente impossibile venire da voi. Tutti questi giorni, ho gente dalle otto di mattina a qualsiasi ora della notte. Appena potrò, vi scriverò e verrò. Con terribile fretta, ma con affetto sempre uguale sono il

vostro Giuseppe.

VMMCCCXLVII. Inedita. L'autografo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Xathau). Non ha indirizzo. La data vi fu apposta da il. Biggs.

Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII).

130 EPISTOLARIO. [1864]

V.M.M(H'(\\1A'IIT.

A lOiUiiHTo r>i:z/i. a Milano.

[Londra J, 24 ai»i-ilc [ISOIJ. Caio Bezzi,

Ho la vostra. Bened[€tto Cairoli] rkeveià i)ei' mezzo di C[Iiiasisi], che sni)])oiijj;o lascerà Londra presto, 50,000 franchi. (' ) Cosi mi dichiarò (J[aril)aldi]. E (juanto basta per ciò che chiedete. Dio faccia che ro])erazione riesca.

l'er molte ragioni, credo meglio vi piocnriale in Italia le cose delle quali avete bisogno.

Per quanto la partenza distrugga molte sijeranze anzi certezze di potenti aiuti che si sarebl)ero avuti dalle provincie, vi do pegno che le sottoscri- zioni continueranno. Avremo assai meno, ma avremo. Tra ({uesto e il poco che raccolgo e serbo gelosamente io, non saremo a secco pel momento della mobiliz- zazione.

(r[ai-ibaldi] è naturalmente sconfortato; ma ])iù che mai voglioso di fare. Su tutto questo scriverò più distesamente a Ben [edetto]. Basti ora che se operia)no, siamo intesi ])iiì che mai con (r[aril)aldi] e certi di lui. Baildop])iate dunque di zelo e d'ardore.

A'MM(HH'XLV1II. Pubbl. da G. Locatelli-Milesi, op. c-it.. pp. 225-226.

(') Giovanni Chiassi, che era stato eletto a far parte del Comitato Ce^ntrale Thiitario, creato per iniziativa di Garibaldi, come rappresentante della provincia di Mantova (ved. la lett. VMMCLXXI). era andato a Londra insieme con altri garihaldini (ved. la nota alla lett. VMMCCGXL).

[1S(Ì4J EPISTOLARIO. ISl

In questo momento di dicono Cli[iassi] partito e senza rivedeimi. l'azienza. Un membro ilei Comitato ("entrale dovrebbe, parmi, mantenere un po' meglio l'alleanza. Noi vidi che in compagnia di riordini, (') e (piando io non poteva parlare che teoricamente. Avrei voluto intendermi più di proposito. Comunque, è por- tatore di ciò che volete. In nome di Dio, fate quanto potete per lasciare intatto quel piccolo fondo, ^'errà il momento in cui sarà un' àncora di salute.

Mordini fu ed è qui per proporre, con un lungo scritto lirmato (Juastalla, Lemmi, Corte, Civinini e riordini, un partito monarchico progessivo con a capo il (Generale, l'antico grido insomma. Come Lem- mi, cassiere del Comitato Centrale, possa avere fir- mato con tutti un atto che lo vincola a bandiera neutra, insista per questo, è una delle tante prove della nessuna moralità politica che domina le anime, lo mi sono contentato di dire a G [aribaldi] che un atto simile sarebbe fatale, produrrebbe la scissione del Partito in due campi, etc, etc. Il suo buon senso ha respinto l'atto. So per altro che oggi Mord[ini] torna all'assalto; ma, sjiero, infruttuosamente. Sa- rebbe rovina, perch'io mi ritrarrei, e l'unità del Par- tito sarebbe perduta.

Addio :

vostro sempre Giuseppe.

(') Anche A. Mm-dini era andato a Londra nei giorni in fui vi era Garil)aldi ; ed è noto chfi (jnel misterioso convegno di seguaci de). Duce dei Mille aveva messo in sos])etto il Ga- hinetto inglese.

132 KPISTOI.AKIO. \-\HC,Al

VMMCCCXLIX.

TO

LLoiidoiil, Aprii 2r)tli, 11S(;41. Sii-,

I sciid (l;iril)alili's sigiinlui-c. Of coin-se, the siil)- jec'ts of Olir coi-iespoiideiicc do noi .illow me giviiig a whole letter to aiiy one.

Yoiiis obly Jos. Mazzini.

2c aprile.

Signore.

Vi mando la firma di Garibaldi. Naturalmente, gii argomenti della nostra corrispondenza non mi permettono di dare a oliiun(jue una lettera intera.

Vostro devotissimo Gix's. Mazzini.

VMMCCCL.

A Kakl Blixd. à Londres.

[Loiulrcs]. 2(i avril [lsr.4].

Cher ami,

•Te ne vous ai pas répondu. Depuis huit lieuves du matiu jusqu'an soii-, j'ai eri, pendant tons les

VMMCCCXLIX. Inedita. L'aut(vgr;ifo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo. La data vi fu ciimiiletala da mano del tempo.

vMMrCCL. Puhhl.. tradotta in italiano, da G. B. Pen- .\E, Lettere di fr. M(iz.~iiii a K. Blind. cit , p. 90. D'autografo si conserva nel British Museum.

I

[1804] KPl STOLA RIO. IS.^

jours, une sèrie de visites ii en peidre la tète. Je suis épiiisé et faible au delà de tonte expression. Il y a en en effet des ponrparleis dangeienx entie Loi-d Cl[ai-endon] et rAntriehe, mais je snppose qne la manvaise impiession ])r()dnit i)ai- le départ de (iar[ibaldi] ajonrnera tonte antre cliose. Moins lia- lassé maintenant, je vais nroeenper nn pen de moi- méme.

Que diable va-t-il sortir des Conterences? (')

Votre ami Joseph.

VMMCCCLI.

A Carlo Foldi. a Milano.

[Londra], 27 aprilo [lSr,41.

Amico Dottore,

Come vedete, ho Inngamente indugiato; vi sai:>eva ntile e attivo per la bnona causa in più modi. ]S'ondi- meno, in una sottoscrizione avviata come quella

(') Il 9 maggio lS(i4, per iniziativa dell'Inghilterra, preoc- cupata di salvare il re di Danimarca, minacciato fino allo Jutland, si aprirono a Londra alcune conferenze sotto la pre- sidenza di Lord .T. Russell, al fine di definire il conflitto dano- germanico.

VMMCX'CLI. Inedita. I^'autografo conserva presso la famiglia Foldi. A tergo di esso, di pugno del ^Mazzini, sta Tindirizzo : « Dottore Carlo Foldi. Milano. » Il P'oldi. come la moglie di lui, Angelina (ved. la lett.^ VMMCCXLYIII) era nn ardente mazziniano e C(>llal)orat^)re deUTnità Italiana di Milano.

1M EPISTOLARIO. ttS(U|

(lei 500, pai'iiii nvi-ei colpa ko non m'indirizzassi a \()i i)nie, onde sia individualmente sia, non jxìlendo. per un ])iccolo nucleo (ramici voslii. voi, ])a1iiola caldo ed amico, vi siate ia])])i'esentato. \o\ inlendete 1i-oi)p(> l)ene la vera condizione delle cose per credere che il subito ritorno di ( }aril)| aldi] in Capi-ei-a o altro muli le intenzioni, ^ìì accordi e le necessità, f^ in- dis])ensal)ile com])ire il disegno ed è indispensabile, di fronte alle ])ersecuzioni <>overnative, persistere jdù che mai in raccoj>liere i mezzi necessari a com])irlo. Abbiatemi, con vera affettuosa stima,

fratello Gii's. ^Fazzim.

VMMCrOLIT.

.\ Vincenzo Brtsco Onnis. a Mihinn.

[Londra 1. 29 apriloi [1S04]. Caro Brusco,

Se gli Italiani sono fanciulli se sono facili ai tinuìri panici se il muoversi in un senso o in un altro d'un individuo (piahnnpie ei siasi, sembra ad essi un avvenimento decisivo per la salute del paese e pei loro doveri tal sia di loro. Un raggiro di (rladstone e di qualche altro membro del Ministero, raggiro al quale Garibaldi cede troppo rapidamente, impegnando la sua parola, ha interrotto un disegno che dovea fruttar mezzi materiali: e accenno uni- camente ai mezzi materiali, perché l'effetto moralr

vMMrGCLlT. Inedita. L'autografo si conserva nel ]\Li- seo del Kisorginu'nto di Konia (fondo E. Xathan). Non ha indirizzo.

[1864] EPISTOLARIO. 135

del suo viajìgio è prodotto. Ma dov'è la rovina? S'ei deve agire, da dove lo può se non dal paese? In che mutano le cose nostre? Qualche mezzo materiale è stato raccolto: qualche altro si raccoglierà via via. Se non fosse pei sequestri, etc.,(^) la nostra posizione sarebbe d'assai migliore che non era quella ],rima della gita di Garibaldi in Inghilterra. D'onde dun- que questi terrori, questi scontorti, come fosse ve- nuta la line del mondo?

h'Uxità ha avuto torto a parlare di tradimento alle speranze dei Magiari, etc. È trista tattica quella di gridare uno scacco sui tetti. (-) E d'altra parte, il lavoro con Magiari ed altri non fu mai così attivo

(') Xellii fjoitihiirdin de! 19 aprile 1804 si leggeva : « La Itegia Questura avrebbe in questi giorni scoperta una elandc- stina spedizione di armi. Alla stazione della ferrovia di Bre- scia vennero seipiestrati quindici ballotti, ch'erano dichiarati contenere stracci, dii'etti a certo Simouelli, e da spedirsi a Saln. Itacchiudevaiio trecento fucili avvolti e nascosti appunto negli stracci e provenivano dai magazzini di certo Marocco di Mi- lano, in via dei Tre Re. Ieri alle 4 pom., gli agenti di que- stura si recavano a perquisire i magazzeni di Marocco : ma questi, coadiuvato da certo Barbaglia, aveva già fatto traspor- tare altrove dieci ballotti contenenti 200 fucii. pure avvolti negli stracci, i quali indi si rinvennero e si se(iuestrarono in un cortile, nella via di San Carpoforo. Stamane si continua- rono le ricerche, e nei magazini della <litta Antongini e ^Muller. via dei Bigli, si sequestrarono 800 giberne, 800 centuroni. 8<^(0 foderi di baionetta e 500 paia di scarpe. In con.segueuza di tali scoperte, vennero arrestati e posti a disposizione del Pro- cui-ator» del Re i signori Antongini, Barbaglia. Marocco e MuUer. » Sembra che il sequestro fosse avvenuto per le infor- mazioni date da una spia. Ve<l. Cenni hiografiri e xiorici n proemio lÌQÌi testo lA-if/li »S'. E. i.. voi. XIV. p. elxxxvj e segg.

(-) Nell'art, intitolato: «L'iniziativa,» pubbl. nvìVUnifà Ifuìianu di Milano, dell'S aprile 1864.

i:{(; EPISTOLARIO. [1804 1

come ()r;i. Il trailimento è, ripeto, degli Italiani coii- 1i-() se stessi. Tutte (pieste gi'ida, tutti (jiiesti lagni inconsulti, reagiranno sfavorevolmente sui Veneti, ai quali bisognava invece dire ohe Garibaldi si riac- costava perché voleva aspettare da luogo vicino la loro azione. Panni che perdiamo a ogni tratto di vista lo scopo per le nostre sensazioni individuali, che possono essere più che giuste, ma che dovi'emmo tenere per noi.

La situazione diventa grave, ma non pel ritorno a Caprera. I sequestri la fanno tale.

Procurerò se mi riesce di rime<liare. ^la è tempo di tenere linguaggio diverso ai Veneti, e di mutar modo per noi. Se quand'io consigliava mesi addietro di procedere per piccole partite, e non mi si fosse risposto che non vi sarebbe tempo e il tempo ci fu se il lavoro seguiva tra me e pochi individui, non con Ct>mitati, etc. ])rol)abilniente molte sventure non avevano luogo. 5r». [Bezzi] scon- giuri Benedetto di serbare la somma ricevuta fino a intelligenza con me. 56. [Bezzi] sparisca; eviti la burrasca per qualche giorno. Importa che non sia mandato via. (^) E del resto, abbiate pazienza per al- cuni giorni. ]\rintenderò su tutto. Soltanto, 56 [Bez- zi] e voi guardatevi intorno per avere, appena occor- rerà, (jualcuno per 116. [viaggio] IX. 4. I. 23. 2. 4. III. 3., etc. e per I. 7. 3. 14. 5. 3. 11.

Non ho avuto finora tempo di respirare.

Addio :

vostro sempre

Giuseppe.

(') « Dopo l'arresto deirAntongiui » narra E. Bezzi nei suoi ricordi autobiografici « fui avvertito che la questura

[1864] EPISTOLARIO, 137

VMMCCCLIII.

To Matilda Biggs, London.

[London, Aprii IStU]. Thursday.

Dearest Matilda,

On 99 chances against one I shall come to toh to-mori'ow. One chance against is however enoiigh for me to teli yoii so that Caroline does not come to meet me across the Park. My coki is improving that is increasing rather! No news. Caroline has written. Mrs. Shaen is really improving. Ilast- ings is crammed. "\Y[illiam] and B[essie] will have

Giovedì. . Carissima Matilde,

Vi sono 99 probabilità su cento che domani possa venire da voi. Comunque, una probabilità contraria basta perché vi dica che Carolina non deve venirmi incontro nel Parco. Il mio raffreddore migliora cioè va alquanto crescendo ! Nessuna notizia. Carolina ha scritto. La signora Shaen va realmente migliorando. Hastings è piena zeppa.

avrebbe potuto mandarmi a fargli compagnia. Abbandonato perciò il mio alloggio di via S. Antonio, portando meco le carte compromettenti, andai a rifugiarmi in corso Magenta, presso un buon amico milanese. » G. LogatB3li:,i-Mii,e,si, op. cit., p. 111.

VMMCCCLIII. Inedita. L'autografo si conserva nel Mu- seo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Xon ha indirizzo.

l.'^S icpisTor.ARio. [18041

great difficulties to fiiid rooms. A demain^ move llinu ])i'oI)abIy. Ever

affectiouately Joseph.

Sarà molto difficile che W[illiani] e B[essie] trovino stanze. A domani, pili che probabilmente. Sempre

affezionato Giuseppe.

VMMCCCLIV.

A Demetrio Diamilla Mi'ller, a Londra.

[Londra], 2 maggio [1804]. Caro amico.

Non è possibile tirare innanzi. Posso perdei'e una partita, ma non da idiota. Ora, la mia comincia ad essere partita d'idiota. (^)

VMMMCCCLIV. Pubbl. in Politica scf/refa italiana, eco.., cit., pp. 74-75.

(') In quello stesso giorno era pervenuto nelle mani del Muller il seguente scritto di Vittoi'io Emanuele II che l'inter- mediario si era affrettato di recapitare al Mazzini : « Non è da ammettersi la frase che si sia tenuto a bada il Partito d'Azione, mentre gli si fece sempre intendere in modo netto e preciso che qualunque m(;to sia interno, sia avente per iscopo ima iniziativa verso il Veneto sarebbe stato impedito con ogni mezzo energico di cui si può disporre. Essere pertanto una prova insensata che si tenterebl)e senza risultato di soi-ta, che cagionerebbe guai a de|)lorarsi per parte dei motori. La Po- lonia mancò ognora nelle varie sue fasi insuiTezionali della

[1804] KPISTOLAKIO. 139

Mentre, accettato il principio, non si discutono che i particolari mentre, salva la questione di tempo, è accettato che il moto debba aver luogo mentre s'io lavorando in buona fede a soddisfare i desiderii altrui, riuscissi a ottenere l'iniziativa in Gal- lizia, dovrei pure impegnare la mia parola che Tini- ziativa sarebbe seguita nel Veneto mi si tolgono tutti i mezzi per mantenere quella parola. I se(iuestri in Milano, in Brescia e altrove dell'armi destinate al ^'eneto mirano ad imjKMÌirc ogni azione possibile

forza vitale di espansione, e questa è la prineiinìle cagione (Iella sua rovina ; forse potrebbe rinascere come la fenice dalle sue ceneri, estendendo le sue ramificazioni in Gallizia, Prin- cipati e lungheria ; dove il terreno sarel>l)e facile à exploiter. se vi fossero uomini energici ed audaci che servissero di irait d'ìinion. Se i moti di Gallizia estesi alle citate contrade pren- dessero le proporzioni di una .ipontanea popolare insurrezione da tenere fortemente occujiata l'Austria, allora sarel)l)e neces- sario anzi tutto d'aiutarla con un nucleo d'itajiani determi- nati e così riuniti vari fecondi elementi, iìiffi ostili al princi- pale ufiiuìco. si potrebbe condurre a compimento il comune desiderio. » Rimettendo questo scritto al ^Mazzini, il Muller aggiungeva da parte s\ia. « Dispiace molto di vedere che voi crediate a doppiezza nel re, mentre primo elemento d'accordo è la reciproca stima. Questa idea è nata dalle frasi irnere a bada, temporeggiare, eoe . che troverete nella mia che vi comu- nicai per copia. Rispetto alla Gallizia essere profiio all'aiuto, purché voi approviate gli estremi dell'ultimo paragrafo del foglio a voi diretto. L'opposizione ai progetti del Veneto cesse- rebbe tosto in conseguenza di (luesta intelligenza, appena si vedesse che i preparativi sono diretti ad un séguito non ad una iniziativa. Su ciò fidarsi di voi e .sulla parchi vostra, ma non nel contegno di taluni fra i vostri amici. Spettare a voi il rimedio di tale contegno. Quando vi venisse fatto di combi- nare il moto di Gallizia, dovreste contare, e siete libero di assicurarvene, in un corpo di volontari a sue spese. » Politi' a segreta italiana, cit., pp. 72-74.

1 lo i;pi STO].. VISIO lisnj I

jiiK'lic (1()]K) l'alliui inizi;itiv;i ; convincono i Veneti che il (Joverno è risolnliunente nvvei-so, e fanno si ch'io scniliii mancai-e a tntte le mie ])roniesse. Andando innanzi cosi io darei la (Jallizia alle strafai Austriache senza che l'Italia potesse giovarsene. È un rischio che non voglio correre. posso credere che il re intenda farmelo correre.

Noi siamo in debito di non far cosa che compro- metta il Governo ; e l'invio segreto, prudente, di (jualche arma non lo compromette menomamente.

() noi. (hunpie, abbiamo restituzione tacita, senza rumori, dell'armi, o la dimessione di Spaventa, (^) o un ordine dato a lui di non tormentarci come lo farebbe un Austriaco o tutte le trattative diven- tano inutili.

Ciascun di noi farà ciò che può su terreno di guerra. Se potremo riuscire col moto